ILDEFONSO FALCONES.
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LA MANO DI FATIMA.
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Parte 1.
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Titolo originale: La mano de Ftima. 2009.
Traduzione di: Nanda Di Girolamo.
2009. Casa Editrice Longanesi, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale fornita da: Amedeo Marchini.
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28.
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A Hernando bast poco tempo per capire la vera natura di Cordova, ben al di l delle chiese e dei sacerdoti, delle messe, delle processioni, dei rosari e delle beghine, e dei mendicanti che chiedevano lelemosina per strada. I cordovesi osservavano devotamente gli obblighi religiosi e accettavano con generosit di farsi carico delle necessit di donne umili, ospedali o conventi, disponevano lasciti benevoli nei loro testamenti e provvedevano al riscatto di qualche prigioniero nelle mani dei corsari barbareschi. Ma una volta compiuti i loro obblighi dinnanzi alla Chiesa, interessi e stile di vita erano ben lontani dai precetti religiosi cui avrebbero dovuto ispirarsi. Nonostante gli sforzi moralizzatori del Concilio di Trento, il sacerdote che in casa non beneficiava di una concubina disponeva almeno di una serva. Mettere incinta una serva non era considerato peccato. Equivaleva, cos dicevano, a far accoppiare un cavallo con unasina perch partorisse una mula; alla fine dei conti, argomentavano, il figlio ereditava la condizione della madre e nasceva schiavo. Gli sforzi delle gerarchie per impedire ai confessori di esigere favori sessuali dalle donne culminarono con lobbligo di inserire nel confessionale un pannello che separasse confessori e penitenti. Ma quanto a castit e pudore, nemmeno le autorit religiose davano il buon esempio. Le ricchezze e le prebende che le loro cariche comportavano erano ambite dai secondogeniti delle famiglie nobili, e lo stesso decano della cattedrale, don Juan Fernndez di Cordova, dallinsigne lignaggio, fin col perdere il conto dei figli che aveva sparso per la citt.
La societ civile non era differente. Dietro la purezza che la vita matrimoniale doveva osservare sembrava celarsi ogni sorta di malcostume e gli scandali si succedevano uno dietro laltro, con conseguenze cruente per chi veniva colto in flagrante adulterio. Quanto alle monache, il pi delle volte erano genitori e fratelli a chiuderle in convento, per motivi puramente economici: 
per il patrimonio familiare era meno gravoso consegnare una figlia alla Chiesa che darle una dote degna di uno sposo della sua stessa condizione; pertanto, prive di qualsiasi vocazione religiosa, le monache facevano a gara con i preti nel lasciarsi sedurre dai corteggiatori, i quali accoglievano la sfida di conquistare un trofeo tanto pregiato ansiosi di potersene vantare.
A Hernando e agli altri moriscos che, come lui, dovevano rendere fertili a colpi di zappa anche le pietre del regno di Granada, la societ cordovese appariva oziosa e degenerata: persino il lavoro era mal considerato! Alla plebe era vietato laccesso alle cariche pubbliche. Gli artigiani lavoravano il minimo indispensabile al loro sostentamento e un esercito di hidalgos, il gradino pi basso della nobilt, generalmente impoveriti, preferiva morire di fame piuttosto che subire lumiliazione di lavorare per procurarsi da vivere. Il loro onore, quellesacerbato senso dellonore di cui era intriso qualsiasi cristiano di qualunque condizione e classe sociale, glielo impediva! 
Hernando pot comprovarlo pochi giorni prima della celebrazione della vittoria di Lepanto. Avrebbe potuto chiedere scusa, comera sua intenzione in un primo momento, andarsene e considerare chiuso largomento, ma qualcosa nel suo intimo lo spinse a non farlo. Una sera stava percorrendo distratto la stretta calle de Armas vicino alla cappella di Nuestra Seniora de la Consolacion, dalle parti del convento provvisto di ruota dove abbandonare i figli indesiderati, quando un giovane hidalgo dal fare altezzoso, che avanzava in senso contrario con il suo mantello nero, la spada alla cintola e il berretto preziosamente ornato, inciamp nellincrociarlo e fu sul punto di cadere. Mentre cercava di aiutarlo, Hernando non riusc a trattenere un sorriso. Lontano dallessergliene grato, il giovane si liber della sua mano con un urlo e lo affront: Perch ridi? grugn ricomponendosi.
Chiedo scusa...
Cosa guardi? Il giovane fece per portare la mano alla spada.
Come cosa guardava? Dopo essere inciampato, lhidalgo era intento a sistemare il ripieno di segatura che serviva a modellare i suoi calzoni rigonfi. Tronfio e imbecille! Non meritava una lezione quel damerino?
Mi chiedevo... come vi chiariate?farfugli deliberatamente, abbassando lo sguardo.
Chi ti credi di essere, stupido miserabile, per interessarti al mio nome?
E' solo che... Hernando stava pensando in tutta fretta. Presuntuoso! In che modo avrebbe potuto dargli una lezione? Ciabatte di velluto a punta sulle quali aveva fissato lo sguardo significavano che qualche soldo quellhidalgo lo doveva avere. Osserv i calzoni rigonfi e lorlatura del mantello semicircolare, che una serva doveva aver accuratamente accomodato. E' solo che...
Parla! 
Mi sembra... credo... temo che laltra notte, in una locanda di plaza de la Corredera, si sia parlato di voi.
Lasci che le parole fluttuassero nellaria.
Continua! 
Non vorrei sbagliarmi, eccellenza. Quello che ho sentito... non posso... Perdonate la mia audacia, ma insisto nel chiedervi come vi chiamate...
Il giovane medit per qualche istante. Hernando anche: in che guaio si stava cacciando?
Don Nicols Ramirez de Barros, ostent con solennit, hidalgo di antico lignaggio.
Allora s, s, conferm Hernando. Parlavano proprio di vostra eccellenza: don Nicols Ramirez de Barros. Ora ricordo.
E cosa dicevano?
Erano due uomini. Sinterruppe un attimo ed era pronto a proseguire quando lhidalgo lo anticip: Chi erano?
Erano due uomini... ben vestiti. Parlavano di vostra eccellenza. Ne sono sicuro! Li ho sentiti. Finse di non avere il coraggio di andare avanti. Cosa gli avrebbe raccontato? Ormai non poteva pi tirarsi indietro.
Cosa dicevano?
Cosa potevano dire? si domand Hernando. Hidalgo di antico lignaggio! Di questo si era vantato il damerino.
Che il vostro lignaggio non  puro, butt l senza troppi giri di parole.

Il giovane serr la mano sullimpugnatura della spada. Hernando os guardarlo in volto: era rosso di collera.
Nel nome di Santiago, patrono di Spagna, la purezza del mio sangue risale agli antichi romani! Il mio cognome ha avuto origine con Quinto Varus! Dimmi chi ha osato sostenere una cosa tanto oltraggiosa! 
Lalito di cipolla di don Nicols volteggi sotto il naso di Hernando.
Non... non lo so, balbett, stavolta senza bisogno di fingere. Che avesse esagerato? Il giovane tremava di rabbia.Non li conosco. Come vostra eccellenza pu intuire, non ho niente da spartire con simili personaggi.
Li riconosceresti? Come poteva riconoscere due uomini
che si era appena inventato? Poteva rispondergli che era notte e
non li aveva visti bene.Li riconosceresti? insist lhidalgo,
scuotendolo con violenza per le spalle.
Naturalmente, afferm Hernando allontanandosi.Accompagnami in plaza de la Corredera.No.
Don Nicols sussult.
Come sarebbe no? Lhidalgo fece un passo avanti ed Hernando indietreggi.
Non posso. Mi aspettano nel... Quale corporazione occupava la contrada pi lontana da quella del Potro? Quella in cui non lavrebbe rintracciato se pi tardi fosse andato a cercarlo? Mi aspettano nel quartiere dei vasai. I vostri problemi non mi riguardano. Mimporta solo di riuscire a mantenere la mia famiglia, e se non vado a lavorare il capomastro non mi pagher. Ho moglie e figli, sto cercando di crescerli nella fede cristiana e... Proprio l volevo arrivare! gongol tra s nel vedere che lhidalgo rovistava nelle brache sfoderando un borsello. Per Fatima, pens Hernando.Uno di loro  malato e temo che laltro...
Taci! Quanto ti paga il tuo maestro?domand, tastando le monete allinterno del borsello.
Quattro reali, ment.
Eccotene due, gli offr.
Non posso. I miei figli...
Tre.
Mi spiace, eccellenza.
Lhidalgo afferr una moneta da quattro reali.
Andiamo! ordin.
Per raggiungere plaza de la Corredera dal convento di Nuestra Senora de la Consolacion, dove cera la ruota degli esposti, bastava attraversare plaza de las Canias; pochi passi che lhidalgo percorse carico di tensione ma con foga, la mano sullimpugnatura della spada, berciando maledizioni e giurando vendetta a danno di coloro che si erano permessi di infangare la sua casata. Hernando gli camminava davanti e don Nicols di tanto in tanto gli dava una spinta. E adesso? sinterrogava, come poteva sfuggire alla trappola che si era teso con le sue stesse mani? Strinse la moneta tra le dita. Quattro reali! Non cera aiuto che andasse scartato pur di comprare la libert di Fatima! 
E se stasera non ci fossero? ipotizz, pungolato dallhidalgo alle sue spalle.
Prega che ci siano, si limit a rispondere don Nicols.
Raggiunsero la grande piazza dal lato sud. Hernando cerc di abituare la vista allimmenso spazio. Nella piazza cerano tre locande: la pi vicina era il Meson de la Romana e alla loro destra, sulla facciata est, contigua a calle del Toril, ce nerano altre due, quella dei Leones e quella del Carbon, in prossimit dellOspedale di Nuestra Seniora de los Angeles. Cera ancora luce naturale a sufficienza e la grande piazza brulicava di gente che entrava e usciva dalle locande.
Dunque?
Hernando sbuff. E se fosse scappato via? Quasi avesse intuito le sue intenzioni, don Nicols lo afferr per il braccio e lo trascin fino al Meson de la Romana. Vi irruppero spintonando senza nessun riguardo un cliente che stava sulla porta. Fermo sulluscio, lhidalgo stratton Hernando esigendo una risposta.
No. Qui non ci sono, afferm il ragazzo dopo che alcuni clienti si erano zittiti, sostenendo lo sguardo del morisco che passava in rassegna linterno della locanda.
Nella taverna dei Leones addusse la stessa scusa. Poteva anche darsi che non ci fossero proprio, pens quando stava per entrare nella locanda del Carbon. Mica dovevano esserci per forza! In quel caso, per, i suoi quattro reali... Come avrebbe reagito lhidalgo? Non avrebbe mai permesso che la faccenda finisse l. Il suo onore! Il suo nome! Lavrebbe obbligato a star l tutta la notte e poi... Gli aveva gi pagato quello che credeva fosse il salario di un intero mese di lavoro! 
Una risata omerica interruppe le sue riflessioni. Un uomo barbuto, con addosso la variopinta uniforme dei tercios, sedeva a uno dei tavoli e, mentre sollevava un boccale di vino, faceva lo smargiasso rivolgendosi a gran voce ai due uomini che lo accompagnavano. Che fosse ubriaco era evidente.
E quello, indic Hernando, pronto a squagliarsela non appena don Nicols si fosse distratto.
Lhidalgo per reag stringendogli il braccio ancora pi forte, quasi si stesse preparando a combattere.
Voi! strill don Nicols dalla porta.
Le chiacchiere tacquero di colpo. Qualche risata sinterruppe bruscamente. Un paio di clienti, i pi vicini, abbandonarono in tutta fretta il loro tavolo e si allontanarono inciampando tra le sedie. Hernando sent che le gambe gli tremavano.
Come avete osato infangare il lignaggio dei Varus? strill nuovamente lhidalgo.
Luomo si alz goffamente e tent di mandar gi un ultimo sorso di vino, che gli col sulla barba. Poggi la mano sullimpugnatura cesellata della sua spada.
Chi siete, voi, per alzare la voce con me? rugg. Con un alfiere del tercio di Sicilia, hidalgo biscaglino! Quando sent pronunciare nuovamente quella parola, Hernando si sent mancare. Un altro hidalgo! Il vostro lignaggio potr anche essere certo, cosa della quale dubito, ma non dovete permettervi...
State mettendo in dubbio il mio lignaggio? strill don Nicols.
Ve lavevo detto, gli sussurr allora Hernando. E' quello che avevo sentito anchio, lo metteva in dubbio... Ma don Nicols non gli prest attenzione. Allimprovviso Hernando si ritrov libero dalla pressione della mano sul suo braccio.
Siete voi il primo a infangare il vostro cognome! sbrait lalfiere.
Esigo che ripariate loffesa! strill a sua volta don Nicols. Cos sia.
I due hidalgos sguainarono le spade. La gente che era rimasta a tavola si alz per fare spazio e i due cavalieri si affrontarono.
Hernando rimase attonito per qualche istante. Stavano per battersi a duello! Apr la mano sudata e fiss la moneta da quattro reali. La lanci in aria un paio di volte, catturandola sul palmo, e lasci la locanda. Imbecilli! pens nelludire lo stridio metallico delle due spade che si incrociavano.
Fece ritorno a calle de Mucho Trigo con una strana sensazione, diversa da quella che avrebbe dovuto accompagnarlo dopo un successo per il quale aveva corso cos tanti rischi. Due nobili si stavano giocando la vita, senza che nessuno dei due si fosse preoccupato di capire cosa stesse sostenendo lavversario. Era stato solo un banale malinteso! In strada, la notte era ormai calata. Simbatt in una processione di ciechi che, in fila e legati gli uni agli altri, recitavano il rosario e chiedevano lelemosina, come facevano tre volte la settimana lasciando lOspedale dei Ciechi di calle Alfaros per peregrinare tra le strade di Cordova. Un uomo, intento a pregare mentre sistemava le candele che illuminavano limmagine della Vergine posta sulla facciata di un edificio, lasci cadere una moneta nella ciotola che uno dei ciechi muoveva ritmicamente. Stringendo in mano la moneta da quattro reali Hernando si allontan dal loro percorso. Cristiani! 
Da quando era venuto a conoscenza della relazione tra il mastro e la moglie del capomastro conciatore aveva guadagnato parecchi soldi. Per diverse notti ci aveva ragionato su: sapeva scrivere e far di conto, e di certo con quelle conoscenze avrebbe trovato un impiego meglio remunerato e lontano dallo sterco per il suo lavoro attuale guadagnava meno di un servo, ma scelse di non cercarlo. Il suo incarico nella vasca dello sterco, nascosto e appartato. dagli altri operai della conceria, che non avevano motivo di gironzolare da quelle parti, gli permetteva una libert, che il mastro tollerava e agevolava, della quale altrove non avrebbe potuto godere.
Da allora, le spedizioni sullaltra riva del Guadalquivir a bordo della Virgen Cansada, che affrontava tenace un viaggio dopo laltro, si ripeterono varie volte. Hernando e juan strinsero amicizia. Tra motteggi e battute, portarono avanti animate conversazioni notturne sul bordello barbaresco ubicato oltre la fermata di Siviglia e le sue donne.
E io dovrei credere che un uomo incapace di remare con forza riesce a montare tre donne contemporaneamente! lo pungolava Hernando, impegnato a svuotare la barca quando La Virgen si stancava e, durante i viaggi di ritorno, sprofondava nelle acque del Guadalquivir.
Ma quellamicizia gli procur molto pi delle due blancas con cui il sensale di muli lo aveva ricompensato la prima volta: Hernando godeva dei benefici del contrabbando di vino. Il Potro e il suo ambiente popolato di picari, imbroglioni e canaglie fin per diventare il suo vero focolare. Non aveva lasciato il lavoro in conceria, aveva bisogno della rispettabilit che quellimpiego gli assicurava al cospetto del bargello o del sacerdote di San Nicols, quando questi andavano a visitare i moriscos per accertarsi che stessero diventando buoni cristiani, ma la sua vita era nel Potro.
Mentre i ragazzi della contrada di San Lorenzo o di Santa Maria trasportavano le sue pelli dal mattatoio alla conceria, Hernando si recava alla torre della Calahorra per seguire i traffici con juan e gli altri sensali. Gli veniva ancora da ridere quando ricordava come era riuscito a liberarsi di un compito tanto ingrato. Nel fare il giro delle mura, una delle prime volte in cui aveva percorso quel tragitto, aveva notato che i ragazzi dei diversi quartieri si prendevano a sassate sul cammino di ronda e nei dintorni. Quegli scontri avevano causato diversi feriti e persino qualche morto tra gli sprovveduti che transitavano nella zona, ragion per cui il consiglio cittadino aveva deciso di proibirle; tuttavia i ragazzi ignoravano tali ordinanze e le sassaiole continuavano a ripetersi. La prima volta che Hernando si era ritrovato coinvolto in uno di quegli episodi, tra decine di ragazzi che si lanciavano sassi, si era protetto con le pelli e aveva atteso che venisse sedato. Altre volte li aveva scoperti ad allenarsi in vista delle sassaiole future. Chi poteva battere un uomo delle Alpujarras nel lancio delle pietre? aveva pensato allora. Aveva scommesso una blanca. Il bersaglio era un palo: se i ragazzi avessero perso, avrebbero portato le sue pelli fino in conceria; se avessero vinto, la blanca spettava a lo
ro. Aveva perso non poche monete, ma vinto la maggioranza delle scommesse e cos, mentre i ragazzini facevano la strada al posto suo, lui correva al campo de la Verdad, dove, strisciando sotto i muli, fingeva di raccogliere sterco. Ecco che allora un sensale di cavalli, con lintento di convincere lacquirente che il cavallo era mansueto e privo di difetti, indicava il morisco sporco e maleodorante, lo tirava su per i capelli e gli faceva montare un palafreno: Hernando, allapparenza intimorito, cadeva sulla sella come un sacco, quasi non avesse mai cavalcato, mentre il sensale decantava le lodi di un animale capace di sopportare anche un cavaliere inesperto. Se laffare veniva concluso, Hernando riceveva la sua ricompensa.
Una notte aiut un gentiluomo a scalare il muro di cinta del convento delle monache di Santa Cruz e rimase in attesa per lanciargli la corda al suo ritorno, mentre nelloscurit pot sentire dapprima le risatine della coppia, poi i loro gemiti appassionati. Ma non tutte le scorrerie avevano esito positivo. Una volta si un a un gruppo di mendicanti forestieri che non avevano il permesso di chiedere lelemosina a Cordova. In citt laccattonaggio era perfettamente regolato e potevano praticarlo solo coloro che disponevano dellautorizzazione del parroco. Dopo aver assicurato di essersi confessati e aver preso la comunione, i mendicanti ricevevano una speciale licenza che dovevano appendere al collo e che permetteva loro di chiedere lelemosina entro i limiti della parrocchia. Uno di quei mendicanti clandestini possedeva la rara abilit di trattenere la respirazione tanto da simulare di essere morto: il suo volto assumeva allora un colore pallido in grado di convincere chiunque lo guardasse. Si sistemarono in plaza de la Paja, dove si vendeva la paglia di spelta per realizzare i pagliericci, e il mendicante, causando grande subbuglio tra gli avventori, si lasci morire. Hernando e i suoi complici, in lacrime, si avvicinarono al cadavere elemosinando un contributo per dare un funerale cristiano al defunto: a quella richiesta la gente, commossa, rispose con generosit. Ma successe che un sacerdote, di passaggio a Cordova, avesse presenziato allo stesso inganno a Toledo, ragion per cui si avvicin al morto e, di fronte allindignazione dei presenti, cominci a prendere a pedate il mendicante. Al terzo calcio sui reni il morto resuscit, ed Hernando e i suoi complici sfuggirono 
molto faticosamente alle ire di coloro che avevano voluto ingannare.
Collaborava anche con i proprietari delle bische illegali dove si giocava a carte o a dadi. Aveva conosciuto un certo Piccionaio, un ragazzo di qualche anno pi grande di lui dedito allaccalappiamento di potenziali clienti. Piccionaio era infatti provvisto di uno speciale intuito nellindividuare i forestieri che vagavano in citt in cerca di una bisca dove giocarsi i propri soldi: avvistatone uno correva in suo aiuto convincendolo a scegliere quella di Mariscal, che era poi chi lo assoldava. Hernando spesso lo spalleggiava, impedendo principalmente che gli altri accalappiatori di clienti che bazzicavano plaza del Potro raggiungessero per primi il giocatore individuato dal suo socio. Per riuscire nellintento faceva loro lo sgambetto, li strattonava o sinventava altre astuzie di questa sorta.
Al ladro! grid un giorno di fronte a un giovane che non era riuscito a fermare, e che aveva quasi raggiunto il giocatore che lamico si stava lavorando.
Da un luogo imprecisato comparve una guardia che si lanci sul giovane, ma nemmeno questo stratagemma serv alla causa di Piccionaio, perch nel mezzo del bailamme il giocatore si dissolse.
Come era ovvio che accadesse, furono molte le risse in cui si ritrov coinvolto e molte le botte che dovette incassare; tutto questo gli procur per la sincera amicizia di Piccionaio e qualche soldo in pi di quanto avevano pattuito. Chiacchieravano, ridevano, dividevano il cibo, ed Hernando non finiva mai di meravigliarsi vedendo le espressioni che laltro era capace di dipingersi in volto.
Adesso chiedeva a Hernando. No.
E adesso? insisteva dopo qualche istante. Nemmeno.
Piccionaio aveva scoperto il tranello grazie al quale Mariscal riusciva a spennare non gi gli sprovveduti che accorrevano alla sua bisca, ma proprio i bari e gli imbroglioni, per quanto esperti potessero essere, e voleva imitarlo.
E capace di muovere il lobo dellorecchio destro e al tempo stesso rimanere imperturbabile, gli aveva confessato con stu
pore. Non gli si muove neanche t in muscolo del viso, neanche il resto dellorecchio! Gioca a carte con un complice, che quando riconosce il segnale sa anche quali carte ha in mano Mariscal e scommette. Come va adesso?
Hernando scoppi in una fragorosa risata nel vedere il volto contratto del suo amico.
Non ci siamo ancora. Mi dispiace.


In generale, se si escludeva qualche disavventura come quella del falso morto, le cose gli andavano benone. Infatti, aveva gi concordato con juan il pagamento della prima rata per lacquisto di una mula; non era esattamente quella che avrebbe voluto comprare lui, ma nemmeno quella cui poteva aspirare con il capitale di cui disponeva: il sensale gli aveva fatto un buon prezzo. Pensava di proporre un baratto a Brahim: la mula in cambio di Fatima. Per quanto il patrigno lo odiasse, Hernando era certo che avrebbe accettato. Da tempo non reclamava pi i favori della sua seconda moglie. Fatima continuava a digiunare, la qual cosa non le costava grandi sforzi data lindigenza, e di conseguenza non ingrassava, era anzi estremamente magra e debole: questo la rendeva poco attraente agli occhi del patrigno, spossato per giunta dallestenuante lavoro nei campi a cui era poco avvezzo. Aisha contribuiva alla serenit della ragazza appagando le voglie di suo marito quando questi ne aveva le forze. Tuttavia da quando, in quel vicolo, le aveva salvato la vita dallassalto del toro, gli occhi neri di Fatima si erano fatti sempre pi brillanti. Ma Hernando fatic a convincerla del suo piano.
Certo che accetter! cerc dincoraggiarla. Non vedi in quali condizioni si alza, allalba, e in quali condizioni torna a casa dopo una giornata di lavoro nei campi? Si sta consumando giorno dopo giorno. Brahim  abituato a stare per la strada, non  mai stato un agricoltore, men che meno per la miseria che gli danno. Ha bisogno di muoversi. Accetter di ripudiarti. Non ho dubbi.
In effetti nemmeno Li gravidanza, ormai evidente, di Aisha era stata capace di mutare il fosco spirito del mulattiere, che

adesso era tuttuno con il suo connaturato malumore e la sua irascibilit.
Ti odia a morte, sostenne Fatima, consapevole del fatto che ultimamente Brahim aveva ricominciato a guardarla con occhi lascivi. In casa faceva in modo di trovarsela davanti e, bloccandole il passaggio, le palpava i seni. La ragazza prefer tuttavia non trasmettere le proprie paure a Hernando, non spezzare le sue illusioni. E non erano le uniche cose che in quel periodo gli stava tacendo, pens con tristezza.
Ma ama se stesso pi di quanto odi me, sentenzi lui. Quando ero ancora dentro la pancia di mia madre, mi accett in cambio di una mula. Perch adesso, e in circostanze ben peggiori, dovrebbe fare diversamente?
Con i quattro reali che don Nicols gli aveva appena dato poteva saldare a juan la prima rata della mula, calcol mentre stava per svoltare nel vicolo che conduceva alla casa scalcinata dove vivevano ammassati. Un giovane appostato nello stesso punto gli intim di fare silenzio. Cosa ci faceva quel ragazzo, l? Lo aveva gi visto in casa, dormiva con la sua famiglia in una delle stanze del piano di sopra... Com che si chiamava? Hernando gli si avvicin, ma il giovane si port un dito sulle labbra e gli indic di proseguire.
Sin dalluscio percep un ambiente festivo strano e insolito. Sorpreso dai suoni sussurrati di una canzone moresca, attravers il portone ed entr nel patio interno delledificio, identico a quello della maggior parte delle case cordovesi, che i cristiani trasformavano in giardini carichi di fiori colorati e profumati di ogni specie, distribuiti attorno a una fontana zampillante. Nelle case affittate dai moriscos quei pati erano tutto meno che luoghi dove rilassarsi, o da abbellire: l venivano lavati e stesi i panni, l si lavorava la seta, si cucinava e si dormiva, persino; non cera fiore che potesse sopravvivere a quel viavai. Tutti coloro che risiedevano in quella casa erano riuniti nel patio e nelle stanze al pianoterra, ma molte delle facce che Hernando vide gli risultavano nuove. Cera anche Hamid. Alcuni parlavano sottovoce; altri stavano a occhi chiusi, come se in quel modo riuscissero ad allontanarsi dalla grande prigione che era Cordova, e canticchiavano la canzone che aveva sentito al suo arrivo. In un angolo del patio, probabilmente orientato verso La Mec
ca, un uomo pregava. In quel momento cap perch allangolo del vicolo ci fosse di guardia quel ragazzo: ai moriscos era proibito riunirsi, tanto pi per pregare, ma...
Se dovessero scoprirvi, recrimin rivolto ad Hamid, che gli and incontro appena lo vide, non ci sarebbe scappatoia possibile. Il vicolo  senza uscita e i cristiani potrebbero entrare comunque in casa attraverso...
Perch ti escludi dalla nostra riunione, ibn Hamid? lo interruppe il faqih.
Hernando rimase attonito. Hamid gli aveva parlato con durezza.
Io... no. Mi spiace. Hai ragione. Volevo dire, se dovessero scoprirci. Hamid assent accettando le sue scuse. Cosa... cosa si festeggia? Stiamo correndo un bel rischio. Cosa ci fai qui?
Il mio padrone mi ha dato un breve permesso. Non potevo perdermi un giorno come questo.
Hernando non sapeva niente del calendario cristiano, e meno ancora di quello musulmano. Che fosse una festa religiosa?
Mi spiace, Hamid, ma non so che giorno  oggi. Cosa stiamo festeggiando? insist distratto, mentre guardava la gente. Dimprovviso vide Fatima, una mano doro le brillava sul collo. Che ne era stato di quella mano? Dove laveva tenuta nascosta? Fatima volse il proprio sguardo verso Hernando, come se si sentisse osservata anche a distanza. Lui fece per sorriderle, ma lei abbass la testa. Cosa stava succedendo? Cerc Brahim, era vicino a Fatima. L, nel patio, non poteva affrontarla per chiederle come mai lavesse respinto in quel modo. Cosa stiamo festeggiando? chiese per la terza volta ad Hamid, stavolta con un filo di voce.
Oggi abbiamo riscattato dalla schiavit il nostro primo fratello nella fede, gli rispose Hamid con solennit. E lui, aggiunse, indicandogli un uomo che mostrava una lettera impressa a fuoco sulla guancia. Hernando rivolse la propria attenzione verso il morisco, che insieme a una donna riceveva le congratulazioni dei presenti. Cosa centrava quel riscatto con il fatto che Fatima... Che cosa stava succedendo?La donna al suo fianco  la moglie, prosegu Hamid. E' venuta a sapere che suo marito era schiavo di un mercante cordovese e...
Hamid interruppe la sua spiegazione.

E? chiese Hernando senza prestargli troppa importanza. Cosa stava succedendo a Fatima? Cerc di catturare di nuovo la sua attenzione, ma lei manifestamente gli sfuggiva.
Si  appellata alla comunit.
Bene.
Ai suoi fratelli.
Aha, mormor il ragazzo.
Tutti quanti hanno contribuito a racimolare i soldi del riscatto. Tutti i moriscos di Cordova! Anchio ho dato qualche soldo che sono riuscito a ottenere... Hernando si volt stranito, interrogando Hamid con lo sguardo.Fatima, confess allora il faqih,  stata una delle pi generose.
Hernando scosse il capo come per allontanare le parole che aveva appena sentito. La moneta da quattro reali che ancora stringeva in pugno fu sul punto di sfuggirgli dalle dita, tale fu la debolezza da cui si sent investire. Fatima... una di quelle che avevano contribuito di pi! 
Quei soldi... balbett, quei soldi servivano a comprare la sua libert e...
La tua, aggiunse Hamid.
S, rispose con fermezza Hernando, dopo essersi ripreso. La mia! La nostra! 
Il suo sguardo la cerc nuovamente, stavolta Fatima era in piedi allaltro lato del patio. Adesso s che riusc a sostenere il suo sguardo, certa che Hamid gli avesse gi raccontato a cosa avesse destinato i loro soldi. Aveva spiegato al faqih per quale motivo stessero mettendo da parte quel denaro, confessandogli anche la sua incapacit di affrontare largomento con Hernando. Questi la osservava in balia di una strana sensazione: era orgogliosa e soddisfatta, lo scintillio dei suoi occhi gareggiava con lo sfavillante fulgore del pendente doro che le ornava il collo.
Perch? le chiese Hernando a distanza. Fu Hamid a rispondergli.
Perch ti sei allontanato dal tuo popolo, ibn Hamid, recrimin alle sue spalle. Il giovane non si mosse. Mentre noialtri ci siamo organizzati, cercando di pregare in segreto e di mantenere vive le nostre credenze, o aiutando i nostri fratelli pi bisognosi, tu ti sei dedicato a vagabondare per le strade di Cor
dova come un fannullone. Hamid fece una breve pausa. Hernando non batt ciglio, incantato dagli occhi neri e allungati di Fatima.Mi addolora che mio figlio vaghi nellultimo dei ranghi che regge e governa il mondo: quello degli indolenti.
Hamid percep un leggero tremore nelle spalle del ragazzo.
Tu mi hai insegnato, replic lui, senza voltarsi, che ce n uno ancora pi basso: il dodicesimo, quello delle donne. E' per questo che Fatima ha dovuto rinunciare alla sua libert?
Lei confida nella misericordia di Dio. Tu dovresti fare altrettanto. Torna con noi, con il tuo popolo. La vostra schiavit, la tua e quella di Fatima, non  la schiavit degli uomini, che si pu comprare. La vostra schiavit  quella delle nostre leggi, delle nostre credenze, e qui solo Dio pu provvedere. Quando Fatima mi ha consegnato i soldi e mi ha spiegato perch li stessi mettendo da parte, quanto stessi lottando per riuscirci, le ho suggerito di confidare in Dio, di non perdere la speranza. Allora mi ha assicurato che sarebbe bastata una frase a farti capire tutto... Hernando si volt verso colui che gli aveva insegnato ogni cosa. La conosceva. Conosceva quella frase, ma solo riascoltandola ne capt lintimo significato: la storia che celava, i dolori e le gioie che aveva condiviso con Fatima. Hamid socchiuse gli occhi prima di sussurrarla: La morte  una lunga attesa.
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Ripudiami! Oppure uccidimi! Prendimi con la forza se  quello che vuoi... io non mi conceder mai pi. Nel nome di Dio, che possa morire piuttosto che darmi nuovamente a te! 
Nonostante la stanza fosse avvolta nella penombra, fu possibile percepire il tremore dira di Brahim nellincassare il rifiuto con cui Fatima aveva accolto il suo approccio. Aisha, china in un angolo, ascoltava quelle parole confusa fra il terrore per la reazione di Brahim e lorgoglio per latteggiamento della ragazza. I due giovani coinquilini, stesi su un pagliericcio con il loro bambino, intrecciarono le mani trattenendo il respiro. Hernando non cera. Brahim balbett parole incomprensibili. Fendette laria con uno dei suoi pugni, pi e pi volte, grugnendo, imprecando. Fatima rimase in piedi di fronte a lui, anche se temeva che uno di quei colpi potesse raggiungere il suo volto. Ma non accadde.
Non diventerai mai una donna libera, per quanti soldi possa metter via il Nazareno, sentenzi Brahim. Hai capito, donna? Fatima non rispose, affrontando la sua furia. Cosa credi? Sono tuo marito! Per un attimo lei temette che potesse violentarla l, davanti a tutti, ma Brahim si guard intorno e si contenne. Sei solo un ammasso di pelle e ossa. Nessuno vorr andare a letto con te! aggiunse con un gesto di disprezzo prima di dirigersi verso Aisha.
Le ginocchia le cedettero e Fatima si lasci cadere a terra, sorpresa per essere riuscita ad affrontare quella sfida in piedi. Trascorse qualche tempo prima che il tremore si placasse e il respiro tornasse normale. Ci aveva pensato mille e una volta, sicura che ben presto sarebbe tornato il giorno in cui, nonostante la magrezza e laspetto poco desiderabile, Brahim avrebbe avanzato nuove pretese. E cos era stato. Il tempo aveva giocato a suo favore e la decisione di investire tutti i loro risparmi nel riscatto del primo schiavo moresco laveva definitivamente
convinta: tanta coesione era stata giudicata dalla comunit come un segno del fatto che, nonostante la sconfitta, continuavano a essere un popolo unito dalla fede. Per quale motivo, dunque, avrebbe dovuto concedersi a un uomo che odiava? Aveva appena rinunciato alla possibilit di conquistare la libert, la gioia e il futuro, a favore dei suoi fratelli nella fede! La comunit gliene fu grata e lei lo fu a Hernando, che fin col cedere. Dopo aver ascoltato le parole di Hamid, lui laveva guardata una volta ancora. Lei aveva alzato gli occhi al cielo e il ragazzo aveva seguito il suo sguardo. Poi laveva perdonata con un semplice cenno dapprovazione. Tutta Cordova sapeva della sua generosit! Brahim aveva chiesto da dove venissero i soldi e Hamid gli aveva risposto senza perifrasi. Fatima ormai si sentiva sicura; sapeva di poter contare sullappoggio della comunit. Di questo era consapevole anche Brahim. N il piccolo Humam poteva pi essere convertito in moneta di scambio per ottenere le sue attenzioni sessuali. Questo aveva pensato la ragazza: che magari... che magari Dio e il Profeta avessero deciso di affrancare il bambino da un peso enorme per tutta la vita. Glielo doveva, a quel figlio che aveva perduto! E quanto alla possibilit che Brahim maltrattasse Aisha, come faceva nelle Alpujarras, cosera un musulmano senza figli? Musa e Aqil erano spariti; di loro non si era saputo pi niente, anche se in molti cercavano di raccogliere notizie in merito. Alcuni moriscos erano ricorsi al consiglio cittadino lamentando il fatto che i loro figli venissero trattati al pari di schiavi dalle famiglie affidatarie, ma i cristiani non prestavano loro la minima attenzione, come non ne prestavano alla prammatica reale che proibiva che i bambini moreschi minori di undici anni venissero ridotti in schiavit. Cordova, come tutti i regni cristiani, pullulava di bambini, in affido o schiavi, che i padroni sfruttavano quali piccoli servi o aiutanti fino a quando raggiungevano i ventanni. Aisha era in salvo, concluse Fatima: finch era incinta, e probabilmente anche durante lallattamento, Brahim non lavrebbe maltrattata, perch cos facendo avrebbe messo a rischio anche la vita del figlio in arrivo, tanto desiderato. Quella notte, mentre cercava di recuperare la calma, il comportamento delluomo conferm le sue riflessioni: non si era sfogato infuriandosi con Aisha, come faceva nelle Alpujarras. Allora Fatima 
pianse in silenzio e lo fece con la certezza che solo qualche passo oltre il punto in cui lei si era lasciata cadere esangue, anche Aisha stava segretamente piangendo: era cos che nella sierra le due donne avevano imparato a comunicare, consolandosi senza bisogno di parole.
A quella stessa ora Hernando stava varcando la soglia di una piccola casa scalcinata in calle de los Moriscos, nella contrada di Santa Marina. Da quando Fatima aveva destinato i suoi risparmi al riscatto del primo schiavo moresco e Hamid lo aveva rimesso in riga, aveva cambiato atteggiamento. E si sentiva meglio! Perch non confidare in Dio? Se Fatima e Hamid lo facevano... E poi, lei gli aveva promesso che Brahim non lavrebbe toccata e lui le aveva creduto, Dio se le aveva creduto! Piuttosto mi toglier la vita, gli aveva assicurato con fermezza. Esaltato da quella promessa, Hernando mise a disposizione dei suoi fratelli nella fede la facilit con cui si muoveva per Cordova, i suoi molti contatti, lintelligenza e la scaltrezza. E la comunit lo accolse con affetto e approvazione. Sentimenti che anche Fatima condivideva, molto pi facilmente di quanto non avesse accettato i soldi che lui le consegnava per comprare la mula con cui pretendeva di barattarla: il denaro lo prendeva e lo nascondeva, ma quasi per obbligo, scontenta, come se dubitasse che quella fosse la buona strada. Aveva equiparato il suo valore a quello di una povera, vecchia mula! si rimproverava lui, adesso, nel vederla sorridere, gli occhi neri spalancati, mentre ascoltava gli ultimi servigi che Hernando aveva prestato a qualche fratello. Cera parecchio da fare, gli aveva assicurato Hamid nel corso della lunga conversazione che avevano intrattenuto dopo la festa in onore del primo riscatto.
Perch, nonostante tutto, Cordova attraeva i moriscos. Era la citt califfale, quella in cui la cultura e la religione musulmana in Occidente avevano raggiunto vette sublimi, anche se le condizioni di vita si differenziavano assai poco da quelle che i moriscos pativano in qualsiasi citt o paese spagnolo. Dovunque, la pressione cristiana era soffocante; tanto pi, verosimilmente, nei paesi piccoli dove i moriscos subivano da vicino lodio dei cristiani vecchi. E dovunque, senza eccezione, venivano 
sfruttati dalle autorit e, dai signori del luogo. Per questo, trascorsi ormai due anni dalla deportazione, a Cordova approdavano di continuo frotte di immigrati senza permesso, attratti dal suo passato e dallauge raggiunta allepoca dalla citt.
Per disposizione reale i moriscos non potevano assentarsi dal paese di residenza se non disponevano della debita autorizzazione, emessa dalle autorit locali, che doveva comprendere la descrizione fisica dettagliata della persona, la destinazione, il motivo del viaggio e la data entro la quale avrebbe dovuto fare ritorno al paese nel quale era stata censita. Decine di loro ottenevano il lasciapassare con qualche scusa e raggiungevano Cordova ma, allo scadere del termine, si ritrovavano in citt privi del salvacondotto di cui dovevano disporre tutti i moriscos l residenti.
Daccordo con Hamid e con due anziani dellAlbaicin granadino, che avevano assunto il controllo e il comando della comunit, Hernando si occupava degli ultimi arrivati. Una volta scaduti i permessi, venivano offerte loro due possibilit: sposare una morisca precedentemente. censita a Cordova o farsi arrestare dalle autorit e scontare una pena di tre o quattro settimane di carcere. Il consiglio cittadino riteneva che quel flusso, apportando manodopera a basso costo e rendite maggiori ai proprietari di case, fosse di beneficio alla citt, ragion per cui in entrambi i casi finiva per concedere il salvacondotto che accreditava chi ne entrava in possesso come residente di Cordova.
Hernando era informato su tutti i moriscos che, allo scadere del lasciapassare che permetteva loro di muoversi liberamente per la citt, si nascondevano nelle case dei loro correligionari. Faceva anche da mezzano, come accadde quella notte in cui entr in un piccolo edificio di calle de los Moriscos per annunciare che aveva trovato moglie a un bravo cardatore di Mrida, la cui esperienza era molto richiesta, a Cordova, dalla corporazione dei tessitori.
Ma non tutti coloro che aspiravano al salvacondotto erano cardatori, n tutte le moriscas cordovesi erano disposte a contrarre matrimonio, ragion per cui la maggior parte di loro finiva in carcere. Era allora che Hernando doveva agire con pi accortezza.
Il carcere reale costituiva n pi n meno unattivit, data in
gestione a un carceriere. Lunico obbligo delle autorit era di fornire un locale in cui rinchiudere i prigionieri, nonch i ceppi e le catene. I prigionieri dovevano comprare il cibo o farselo portare dallesterno, sempre previo pagamento al carceriere; le stuoie venivano affittate seguendo il listino fissato dal re, che variava in base allabuso commesso. I prezzi cambiavano anche in relazione al fatto che sullo stesso giaciglio dormissero una, due o tre persone. Chi poteva, pagava. I poveri e gli indigenti che finivano in carcere vivevano della carit pubblica, ma di quella carit difficilmente traevano beneficio i sacrileghi cristiani nuovi che tante atrocit avevano commesso durante la rivolta.
Hernando aveva il compito di verificare il momento in cui era pi opportuno che un morisco venisse arrestato in base alla disponibilit delle carceri, di far s che il carceriere ricevesse il denaro che gli spettava e che la comunit si preoccupasse di sfamare i prigionieri. Le sue scorrerie notturne nella zona del Potro non erano mai finite, ma adesso non cercava soldi bens informazioni. Doveva scoprire quando il bargello avesse in programma di ispezionare le case dei moriscos, quali nuove arrivassero dal carcere, quale fosse la guardia pi adatta ad arrestare un morisco, e quale il carceriere migliore per lui... E ancora: chi disponeva di schiavi moreschi e quanto gli erano costati, o quanto tempo sarebbe passato prima che il consiglio cittadino concedesse la residenza a questa o a quellaltra persona.
Qualsiasi informazione era buona e, se poteva, Hernando destinava parte dei pochi soldi che gli anziani della comunit gli davano per comprare qualche consenso o convincere qualche servo, incontrato in una locanda a bere vino, a rivelargli il nome e la provenienza dello schiavo o la schiava che viveva nella sua casa. Liberare gli schiavi catturati nella guerra delle Alpujarras era diventato il principale obiettivo della comunit. Tuttavia, i cristiani che avevano comprato quegli uomini o quelle donne a basso prezzo, un prezzo di molto inferiore a quello che avrebbero pagato se fossero stati neri, mulatti o bianchi di qualsiasi altra origine, speculavano sullinteresse dei moriscos verso i loro correligionari, aumentando a dismisura il costo del riscatto. Qualsiasi cordovese possedesse uno schiavo moresco diventava un sensale su piccola scala, impegnato a 
ottenere utili soprattutto dagli uomini, perch le donne raramente venivano messe in vendita: i figli delle schiave, infatti, ereditavano la condizione delle madri e mettere incinta una donna moresca assicurava dunque un buon profitto in un arco di tempo piuttosto breve.
Hernando era indeciso se proseguire con i viaggi sulla Virgen Cansada, Juan invece insisteva perch continuasse a lavorare con lui. Che male potevano fargli un po di soldi facili? Al tipo che mi accompagna adesso, si lament con un ghigno di complicit, non va di parlare delle donne del nostro bordello barbaresco. Gli offr anche di guadagnare di pi, ma un giorno, mentre si dirigeva verso plaza del Salvador passando per calle Marmolejos, dalla quale era obbligato a transitare, Hernando scart qualunque possibilit di continuare le uscite notturne in barca. Lungo calle Marmolejos, contro la facciata cieca del convento di San Pablo, cera una serie di sosselli e sedili su cui venivano esposti i cadaveri di coloro che morivano in campagna e che i fratelli della Misericordia si preoccupavano di . riportare in citt. Hernando aveva labitudine di osservare quei cadaveri nel tentativo di capire, dallabbigliamento o dalla carnagione, anche se questultima non si differenziava pi di tanto da quella degli spagnoli, se si trattasse o meno di qualche morisco. Se aveva questo sospetto, ne rendeva partecipi gli anziani, affinch indagassero presso la comunit sulleventualit che qualcuno avesse perso un parente. Ma i sosselli non servivano solo per lesposizione dei cadaveri, vi si trovava di tutto: vi si vendeva il pane, ma anche articoli di contrabbando, chi cercava impiego andava l a offrire i propri servigi, l venivano sottoposti a pubblico scherno i commercianti illegali o i truffatori, e soprattutto veniva rovesciato il vino contrabbandato. Quel giorno sul sassello adiacente a quello che ospitava il cadavere di una donna prossimo alla decomposizione, un funzionario e una guardia vigilavano un barile di vino, circondati da uno sciame di ragazzi pronti a buttarsi a terra nel momento in cui fosse stato scaricato il primo colpo dascia sulla botte. Il vino di contrabbando; diversamente da altri prodotti, non veniva rivenduto. Hernando non riusciva a-smettere di guardare quel barile. Lo conosceva bene. Ne aveva trasportati molti sulla Virgen Cansada. Con lo stomaco chiuso, si lasci alle spalle il cigolo 
del legno che si rompeva e il baccano dei ragazzi che si lanciavano sul vino. Quella notte non incontr Leon nella locanda del Potro.
Lhanno arrestato, gli spieg qualche giorno dopo juan, impegnato con le sue mule, nel campo de la Verdad. Lispettore ha trovato il nascondiglio dei barili, e ci  andato a colpo sicuro... Si direbbe che qualcuno ha denunciato Leon.
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30.
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Plaza de la Corredera, primavera del 1573.
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Lo sterco era una mercanzia pregiata nella Cordova dei campi e dei mille pati fioriti. Hernando continuava a lavorare nella conceria per i due miseri reali mensili che costituivano il suo salario. Grazie a quellimpiego riusciva a garantirsi davanti al bargello unoccupazione stabile che fra laltro, sempre coperto dal mastro che se la intendeva con la moglie del conciatore, gli permetteva di avere la libert di movimento necessaria a dedicarsi agli altri suoi impegni. Ma tanto zelo and a detrimento della raccolta dello sterco necessario per la depilazione del pellame e, malgrado il mastro lo coprisse, la carenza era ormai insostenibile.
Quella prima domenica di marzo, allalba, quindici tori selvaggi e qualche vacca, provenienti dai pascoli cordovesi, attraversarono al galoppo il ponte romano che dava accesso alla citt. Dietro di loro, intenti a pungolarli, cerano i bovari a cavallo, armati di lunghe picche grazie alle quali li avevano spronati nel percorso dalla campagna alla citt. Alla fine del ponte, nonostante non fosse ancora sorto il sole, le festose genti della citt di Cordova aspettavano i tori. Da l, lencierro sarebbe passato lungo le rive del Guadalquivir fino a calle Arhonas, e avrebbe risalito calle del Toril, vicino a plaza de l Corredera, dove i tori sarebbero stati rinchiusi tutta la mattina.
Il giorno prima il mastro aveva avvertito Hernando:Abbiamo bisogno di sterco. Domani ci sar lencierro e correranno ben quindici tori. Potrai raccoglierne sia lungo il percorso sia nelle piazze vicine alla Corredera, dove ci saranno i cavalli dei nobili.
Ma di domenica non si lavora.
Pu darsi, ma se non lavori domani, non lavorerai nemmeno luned, puoi esserne certo. Il capomastro mi ha ammonito... S, aggiunse rapidamente di fronte allespressione minacciosa che si era dipinta sul volto di Hernando, nemmeno io lavorer se... 
Be, vedi tu! Se  quello che vuoi, il lavoro lo perderemo entrambi.
I servi dei nobili non mi lasceranno avvicinare.
Li conosco. Ci sar anchio, far in modo che ti permettano di raccogliere lo sterco. Prima raccogli quello dellencierro.
Ed ecco Hernando, fermo in mezzo alla folla alla fine del ponte romano, con una grande cesta di sparto tra le mani, dietro una staccionata che il consiglio cittadino aveva fatto costruire per obbligare i tori a svoltare e proseguire la corsa lungo la riva del Guadalquivir, ai cui margini si erano affollati altri cittadini che, in caso di pericolo, avrebbero solo potuto gettarsi in acqua. Allimbocco di calle Arhonas, sulla sponda, era stata disposta unaltra staccionata affinch i tori prendessero quella via. A partire da quel punto, le confluenze tra le restanti vie della contrada della Ajerquia, della piana, lungo le quali si sarebbe svolto lencierro, erano anchesse protette da grandi travi di legno fino a calle del Toril, dove era stato montato un recinto con ununica uscita: plaza de la Corredera.
Hernando not il nervosismo della gente di fronte al rumore di tori e vacche nel campo de la Verdad.
Eccoli! Arrivano! si sentiva gridare.
Alcuni uomini saltavano gli steccati e si mettevano a correre davanti alla mandria. Altri preparavano dardi da lanciare contro i tori o delle vecchie cappe con le quali distrarli durante la corsa. Hernando vide i tori da combattimento passargli davanti, dietro le vacche: bramivano, galoppavano alla cieca, in gruppo, davanti ai vaccari. Il tragitto dal ponte alla sponda era brusco e in pendenza, a causa del dislivello esistente tra il ponte e la riva, ragion per cui molti tori andarono a sbattere contro gli steccati di legno. Uno di loro cadde, scivol a terra e venne schiacciato da quelli che lo seguivano; un giovane cerc di gettargli davanti una cappa, ma il toro, con sorprendente abilit, si alz da terra e lo incorn sulla coscia, sollevandolo al di sopra della testa. Hernando vide finire incornati altri due uomini che correvano davanti, ma quando i tori si voltarono per scagliarsi contro di loro, si ritrovarono le picche dei vaccari premute sui fianchi. Furono obbligati a continuare la corsa.
Tutto dur meno di un lampo tra urla, corse, polvere e rumori assordanti, poi tori, gente e cavalli sparirono dietro langolo 
di calle Arhonas. Hernando dimentic di dover raccogliere lo sterco e rimase assorto a guardare i sopravvissuti al passaggio della mandria: il giovane della cappa sanguinava copiosamente tra le gambe, aggrappato a una ragazza che urlava disperata; cerano uomini, donne e bambini che cercavano di uscire dal fiume, dove si erano tuffati al passaggio dei tori, e una successione di feriti, alcuni in piedi, zoppicanti e dolenti, altri stesi sulla sponda del Guadalquivir. Quando fu pronto a tornare al suo dovere, anziani e bambini si erano gi lanciati a raccogliere lo sterco calpestato lungo la strada. Guard la sua cesta vuota e scosse la testa. L non sarebbe riuscito a raccogliere niente. Oltrepass la staccionata e si avvicin al giovane ferito, gi circondato da un nutrito gruppo di donne, per vedere se poteva essere utile.
Vattene, morisco! gli intim una donna anziana vestita di nero.
Quel giovane morir, sempre che non sia gi morto, comment Hernando con Hamid dopo la messa grande, oltre il cimitero, davanti a Fatima e ad Aisha, ormai visibilmente incinta. Brahim, pi lontano, sintratteneva in chiacchiere con altri moriscos.
S, muoiono in tanti...
Che gusto ci provano?
Il combattimento, la lotta delluomo contro lanimale, rispose Hamid. Hernando, con una smorfia, apr le mani in segno dincomprensione. Lo facciamo anche noi, obiett il faqih. Alla corte di Granada erano famosi i giochi taurini. Gli Zegries, i Gazules, i Venegas, i Gomeles, gli Azarques e molti altri di nobile casato si distinsero proprio per labilit nello schivare e poi uccidere il toro. Non solo: nessun faqih musulmano ha mai osato proibire quelle feste, mentre il papa di Roma le ha proibite ai cristiani, pena la scomunica. Chi muore durante un gioco taurino lo fa in peccato mortale e i sacerdoti che presenziano feste (lei genere devono rinunciare allabito.
Hernando ricord allora lesercito di preti che usciva dalle case della contrada della Ribera, una volta passati i tori, e correva 
tra le vittime dellencierro invocandone la salvezza tra preghiere e santi unguenti.
Se le cose stanno cos, perch organizzano i giochi? Non sono cos devoti...
Hamid sorrise.
La Spagna ama i tori. Li amano i nobili. Li ama il popolo. Devessere stato questo lunico motivo di scontro, a parte quello economico, tra il cristianissimo re Filippo e papa Pio V
Quei nobili dei quali parlava Hamid non rappresentavano dei cordovesi qualsiasi, bens il patriziato della citt: gli Aguayos, gli Hoces, i Bocanegras e, ovviamente, coloro che facevano parte della insigne casata dei Fernndez di Cordova, nonch del ramo, non meno illustre, degli Aguilar. Cordova era nobile! Molti erano i titoli e i benefici concessi dal re ai cordovesi durante la conquista, e in occasione dei giochi taurini i nobili della citt, prima di affrontare gli animali, affrontavano unaltra sfida tra loro, a colpi di lusso e ostentazione.
Dopo mangiato e prima che la festa avesse inizio, nei palazzi dei nobili si esibirono le quadriglie dei signori, composte dalla servit lussuosamente vestita con livree di uno stesso colore. Allinterno delle quadriglie, formate da trenta, quaranta e fino a sessanta servi, due di questi esercitavano la funzione di lacch: erano quelli che avrebbero accompagnato il signore allinterno della piazza. I cordovesi si sistemarono davanti al palazzo dei Fernndez di Cordova, sulla gradinata del Bailio, davanti al palazzo del marchese del Carpio, in calle Cabezas, o intorno ai molti palazzi e alle case nobili, per ammirare e applaudire luscita dei signori a cavallo, accompagnati dalle loro estese famiglie e scortati dalle quadriglie di servi, che trasportavano cibo, vino e poltrone per i loro signori.
Per loccasione plaza de la Corredera era stata predisposta ad accogliere i combattimenti dei tori che sarebbero usciti, uno per uno, dallarcata e dal corridoio che dava su calle del Toril, nella facciata est. Sulla facciata nord, la pi lunga di quella piazza irregolare, vennero disposte delle staccionate oltre i portici di legno delle case che vi si affacciavano. L i balconi, addobbati per loccasione con scialli e arazzi, vennero affittati dal consiglio a nobili e ricchi mercanti che si contendevano il primato della sontuosit dei loro abiti. In mezzo a loro, circospetti 
poich trasgredivano la bolla papale, cerano sacerdoti e membri del Capitolo della cattedrale. Sul fronte sud, appoggiate a una parete bianca che il consiglio aveva ordinato di costruire per chiudere la piazza, vennero erette delle tribune di legno che ospitavano il corregidor, rappresentante del re e giudice della corrida, insieme ad altri nobili e cavalieri. Nel resto della piazza, collocate al suo interno data lampiezza, vennero installate le staccionate dietro le quali il pubblico poteva proteggersi dai tori.
Hernando era in plaza de las Canas, dove si erano diretti i servi che provvedevano ai cavalli di riserva di chi stava per affrontare i tori e dei loro familiari, quando sent le grida con cui la folla accoglieva i nobili a cavallo, aiutati dai due lacch che ne trasportavano le lance. Sfilarono abbigliati alla maniera moresca, con tuniche strette ma che permettevano libert di movimento, berretti, cappe appese sulla spalla sinistra, spada alla cintola; ogni nobile vestiva gli stessi colori delle livree della sua quadriglia e montava, come facevano i moriscos, a staffe corte. Il mastro della conceria mantenne la sua parola e aspett Hernando in plaza de las Canas. Trasportando il suo enorme cesto di sparto, questultimo riusc, grazie allaiuto del mastro, a evitare le guardie che impedivano agli spettatori di mischiarsi con i servi dei cavalieri. Ma non era lunico a battere quella zona per procurarsi lo sterco.
Quel pomeriggio di marzo erano otto i cavalieri che si disponevano ad affrontare i tori. Con gesto solenne, il corregidor consegn al tenente della piazza la chiave del portale dietro il quale erano rinchiusi gli animali, indicando cos che la festa poteva cominciare: quattro cavalieri abbandonarono larena mentre altri quattro presero posizione al suo interno. I cavalli scalpitavano, sbuffavano, sudavano. Su plaza de la Corredera cadde il silenzio, quando lufficiale apr la palizzata di legno con cui era stata chiusa calle del Toril; poi, alla vista di un gigantesco toro nero che, osteggiato dalle picche, entr in piazza bramendo, la folla esplose in un coro di evviva. Il toro percorse la piazza al gran galoppo e ai richiami della gente, che gridava, batteva le mani sulle travi di legno o lanciava dardi, rispose incornando le staccionate. Passato limpeto iniziale, il toro inizi a trottare e pi di un centinaio di persone salt dentro larena
per provocarlo con le cappe. I pi audaci gli si avvicinarono, tentando di schivare lanimale con salti e movimenti fulminei quando questo li caricava. Alcuni non ci riuscirono e finirono incornati, calpestati o catapultati per aria. Mentre il popolo si divertiva, i quattro nobili rimasero al loro posto, contenendo lo slancio dei cavalli: stavano valutando il coraggio dellanimale per capire se fosse sufficiente per affrontare uno di loro.
A un certo punto don Diego Lopez de Haro, cavaliere della casata del Carpio, vestito di verde, grid per provocare il toro. Allistante, uno dei lacch che lo accompagnava corse verso la folla che importunava lanimale obbligandola a spostarsi. Lo spazio tra toro e cavaliere venne sgomberato e il nobile grid nuovamente:Toro! 
Il toro, enorme, si volse verso il cavaliere, i due si osservarono a distanza. La piazza, in silenzio, pendeva dallimminente scontro. Proprio in quel momento, il secondo lacch si avvicin a don Diego con una lancia di frassino, grossa e corta, che terminava con unaffilata punta di ferro; sul legno, a tre palmi dalla punta, erano stati praticati dei tagli coperti di cera in modo che la lancia si rompesse nellimpatto contro il toro. Gli altri tre cavalieri si avvicinarono circospetti per non distrarre il toro, ma pronti a intervenire se fosse stato necessario. Il cavallo del nobile sgropp nervosamente fino a ritrovarsi di fianco al toro; i fischi e le proteste attraversarono la piazza allistante: lincontro doveva avvenire di fronte, faccia a faccia, senza sotterfugi contrari alle regole della cavalleria.
Ma don Diego non aveva bisogno di essere richiamato e stava gi spronando il cavallo affinch si ricollocasse di fronte al toro. Il lacch affiancava il suo signore in prossimit della staffa destra, con la lancia gi alzata, affinch questi dovesse solo afferrarla non appena il toro avesse iniziato la carica.
Don Diego ricominci a provocare il toro, mentre si gettava sulla schiena la cappa verde che portava fissata alla spalla. Il verde brillante che ondeggiava tra le mani del cavaliere richiam lattenzione della bestia da combattimento.
Toro! Eh! Toro! 
La carica non si fece attendere e una macchia corvina si scagli contro cavallo e cavaliere. In quel momento don Diego afferr con decisione la lancia che il suo lacch gli porgeva radunando 
le proprie forze. Il lacch scapp esattamente nel momento in cui il toro raggiungeva il cavallo. Don Diego colp con la lancia il garrese dellanimale e laffond di qualche spanna prima che questa si spezzasse, arrestando la sua brutale corsa. Lo scrocchio del legno fu il segnale cui seguirono gli applausi della piazza, ma il toro, nonostante fosse stato ferito a morte e sanguinasse a fiotti dal garrese, fece per caricare di nuovo il cavallo. Il cavaliere per aveva gi sguainato la sua pesante spada bastarda, che scaric con un colpo deciso sulla testa dellanimale, tra le due corna, spaccandogli il cranio a met. Il toro croll a terra, morto.
Il cavaliere si mise a galoppare per la piazza, dando pacche sul collo del suo cavallo e salutando la folla che gli tributava i meritati onori per quella vittoria; in quel mentre un gruppo si lanci sul cadavere dellanimale, contendendosi la coda, i testicoli o qualunque altra parte riuscisse a tagliare prima che la festa proseguisse. Erano i cosiddetti chindas, che poi vendevano quelle parti, principalmente la preziosa coda, ai locandieri della Corredera.
Dallalternanza di urla e silenzi che arrivavano in plaza de las Canas, dove si trovava, Hernando cerc di immaginare come stesse procedendo la festa; non aveva mai assistito ai giochi taurini e la volta in cui si era trovato pi vicino a un toro era stato quando, cercando di proteggere il corpo di Fatima, lanimale gli era saltato addosso. Chiss cosa stava succedendo in piazza! Aveva quella domanda in mente mentre litigava per aggiudicarsi lo sterco che altri uomini gli contendevano. Stavolta non puoi mancare, laveva avvertito il mastro. Devi riempire almeno il cesto. Servir per coprire lo strato superiore della vasca. Tuttavia, poteva contare su un vantaggio rispetto a coloro che, insieme a lui, lottavano per accaparrarsi lo sterco: non aveva paura dei cavalli, e gli torn utile. Perch una cosa era raccogliere lo sterco da terra quando i cavalieri erano gi passati, altra cosa era farlo non appena lanimale smetteva di defecare. I cavalli che sostavano in quella piazza fremevano di tensione: erano consapevoli di quanto stava per accadere; non era la prima volta che affrontavano i tori, in citt al pascolo, e apparivano estremamente inquieti, scalciavano, nitrivano. I suoi concorrenti non erano abituati a trattare con i cavalli di razza dei nobili solo
alcuni erano collerici, ma nervosi lo ci-ano senzaltro tutti e non appena Hernando ne vedeva uno defecare e avvistava un concorrente che correva a raccoglierne le feci, anche lui si avvicinava, ma in modo brusco, spaventando il cavallo. Sicch, di solito, i suoi avversari si allontanavano intimoriti dalle minacciose zampe dellanimale ed Hernando si lanciava a raccogliere lo sterco. I servi dei nobili, che fungevano da palafrenieri e si davano il cambio tra plaza de las Canas e plaza de la Corredera in base alla presenza o meno dei loro signori, trovavano in quella competizione una forma di intrattenimento e avvisavano Hernando non appena vedevano un cavallo evacuare.
Quando la piazza applaud lirruzione del settimo toro, il suo cesto di sparto era gi colmo di sterco. Di domenica non era autorizzato a entrare in conceria, ragion per cui fece arrivare un messaggio al mastro, che and a prendersi la preziosa merce.
Abbiamo tutto il tempo per riempirne un altro, gli disse nel portarsi via la cesta.
Hernando sbuff, mentre il mastro gli dava le spalle e si dirigeva verso la conceria. Approfitt di quel momento per insinuarsi tra le quadriglie e raggiungere la porta daccesso dei cavalieri, che si trovava di fianco alla parete bianca, sulla facciata sud della piazza; si sistem vicino a un giovane servo con il quale, a seguito degli spaventi e le cadute subite nel corso delle sue lotte per la conquista dello sterco, aveva scambiato qualche sorriso. La festa si stava svolgendo senza incidenti: ogni nobile mostrava maggiore o minore destrezza nellarte di combattere i tori, con gran divertimento del popolo. Hernando riusc ad appoggiarsi alla palizzata che fungeva da portone proprio nel momento in cui un grande toro dal manto rossastro si scagliava contro un cavaliere che montava un morello come quello regalatogli, ai tempi, da Aben Humeya. Per qualche istante immagin di cavalcare quel morello, si sent un nobile musulmano tra le Alpujarras, libero nella sierra, smanioso di vincere... Lo strepito che risuon nella piazza lo riport alla realt. Il cavaliere aveva sbagliato il tiro e la lancia era scivolata sul garrese per conficcarsi nella groppa del toro, dove la sua ferita non era mortale. Allistante, un altro nobile si mosse in suo soccorso: cominci a caracollare davanti al toro con il suo cavallo allo
scopo di distrarre lanimale e allontanarlo dal nobile in pericolo, evitando che lo caricasse. La seconda lancia, una volta che il cavaliere si fu ricomposto, fu sufficiente a infliggere al toro una ferita mortale. Lottavo toro, dal manto fulvo, si limit a trottare per la piazza, minacciando qualche incornata e scansando quelli che lo inseguivano. Uno dei nobili lo provoc e il toro trott per una decina di passi prima di arrestarsi davanti al cavallo e poi fuggire. La gente cominci a fischiare.
Che succede? chiese Hernando al giovane servo.
E' mansueto, rispose questi continuando a guardare larena. I cavalieri non combatteranno contro di lui, aggiunse.
Effettivamente, i quattro nobili che in quel momento si trovavano in plaza de la Corredera si ritirarono con solennit obbligando a spostarsi quelli che stavano davanti al portone, che venne immediatamente richiuso. Nel riconquistare la propria posizione, Hernando osserv che la piazza si era riempita di gente e che erano comparsi anche dei cani, che inseguivano e tormentavano il toro. Delle molte cappe che vennero lanciate su di lui, una gli rimase agganciata alle corna impedendogli la vista: in quel momento vari uomini armati di daghe e pugnali si scagliarono sullanimale e lo presero a coltellate. Altri si lanciarono sulle sue zampe per sgarrettarlo. Uno di loro, con una falce, riusc a incidere il grosso tendine della zampa anteriore sinistra e il toro si accasci. Continuarono a infierire fino alla morte.
Non avevano ancora finito di tagliargli la coda, quando un altro toro da combattimento entr nella piazza: un toro piuttosto piccolo ma molto agile, inquieto, dal manto chiazzato.
Spostati da l, imbecille! 
Rapito dalla vista del toro, Hernando non si era reso conto che tanto il servo quanto gli altri componenti la quadriglia si erano allontanati dalla palizzata. Ubbid, aprendo il passo a un nobile corpulento, con una pancia che metteva a dura prova la stoffa della tunica. Lo seguivano due lacch, cupi in volto, e altri tre nobili che, indicando il cavaliere obeso che li precedeva, se la ridevano.
Il conte di Espiel, susurr il giovane servo come se, nonostante il baccano e Ia distanza, il conte potesse sentirlo.
Non sa combatterli, i tori, ma non c volta che rinunci a entrare nellarena.
Perch? chiese Hernando con lo stesso tono di voce.
Superbia? Onore? si limit a rispondere il giovane.
Non appena ebbe messo piede nellarena, uno dei due lacch, quello che non trasportava le lance del conte, si rivolse urlante alla folla perch smettesse di importunare la bestia e lasciasse che il suo signore la affrontasse. I cordovesi ubbidirono malvolentieri, rinunciando a quel divertimento che gli altri nobili avevano invece regalato loro. Evitarono persino di fischiare quando il conte di Espiel provoc il toro e permise che il cavallo si spostasse sulla sinistra per poter affrontare meglio la carica. Hernando guard gli altri cavalieri, che avevano gi smesso di sorridere. Uno di loro, dagli abiti violetti, scuoteva il capo. Nonostante la posizione del cavallo assicurasse un indubbio vantaggio nellaffrontare il toro, il conte fall, colpendo con la punta della lancia il muso dellanimale quando questultimo, prima di raggiungere il cavallo, salt. Poi la lancia sgusci via dalle sue mani. Il conte lanci unimprecazione e perse un istante prezioso per allontanare il cavallo dalla traiettoria del toro, la cui carica non riusc pi a contenere.
Conficc gli speroni nei fianchi del cavallo ma il toro gli si era gi scagliato addosso e, in piena corsa, aveva infilzato la pancia del quadrupede con le sue imponenti corna. Il conte sgusci via rotolando per terra mentre il cavallo veniva trafitto dalle corna del toro, il quale, come se stesse giocando con un vecchio straccio, dopo qualche balzo sollev la testa alzando il cavallo in aria e squarciandogli il ventre. I nitriti dellagonia stordirono la Corredera e impressionarono gli spettatori. Il toro abbass la testa. Il cavallo cadde a terra e la bestia infier sulla sua preda, incornandola pi volte, trascinandola per la piazza, tormentandola con accanimento, senza prestare la minima attenzione ai cavalieri che cercavano di distrarlo. A furia di spinte, port il cavallo davanti alla palizzata in cui si trovava il morisco. Quando il toro fece ribaltare nuovamente il cavallo, Hernando fu raggiunto da uno schizzo di sangue. Interiora e organi dellanimale volteggiavano in aria.
Prima che il ragazzo se ne rendesse conto, il conte di Espiel
si piant vicino al toro e al cadavere del cavallo brandendo la spada.
Toro! grid sollevando larma, che stringeva con entrambe le mani.
Il toro accolse linvito e rivolse la testa impregnata di sangue verso il nobile: fu allora che questi scaric un colpo tremendo sulla cervice dellanimale. Lottima spada toledana tagli a met il grosso collo del toro, che stramazz a terra vicino al cavallo.
Era un conte, un grande di Spagna! Allinizio i riconoscimenti furono moderati, solo i nobili, i suoi pari, glieli tributarono, ma quando il conte di Espiel sollev di nuovo verso lalto la sua spada insanguinata in segno di vittoria, nella Corredera risuonarono gli applausi.
Un cavallo! grid allora il conte a uno dei suoi lacch, mentre orgoglioso riceveva lacclamazione del popolo.
Hernando e gli altri dovettero spostarsi di nuovo e il lacch corse verso plaza de la Paja alla ricerca di un altro cavallo.
Perch? chiese Hernando al servo.
I nobili, rispose laltro, devono abbandonare la piazza a cavallo. Non possono farlo a piedi. Se il loro cavallo muore, gliene viene portato un altro. Non  la prima volta che succede con il conte, riusc a dire nello stesso istante in cui il lacch del nobile raggiungeva larena tirando per le briglie uno stallone fulvo dal garrese imponente.
Il mio cavallo! reclamava il conte dallarena.
Hernando e il servo aiutarono ad aprire completamente la palizzata per lasciar passare il nuovo cavallo, ma quando la bestia si ritrov davanti, straziati, laltro cavallo e il toro, e avvert lodore del sangue che proveniva dallimmensa pozza che li circondava, simbizzarr e, sfuggito al lacch, rimase libero in mezzo alla servit. Un servo cerc di prenderlo, ma lanimale sembrava impazzito, nitriva e simbizzarriva, dimenandosi per aria, sfiorando le teste dei servi, per cominciare poi a scalciare freneticamente. Due uomini vennero scaraventati lontano dai calci che li raggiunsero al petto e allo stomaco, un altro sub la stessa sorte quando il cavallo gli inferse una forte testata. Il conte continuava a urlare, reclamava il suo cavallo, ma lo spazio intorno alla palizzata era minimo e i numerosi servi che cercavano di avvicinarsi allo stallone non facevano che esasperarlo 
ancora di pi. Alcuni cavalieri che dovevano ancora combattere si avvicinarono allingresso della piazza, ma non sembravano molto disposti ad aiutare; uno di loro si lasci scappare addirittura una risata nelludire le furenti urla del conte.
In quel momento lo stallone, sollevato sulle zampe, scalci laria nelle vicinanze della postazione in cui si trovavano Hernando e il suo compagno. Il morisco si spost allistante quando vide gli occhi del cavallo, sbarrati e iniettati di sangue, un sangue dello stesso colore di quello che schizz dalla faccia del giovane servo che gli faceva compagnia quando lo stallone lo sfior con una zampa. Poteva farli a pezzi! Lanimale dapprima si abbass, pronto a imbizzarrirsi nuovamente, ma Hernando gli salt sulla testa e gli copr la vista con il corpo, poi raggiunse una delle orecchie, che morse con forza, mentre torceva laltra con una mano. Il nitrito di dolore del cavallo gli arriv sullo stomaco e quando lanimale, sotto il peso di Hernando, abbass la testa, questi gli torse il collo in modo brusco e violento fino a stenderlo.
Una volta a terra, con il giovane aggrappato sulla testa che gli mordeva un orecchio, il cavallo cercava di alzarsi ma, poich non poteva piegare il collo, non ci riusciva. Per un po si dibatt con tutte le sue forze, poi a poco a poco cedette.
Fermi! sent ordinare da qualcuno ai servi che si precipitavano verso il cavallo.
Hernando smise di mordergli un orecchio, ma continu a torcere laltro. Poi gli venne in mente di recitare a bassa voce qualche sura, avvicinando le labbra alle orecchie dellanimale, nel tentativo di tranquillizzarlo. Rimase in quella posizione per qualche tempo, senza vedere niente e nessuno, intento a recitare le sue sure mentre il cavallo si acquietava.
Gli coprir il muso con un mantello, ragazzo. Era la stessa voce che aveva ordinato ai servi di stare fermi. Hernando riusc solo a vedere gli speroni dargento. Lo infiler tra il tuo corpo e la sua testa. Impediscigli di sollevarsi.
Lui tenne duro e cre lo spazio necessario affinch luomo degli speroni riuscisse a introdurre il mantello; mentre manovrava il manto, lo sent borbottare a bassa voce: Presuntuoso. Non merita i cavalli che possiede. Hernando spinse in dentro la pancia. Sent che luomo inseriva il mantello tra il suo ventre
e la testa dello stallone. Imbecille. Grande di Spagna! bofonchi ancora laltro, prima di considerare finito il suo compito. Adesso, gli spieg, devi lasciare che si alzi lentamente. Prima piegher il collo per sollevare la testa e poi stender le zampe per darsi lo slancio. Hernando lo sapeva. In quel momento dovrai finire di inserirgli la mantella sotto la mascella perch non riesca a liberarsene. Te la senti? Ce lhai il coraggio?
S.
Adesso, lo incit luomo.
Lo stallone, probabilmente sfinito, si sollev molto pi lentamente di quanto Hernando si sarebbe aspettato, e cos non ebbe nessun problema ad annodargli il mantello sotto la mascella come gli aveva detto luomo degli speroni. Ormai in piedi, privato della vista, il cavallo rimase quieto. Per calmarlo Hernando gli accarezz il collo e gli parl. Uno dei servi del conte and a prenderlo per le briglie, ma una mano glielo imped.
Inetti. Hernando si volt verso quella voce sconosciuta. Al suo fianco cera don Diego Lopez de Haro, cavaliere ventiquattro di Cordova, scudiero reale di Filippo IL Sareste capaci, aggiunse rivolto ai servi, di farlo imbizzarrire di nuovo. Non siete in grado nemmeno di riconoscere un bel cavallo, come questo... Tacque e scosse il capo.Sapete trattare solo muli e somari! Ragazzo, portaglielo tu al conte. Hernando percep il tono stizzito con cui don Diego aveva pronunciato lultima parola.
Ci di cui non si rese conto fu il modo in cui lo stalliere reale socchiudeva gli occhi, portandosi la mano destra al mento, mentre osservava con interesse ci che Hernando avrebbe fatto nellentrare in piazza, quando lo stallone avesse sentito nuovamente lodore del sangue. Cos fu: il cavallo fece per indietreggiare, ma il ragazzo tir le briglie allistante e gli assest un gran calcio sulla pancia. Lo stallone tremava, ma ubbid ed entr nella Corredera. Si era gi lasciato dietro le carcasse del cavallo e del toro, e don Diego stava annuendo soddisfatto alle sue spalle, quando il conte di Espiel, dalla postazione in cui si era fermato ad aspettarlo, gli url: Come osi prendere a pedate il mio cavallo? Vale pi della tua vita! 
I due lacch che assistevano il nobile nellarena corsero verso
Hernando. Uno gli strapp via le briglie di mano e laltro cerc di afferrarlo per il braccio.
Arrestatelo! ordin il conte di Espiel.
La folla, dopo unattesa cos lunga, ricominci a urlare. Non appena avvert la presa delluomo sul suo braccio, Hernando aizz lo stallone che gir su se stesso e scacci i lacch a sgroppate. Fu quello il momento in cui il ragazzo approfitt per squagliarsela. Salt oltre la carcassa del toro e cominci a correre in direzione di plaza de la Paja. Quando pass davanti a don Diego, questi, rivolto ai lacch con i quali stava parlando mentre osservava come Hernando se la cavava nella piazza, fece un gesto imperativo. I due uomini uscirono di corsa dietro il, ragazzo. Nel vedere che veniva inseguito, una delle guardie che vigilavano plaza de la Paja si lanci su Hernando e riusc a fermarlo. A una certa distanza, anche vari servi del conte di Espiel stavano cercando di raggiungerlo.
Che cosa...? cominci a chiedere la guardia.
Lasciatelo! ordin uno dei lacch strappando la preda dalle mani della guardia.
Arrestate quelli l! aggiunse laltro lacch, mentre indicava i servi del conte di Espiel.Vogliono ucciderlo! 
La semplice accusa bast a far s che le guardie intente a sorvegliare la piazza si preoccupassero di fronteggiare gli uomini del conte. E bast anche perch Hernando e i lacch di don Diego si perdessero in direzione del Potro.
Frattanto il conte di Espiel, a cavallo, sfilava orgoglioso in plaza de la Corredera, tra gli applausi del pubblico.
Portate via quelle carcasse da qui, ordin don Diego ai componenti la quadriglia che guardavano la scena dalla palizzata, indicando il toro e il cavallo morti. Senn, ironizz a bassa voce, rivolgendosi ai due cavalieri che si trovavano vicino a lui, quellimbecille non riuscir a lasciare la piazza e saremo costretti a fare notte.
...
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31.
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Qualche giorno prima della domenica in cui si sarebbero tenuti i giochi taurini, Fatima e Jalil, uno degli anziani che insieme ad Hamid era diventato capo della comunit moresca di Cordova, erano diretti al carcere: stavano portando ai prigionieri il cibo che erano riusciti a radunare, come facevano con regolarit. Parlavano di Hernando, del suo lavoro per la comunit.
E' un bravo ragazzo, afferm a un certo punto Jalil, il cui nome cristiano era Benito, giovane, sano e forte. Dovrebbe sposarsi e mettere su famiglia.
Fatima non disse niente. Abbass lo sguardo e il suo incedere si fece pi lento.
Forse si pu risolvere il vostro problema, aggiunse Jalil, che era al corrente della loro situazione.
Lei si ferm e interrog lanziano.
Cosa intendi?
Aisha ha gi partorito? le domand luomo, mentre le faceva segno di continuare a camminare. Stavano girando intorno allantica moschea per raggiungere puerta del Perdon, dove cominciava calle de la Crcel. Mentre affrettava il passo per raggiungerlo, Fatima not che lanziano guardava con la coda dellocchio il simbolo del dominio musulmano in Occidente.
S, rispose. Un bel bambino. Lo disse con malinconia. Cordova le aveva tolto Humam e aveva appena dato un nuovo figlio ad Aisha.
Jalil credette di comprendere il suo stato danimo.
Sei ancora giovane e, anche se dal tuo aspetto non si direbbe, forte. Lo dimostri giorno dopo giorno. Confida in Dio. Jalil rest in silenzio per qualche istante. Quando stavano per imboccare calle de la Crcel, lanziano ricominci a parlare. Quando hai contratto matrimonio con Brahim, lui era povero?
No. Allora era luogotenente di Aben Aboo, re di al Andalus, 
e aveva tutto ci che poteva desiderare. Ho percorso le strade di Laujar in groppa alla migliore mula bianca...
Tacque allimprovviso, ritrovandosi di fronte due donne vestite di nero, accompagnate da vari servi e seguite da alcuni paggi, che mantenevano sollevato lorlo delle gonne perch non si sporcasse. La strada era stretta e non permetteva il passaggio di cos tante persone, perci i due moriscos preferirono farsi prudentemente da parte. Le due donne nemmeno avvertirono la loro presenza, ma tanto Fatima quanto Jalil si soffermarono sui bambini che facevano da paggi: probabilmente erano moriscos, bambini rubati alle loro madri allo scopo di convertirli. Lanziano sospir ed entrambi osservarono qualche istante di silenzio, mentre le due donne e il loro seguito continuavano a percorrere la strada.
Era la migliore mula bianca delle Alpujarras, sibil lei una volta che il gruppo ebbe svoltato verso la cattedrale.
Jalil annu, come se ritenesse interessante quella rivelazione, e a pochi passi dal carcere, alle cui porte si accalcavano i familiari dei prigionieri, si arrest.
I soldi che guadagna tuo marito... voglio dire, chi ti mantiene?
Non lo so., riconobbe lei. Tutti. Tanto Brahim quanto Hernando consegnano la paga giornaliera ad Aisha perch la amministri.
Anche quella di Hernando? la interruppe Jalil.
Ovvio! Per quanto misera sia, non potremmo campare senza. 
Brahim non fa altro che lamentarsene.
E ora, con il nuovo figlio, immagino sar pi difficile ancora.
Sembra sia quella la sua unica preoccupazione: il suo ultimo figlio, un maschio che lo faccia sorridere di nuovo! Fatima si domand se lo avesse mai visto sorridere davvero, a parte la smorfia cinica con la quale era solito rispondere. Concluse che non era mai accaduto. Ma quando non sta con il bambino, prosegu, non fa altro che rammaricarsi della misera paga che guadagna col lavoro nei campi.
Jalil assent di nuovo.
Un marito, le spieg allora, deve mantenere la propria moglie, farle avere acqua e cibo, vestirla e calzarla... In quel
momento lanziano abbass lo sguardo sui piedi di Fatima, che calzavano un paio di zoccoli di cuoio, malridotti e bucati, la cui suola di sughero era quasi scomparsa.Deve anche accoglierla in una dimora appropriata. In caso contrario, la moglie pu chiedere la separazione. La ragazza chiuse gli occhi e conficc le unghie sul pezzo di pane duro che stava portando ai carcerati. Le nostre leggi dicono che solo se la moglie ha sposato il marito conoscendone la povert perder il diritto di chiedere il divorzio nel caso in cui lui non sia in grado di mantenerla.
E come faccio a chiedere il divorzio? proruppe la ragazza, colma di speranza.
Dovrai rivolgerti a un giudice islamico, un cad, e se lui ritiene che tu abbia ragione, conceder a Brahim un periodo compreso tra gli otto giorni e i due mesi perch riesca a godere di miglior fortuna. Se ce la fa, potr riaverti, ma se, una volta trascorsa la idda stabilita dal cad, continua a non essere in grado di mantenerti come dovrebbe, potrai contrarre matrimonio con unaltra persona e Brahim perder qualsiasi diritto su di te.
Chi  il cad?
Non... non ne abbiamo uno. Suppongo che potrei essere io, o Hamid, oppure Karim, aggiunse riferendosi al terzo anziano che componeva il consiglio.
Se non abbiamo un cad, Brahim potrebbe rifiutarsi di osservare...
No. Lanziano fu categorico. Per le nostre leggi, ha due mogli, ma non pu goderne i vantaggi e scaricarne sugli altri il peso. La comunit star dalla tua parte, che poi  quella delle nostre usanze e delle nostre leggi. Brahim non potr opporsi, n di fronte a noi n di fronte ai cristiani. Ufficialmente non sei forse sposata con Hernando?
Fatima si ferm a riflettere. E Aisha? Che ne sarebbe stato di lei, se avesse chiesto il divorzio? Di fronte al silenzio della ragazza, Jalil la spron a camminare per raggiungere il carcere. Hernando aveva fatto bene il proprio lavoro e una delle sentinelle si fece carico del cibo destinato ai detenuti moreschi, mentre la gente entrava e usciva dalledificio in un costante viavai. Loro non lo fecero. Non volevano creare malanimo verso i confratelli che rimanevano in carcere. Fatima consegn il
pane duro, qualche cipolla, un pezzo di formaggio e torn in strada. Adesso, stava pensando, Brahim sembrava felice con il figlio appena arrivato. Ma quanto sarebbe durata? Anche se... Poteva avere altri figli! E se li avesse voluti da lei? Se lavesse violentata? Era nei suoi diritti... Avrebbe potuto...
Voglio divorziare, Jalil, afferm di colpo.
Lanziano annu. Avevano raggiunto nuovamente puerta del Perdon e la cattedrale di Cordova.
E' qui dentro, disse fermandosi e indicando ledificio, che dovresti reclamare i tuoi diritti davanti al cad. Ti chiedo, Fatima da Terque, aggiunse con estrema formalit, perch vuoi il divorzio?
Perch mio marito, Brahim da Juviles,  incapace di mantenermi come mi spetta.
Dopo aver parlato, sempre in plaza del Potro, con i lacch di don Diego Lopez de Haro e dopo aver verificato che i servi del conte di Espiel non lo stavano pi inseguendo, Hernando and in cerca di Hamid. Di domenica la mancebia era chiusa e il faqih pot recarsi a calle del Potro senza problemi. Tutta la Cordova cristiana, incluso il custode della mancebia e la maggior parte dei moriscos, si trovava in piazza ad assistere ai giochi taurini.
Vogliono che vada a lavorare nelle scuderie reali di Cordova, gli spieg dopo che si furono salutati, con i cavalli del re. Ce ne sono centinaia. Li allevano e li domano, e hanno bisogno di gente che se ne intenda. Poi gli raccont la sua avventura con lo stallone del conte. Pare sia per questo che don Diego mi ha notato.
Ho sentito qualcosa a questo proposito, assent il faqih. Allincirca sei o sette anni fa re Filippo secondo ordin la creazione di una nuova razza di cavalli. Ai cristiani non servono pi i cavalli da guerra, pesanti e recalcitranti. La Spagna vive in pace. Chiaro,  in guerra in molte terre lontane, ma qui no, e da quando il padre del re, limperatore Carlo, ha adottato i modi della corte di Borgogna, i nobili hanno bisogno di cavalli di cui fare sfoggio nelle loro passeggiate, durante le feste, le giostre, i giochi taurini. Credo di aver capito che  proprio questo che
cercano: il perfetto cavallo di corte. F, il re ha scelto Cordova per portare avanti il suo progetto. Stanno costruendo delle magnifiche scuderie vicino allAlczar, dove ha sede lInquisizione. Ci lavorano anche alcuni capomastri moreschi. Congratulazioni, concluse il faqih.
Non lo so. Hernando accompagn i suoi dubbi con una smorfia.Adesso sto bene, posso fare quello che voglio e muovermi liberamente in citt. Anche se il salario... Allora pens al compenso di venti reali al mese, pi lalloggio, che i lacch di don Diego gli avevano offerto. Se accettassi, non potrei occuparmi dei moriscos che arrivano in citt.
Accetta, figliolo, gli raccomand Hamid. Hernando prov a insistere, ma il faqih lo anticip: E' molto importante che riusciamo a ottenere lavori ben retribuiti e posti di responsabilit. Qualcun altro svolger le funzioni di cui adesso ti stai occupando tu, e non credere che non avrai pi nulla da fare per la comunit. Dobbiamo organizzarci. Ci stiamo riuscendo un po alla volta. Man mano che i nostri cominciano a lavorare come artigiani e come mercanti e lasciano i campi, otteniamo soldi per la nostra causa. Chiunque di noi  infinitamente pi valido di questi cristiani fiacchi. Approfittane. Lavora duro e soprattutto cerca di portare avanti listruzione che ti abbiamo dato nelle Alpujarras: leggi, scrivi. In tutta la Spagna ci sono uomini che si stanno preparando a questo scopo. Io... noi, scompariremo un giorno o laltro e qualcuno dovr continuare quanto abbiamo cominciato. Non possiamo permettere che le nostre credenze vengano dimenticate! Senza nessuna cautela, Hamid scroll Hernando afferrandolo per le spalle in mezzo alla deserta calle del Potro. Quel contatto, la sua veemenza, lo fecero rabbrividire. Non possiamo permettere che ci sconfiggano di nuovo e che i nostri figli ignorino la religione dei loro antenati! - Hamid parlava con voce rotta. Hernando lo guard negli occhi: erano umidi. Non c altro Dio allinfuori di Allah, e Maometto  il suo profeta, riusc a intonare Hamid quasi fosse un canto di vittoria.
Una lacrima! Una lacrima correva lungo le guance del faqih.
Sappi, aggiunse Hernando, recitando la professione di fede dei moriscos, che ciascuno  tenuto a riconoscere che Dio  uno solo nel suo regno. Ila creato le cose che ci sono nel
mondo, il sommo e linfimo, il trono e lo sgabello, i cieli e la terra...
Una volta che Hernando ebbe concluso si abbracciarono.Figliolo, bisbigli Hamid con il volto sulla spalla del ragazzo.
Hernando lo strinse tra le braccia con forza.
C un problema, obiett dopo qualche istante. Mi hanno offerto un alloggio. Fatima... davanti ai cristiani  mia moglie,  censita come tale, ragion per cui dovrebbe venire a vivere con me, ma questo  impossibile. Non so se potr rinunciare allalloggio o se  necessario che risieda l.
Probabilmente non dovrai rinunciare a nulla. Hamid si stacc da lui. Qualche giorno fa Fatima ha chiesto il divorzio da Brahim.
Non mi ha detto niente! 
Ce ne stiamo occupando in consiglio. Le abbiamo chiesto noi di non dire nulla a nessuno, finch il processo non avr inizio e Brahim non ne verr informato.
Potr... potr divorziare? balbett Hernando.
Se quello che sostiene  vero, e lo , s. Oggi stesso, mentre tutti stavano assistendo ai giochi taurini, ci siamo riuniti e abbiamo dato inizio al processo. Se questo si dovesse concludere secondo gli interessi di Fatima ed entro due mesi Brahim non dovesse trovare il denaro sufficiente per mantenerla, sar libera.
Quella stessa notte il consiglio formato da Hamid e dai due anziani si diresse a calle de Mucho Trigo, a casa di Brahim. Il faqih aveva chiesto a Hernando di non presentarsi quella sera, di trovare un altro posto dove dormire, e non fu facile.
Da parte sua, Fatima sapeva che il consiglio si riuniva quella domenica per discutere la sua domanda di divorzio. Glielo aveva comunicato Jalil.
Di pomeriggio, quando Brahim e gli altri vicini di casa andarono ai giochi, Fatima rimase da sola con Aisha e con il bambino. Lavevano battezzato con il nome di uno dei suoi padrini, entrambi cristiani vecchi, che il parroco di San Nicols aveva scelto per loro, come era dobbligo quando a essere battezzati erano i figli dei moriscos. N Aisha n Brahim nutrivano particolari 
preferenze rispetto ai nomi cristiani e accettarono la proposta del sacerdote: il bambino si chiam Gaspar.
Il battesimo cost loro tre maraved per il sacerdote, una torta per il sacrestano e qualche uovo in dono ai padrini, ma anche il velo di lino bianco che copriva la creatura e che restava alla Chiesa. Per far fronte a quelle spese Brahim dovette chiedere dei soldi in prestito. Prima del battesimo il sacerdote, come anche la levatrice cristiana che aveva assistito al parto, verific che Gaspar non fosse circonciso, ma nessuno pot vedere come Aisha, una volta tornata a casa, lavasse pi e pi volte con acqua calda la testolina del neonato, per eliminare lolio santo. Loro avevano deciso di chiamarlo Shamir. La cerimonia musulmana si era tenuta di notte, qualche giorno prima del battesimo cristiano, con il bimbo in braccio rivolto in direzione della qibla: lo avevano lavato, vestito con abiti puliti e ne avevano ornato il collo con la mano doro di Fatima, sussurrandogli alle orecchie le loro preghiere.
Nel pomeriggio di quella domenica di marzo, le due donne erano sedute nel patio di casa.
Che ti succede? domand Aisha, rompendo il silenzio.
Fatima le aveva chiesto di darle Shamir ed era intenta a cullarlo gi da un po, a canticchiargli ninnenanne, a guardarlo e ad accarezzarlo, concentrata sulla creatura, senza rivolgere ad Aisha una sola parola. Lei la lasci fare. Dapprima pens che la giovane stesse soffrendo per la mancanza di Humam e prefer rispettarne il silenzio e il dolore; tuttavia, a mano a mano che il tempo passava e la ragazza non le rivolgeva neanche uno sguardo, intu che cera qualcosa di pi.
Fatima non rispose. Strinse le labbra per reprimere un leggero tremore, che ad Aisha non pass inavvertito.
Raccontami, cara, insist lei.
Ho chiesto il divorzio da Brahim.
Aisha inspir con forza.
Per la prima volta da quando Fatima aveva preso in braccio Shamir, le due donne incrociarono i loro sguardi. Fu Aisha la prima a permettere alle lacrime di sgorgare. Fatima non tard a seguirla e piansero guardandosi negli occhi.
Alla fine... Aisha fece una lunga pausa nel tentativo di
contenere il pianto, alla fine riuscirete . fuggire. Avreste dovuto farlo gi molto tempo fa, quando  morto Aben Humeya. Cosa succeder?
Che sarai finalmente felice.
voglio dire...
S, lo so cosa vuoi dire, cara. Non preoccuparti.Ma...
Aisha allung la mano e pos delicatamente le dita sulle labbra della ragazza.
Sono contenta, Fatima. Lo sono per voi. Dio mi ha messo alla prova e dopo la disgrazia ha voluto premiarmi con la nascita di Shamir. Anche tu hai sofferto e meriti di tornare a essere felice. Non dobbiamo mettere in dubbio la volont di Allah. Goditi i doni che ha deciso di concederti.
Ma come avrebbe reagito Brahim? si domandava Fatima. Nel pensare al temperamento violento del mulattiere fu scossa da un brivido.
Brahim lanci mille maledizioni quando Jalil, accompagnato da Hamid e Karim, gli comunic la richiesta di divorzio da parte della sua seconda moglie. Fatima e Aisha si protessero luna con laltra, in un cantuccio della stanza. Poi, come se avesse realizzato solo allora quella possibilit, luomo mise in dubbio lautorevolezza del consiglio.
Chi siete voi per decidere su mia moglie? bram.
Siamo i capi della comunit, rispose Jalil.
E chi lha detto?
Per quanto ti riguarda, intervenne laltro anziano, Karim, il cui nome cristiano era Mateo, facendo un gesto alle sue spalle, in direzione della porta, sono stati loro.
Quasi avessero risposto a un segnale prestabilito, fecero la loro comparsa tre giovani e robusti moriscos, che si fermarono dietro gli anziani. A Brahim bast soppesare la forza di uno solo dei tre.
Non dovrebbe essere necessario, Brahim, gli disse Hamid in tono conciliante. Sai perfettamente che siamo i capi della comunit. Non ci ha eletto nessuno, ma nemmeno lo abbiamo
deciso noi, non abbiamo mai chiesto di diventarlo. Onorerai i saggi. Ubbidirai agli anziani. Questo dicono i precetti.
Cos che volete?
La tua seconda moglie, spieg Jalil,si  lamentata con noi perch non la mantieni come le spetterebbe...
Ma chi lo pu fare in questa citt? lo interruppe Brahim urlando. Se avessi le mie mule! Ci derubano! Ci pagano due soldi...
Brahim, intervenne di nuovo Hamid con clemenza, non parlare senza sapere quali potrebbero essere le conseguenze delle tue parole. Di fronte alla richiesta di Fatima dobbiamo istruire un processo, ed  quello che abbiamo fatto. Per questo siamo qui, per darti lopportunit di esporre quanto ritieni opportuno, per ascoltare dei testimoni, se vuoi, e per decidere in accordo con le nostre leggi.
Tu? Lo so bene cosa deciderai tu. Lhai gi fatto una volta, ricordi? Nella chiesa di Juviles. Non smetterai mai di difendere il Nazareno! 	
Io non interverr nel giudizio finale. Nessun giudice pu farlo, se  a conoscenza di fatti anteriori al processo. In questo senso puoi stare tranquillo.
Brahim da Juviles, intervenne Jalil per mettere fine a possibili dispute personali, la tua seconda sposa, Fatima, si  lamentata del fatto che non puoi mantenerla. Hai qualcosa da dire?
A te? inve Brahim. A un vecchio dellAlbaicin di Granada? Probabilmente sei stato tu, sono state persone come te, una massa di codardi, a decidere di non unirsi alla rivolta. Avete tradito i vostri fratelli delle Alpujarras...
Ti sto chiedendo di tua moglie, insist Jalil.
Tu ce lhai una moglie, vecchio? La puoi mantenere? C qualcuno, in questa citt, che pu mantenere la propria moglie?
Con questo vuoi dire che non puoi? salt su allora Karim.
Voglio dire, Brahim strascic le parole, che nessuno  in grado di farlo a Cordova.
E' tutto ci che puoi addurre a tua discolpa in questo processo?
S. Lo sapete tutti, tutti conoscete la nostra situazione. Perch questa commedia?
Jalil e Karim si consultarono in silenzio. Nellangolo, Aisha cerc la mano di Fatima e la strinse con forza.
Brahim da Juviles, sentenzi Jalil, siamo al corrente delle penurie che il nostro popolo sta affrontando. Ne soffriamo quanto te e teniamo nel giusto conto le difficolt di ognuno, non soltanto per mantenere le proprie mogli, ma anche per vestire e alimentare i propri figli. Non accetteremmo la richiesta di tua moglie se non avessimo anche altri motivi. E' vero, nemmeno io posso mantenere mia moglie come lo facevo a Granada. Tuttavia, nessuno dei fratelli di Cordova ha, come le hai tu, due mogli. Se, come sostieni, nessuno pu mantenere la propria moglie in questa citt, come puoi pretendere di mantenerne una seconda? Ti concediamo un termine di due mesi affinch dimostri di fronte a questo consiglio di essere nella posizione di poter mantenere le tue due mogli come spetta loro. Trascorsa questa idda, se non dovessi riuscirci e Fatima dovesse rimanere dello stesso avviso, ti verr tolta.
Brahim non mosse un muscolo mentre ascoltava la sentenza; solo i suoi occhi socchiusi denotavano lira che lo divorava.
Allora intervenne Karim. Hamid lo aveva chiesto espressamente ai due anziani. Lo conosco bene, aveva detto riferendosi a Brahim. Potrebbe ucciderla piuttosto che rinunciarvi, aveva assicurato.
Tenuto conto che hai un figlio piccolo e che disponi di scarsi mezzi, non esigeremo nemmeno, come ordina la legge, che tu durante la idda mantenga la tua seconda moglie. Ti libereremo di questonere a beneficio del bambino. Nel frattempo, dunque, Fatima vivr sotto la nostra custodia.
Bastardo! farfugli Brahim, rivolgendosi ad Hamid.
Dimprovviso, i tre giovani moriscos si piazzarono davanti a lui.
Vieni con noi, Fatima, la invit Jalil.
In quel momento Aisha disfece lo stretto nodo che le sue dita intrecciavano con quelle della giovane. Le loro mani sudavano. Fatima ne allung una in cerca di un ultimo contatto con la sua alleata e si avvicin agli anziani.
...
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32.
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Allalba Hernando si rec alle scuderie reali, un edificio di nuova costruzione eretto in prossimit dellAlczar dei Re Cattolici, sede del tribunale dellInquisizione cordovese. Come facevano anche gli altri moriscos, da quando era arrivato a Cordova il ragazzo aveva evitato quella contrada, detta di San Bartolom, situata tra lantica moschea e il palazzo episcopale, il Guadalquivir e il limite occidentale delle mura cittadine. Non solo quel quartiere ospitava lInquisizione e il suo carcere, nonch il palazzo episcopale, con il costante viavai di sacerdoti e famigli dellInquisizione, ma, a differenza degli altri quartieri cittadini, in quello di San Bartolom non era stato censito un solo morisco libero. I suoi abitanti si distinguevano da quelli del resto della citt: come parrocchia era stata aggiunta in un secondo momento alla ripartizione geografica data alla citt e, per ordine reale, era stata popolata di uomini coraggiosi e robusti, che dovevano rispondere alla caratteristica di essere buoni balestrieri di guerra. Una sorta di milizia urbana sempre pronta a difendere le mura della citt. Erano queste le qualit che caratterizzavano i privilegiati abitanti di San Bartolom, i quali ne andavano orgogliosi al cospetto degli altri cordovesi; praticavano addirittura una rigorosa endogamia e avevano non pochi diverbi con le altre parrocchie. Erano pochi i moriscos che si volevano mischiare con gli inquisitori, i sacerdoti e quelle genti superbe e boriose.
Quella notte Hernando era stato ospite nella casa del cardatore al quale aveva trovato moglie; questi lo aveva accolto con una buona cena, che avevano consumato immersi in unatmosfera vagamente nostalgica: carne dagnello condita con sale, pepe e coriandolo, poi fritta nellolio secondo la ricetta di quella Granada che tutti rimpiangevano. Prima che terminassero, Karim, che viveva anche lui in calle de los Moriscos, era passato dalla casa del cardatore e si era unito alla festa, dopo aver
lasciato Fatima alle cure di sua moglie. A Hernando e alla ragazza non era permesso incontrarsi durante i due mesi di idda concessi a Brahim.
Coserano due mesi? pens Hernando ancora una volta, mentre era diretto alle scuderie. La sua felicit sarebbe stata totale... se non fosse stato per sua madre. La sera precedente, poco prima che Karim lasciasse la casa del cardatore, Hernando gli aveva chiesto notizie di Aisha e lanziano gli aveva assicurato che stava affrontando la situazione con presenza di spirito e che non se ne preoccupasse: la comunit stava dalla loro parte.
Sta tranquillo, ragazzo, aveva insistito Karim. Hamid mi ha raccontato di don Diego e dei cavalli. Abbiamo bisogno di gente come te! Lavora! Studia! Di tutto il resto ci occuperemo noi.
Karim si era perso nella fresca oscurit di quella notte di marzo con un confidiamo in te che aveva turbato le fantasie su Fatima, fantasie che quella notte Hernando si era concesso senza limiti. Confidiamo in te! Quando glielo diceva Hamid era come se parlasse al bambino di Juviles, ma sentirselo dire dalle labbra di quellanziano sconosciuto dellAlbaicin... Confidavano in lui! Per cosa? Cosaltro doveva fare?
Stava attraversando Campo Real, come sempre disseminato di rifiuti, quando svi lo sguardo verso sinistra, dove si ergeva il maestoso Alczar. LInquisizione! Nellosservare le quattro torri, identiche, che si elevavano ai quattro angoli della fortezza dalle alte e massicce mura merlate, un brivido gli corse lungo la schiena. La lunga facciata delle scuderie reali cominciava proprio l, dove finiva lAlczar. Hernando annus lodore dei cavalli proveniente dallinterno, ascolt le grida dei palafrenieri e i nitriti degli animali. Si ferm davanti allampio portone che dava accesso al recinto prossimo alle mura antiche, vicino alla torre di Beln.
Era aperto. I suoni e gli odori che aveva sentito dallaltro lato della facciata lo colpirono ancora di pi, quando si ferm sulla soglia del portone. Nessuno vigilava lingresso e dopo qualche istante di attesa Hernando avanz di qualche passo. Alla sua sinistra si apriva un grande capannone, attraversato da un ampio corridoio centrale. Sui due lati, fra le colonne, si trovavano le stalle piene di cavalli. Le colonne sostenevano una
lunga e regolare successione di volte a padiglione che invitavano ad addentrarsi fino a oltrepassare un arco, poi quello successivo e quello dopo ancora...
Allinterno delle stalle vari inservienti si stavano occupando dei cavalli.
Fermo di fronte al capannone, al centro del corridoio, Hernando fece schioccare la lingua affinch i primi due cavalli che stavano alla sua destra, legati agli anelli a muro, la smettessero di mordersi il collo.
Lo fanno sempre, disse una voce alle sue spalle. Hernando si volt proprio quando luomo che gli aveva parlato lo stava imitando, facendo schioccare la lingua con pi forza. Cerchi qualcuno? gli chiese poi.
Era un uomo di mezza et, alto e massiccio, bruno e ben vestito, con calzari di cuoio a mezza gamba, fissati con delle stringhe lungo il polpaccio, calzamaglia e tunica bianca stretta, senza lussi n ornamenti. Dopo averlo esaminato da capo a piedi, luomo gli sorrise. Gli sorrideva! Quante volte gli era capitato a Cordova? Hernando gli restitu il sorriso.
S, disse, cerco il lacch di don Diego... Lopez?
Lopez de Haro, gli venne in soccorso luomo. Chi sei?
Mi chiamo Hernando.
E di cognome?
Ruiz. Hernando Ruiz.
Bene, Hernando Ruiz, don Diego ha molti lacch, chi cerchi precisamente?
Il ragazzo scroll le spalle.
Ieri, durante i giochi taurini...
Ci sono! lo interruppe luomo. Sei quello che  riuscito a portare in piazza lo stallone del conte di Espiel, giusto? Ecco perch la tua faccia mi era familiare", aggiunse mentre Hernando annuiva. Vedo che non ti hanno preso, ma non avresti dovuto aiutare il conte... Quelluomo avrebbe dovuto lasciare la piazza a piedi e umiliato: che trionfo  se il toro ha ucciso il cavallo per colpa della sua goffaggine? Era un bellanimale, mormor.In realt, i( re dovrebbe impedirgli di montare, sia davanti ai tori sia... le donne. Bene, adesso ho capito chi cerchi. Seguimi.
Abbandonarono le stalle e sbucarono in un immenso patio
centrale, dove tre cavallerizzi erano intenti alla doma: due di loro montavano esemplari superbi, mentre il terzo, in cui Hernando riconobbe linserviente di don Diego, stava lavorando alla corda un puledro di due anni, obbligandolo a tracciare dei cerchi intorno a lui alla distanza che gli permettevano le briglie attaccate alla cavezza. Le staffe, sciolte, colpendolo ai fianchi lo stimolavano.
E' lui, no? gli indic luomo. Hernando annu. Si chiama Jos Velasco. Io invece sono Rodrigo Garcia.
Hernando tentenn prima di accettare la mano che Rodrigo gli porgeva. Non era certo abituato a un gesto del genere da parte dei cristiani.
Sono... sono moresco, annunci temendo che Rodrigo non se ne fosse accorto.
Lo so, gli rispose lui. Jos me lo ha detto stamattina. Ma qui siamo tutti cavallerizzi, domatori, inservienti, maniscalchi, frenatori e via dicendo. Qui dentro, sono i cavalli la nostra religione. Ma sta attento a non affermare una cosa del genere in presenza di un sacerdote o di un inquisitore.
Hernando not che, mentre gli parlava, Rodrigo gli stringeva la mano con decisione.
Dopo un po, quando il puledro aveva ormai i fianchi bagnati di sudore, Jos Velasco lo obblig a fermarsi, leg alla staccionata la cavezza che utilizzava per farlo girare, avvicin il puledro a un muricciolo, vi sal e, aiutato da un inserviente che teneva fermo lanimale, mont con delicatezza sulla sua groppa. Gli altri due cavallerizzi smisero di fare i loro esercizi. Nel farsi carico del peso di Velasco, il puledro rimase calmo e in attesa, curvo, le orecchie basse.
E' la prima volta, sussurr Rodrigo a Hernando, come se alzando la voce potesse disturbare.
Velasco teneva un bastone di traverso sopra il collo del puledro e impugnava tra le mani sia le redini sia la cavezza. Le briglie erano sciolte, come se non volesse infastidire ulteriormente il puledro; la cavezza, al contrario, era tesa dallanello che pendeva sotto il labbro inferiore dellanimale. Aspett qualche istante per vedere se il puledro rispondeva: poich non lo faceva e continuava a rimanere fermo anche se turbato, si vide obbligato a spronarlo piano. Dapprima fece schioccare la lingua;
poi, non ottenendo risposta, fece indietreggiare i talloni, senza staffe, fino a sfiorarne i fianchi. In quel momento il puledro part di scatto, sgroppando. Velasco riusc a far fronte agli scossoni e alla fine il puledro si ferm, da solo, senza che il cavallerizzo avesse fatto niente di pi che restargli in groppa.
Molto bene, afferm Rodrigo. E di buone maniere.
In effetti, poco dopo il puledro ripart di colpo, ma senza sgroppare. Velasco lo guidava con la cavezza e poi, senza bisogno di colpirlo, gli mostrava il bastone da una parte della testa per obbligarlo a girare verso la parte opposta, parlandogli in continuazione senza smettere di accarezzargli il collo.
Il centinaio di cavalli radunati nelle scuderie reali di Cordova erano esemplari perfetti, selezionati da un totale di circa seicento giumente da allevamento che costituivano la mandria di Filippo secondo ed erano disseminate nei pascoli intorno a Cordova. Come Hamid aveva raccontato a Hernando, nel 1567 il re aveva disposto la creazione di una nuova razza di cavalli. A tale scopo erano state acquistate le migliori milleduecento giumente presenti nel territorio; ma trovare tanti esemplari della qualit richiesta non era stato possibile e la mandria era stata ridotta a met. Inoltre il re aveva disposto che a quellimpresa venissero destinate le imposte ottenute dallo sfruttamento delle saline, e aveva decretato la costruzione delle scuderie reali a Cordova, nonch laffitto o lacquisto dei terreni in cui avrebbero dovuto pascolare le giumente. Per la direzione del progetto aveva nominato stalliere reale e selezionatore della razza il cavaliere ventiquattro di Cordova, don Diego Lopez de Haro, della casata de Priego.
Il cavallo doveva essere un animale dalla testa piccola, leggermente pronunciata, e la fronte scavata; gli occhi scuri, svegli e fieri, le orecchie rapide e pronte allascolto; le froge ampie; il collo flessibile e arcuato, grosso dove si univa al tronco e leggermente inarcato sulla nuca, pi tornito dove nasceva la criniera, folta e spessa come la coda; un buon appiombo; il dorso corto, per poterlo meglio guidare; il garrese prominente e la groppa ampia e arrotondata.
Il cavallo spagnolo, per, pi di ogni altra cosa doveva avere
una bella andatura, briosa: doveva essere nobile, snello ed elegante, quasi non avesse nessuna intenzione di poggiare le zampe sul rovente suolo andaluso. Quasi che, dopo averlo fatto, scegliesse di mantenerle sospese nellaria, in una sorta di danza, volteggiando, al trotto o al galoppo, come se la distanza da percorrere non avesse nessuna importanza; quasi volesse esibirsi, orgoglioso, facendo sfoggio davanti al mondo della sua bellezza.
Per sei anni don Diego Lopez de Haro, in qualit di selezionatore della razza, aveva cercato una per una tutte queste qualit, vagliando ognuno dei puledri che nascevano nei pascoli cordovesi, per incrociarli nuovamente tra di loro e ottenere esemplari via via migliori. Gli animali carenti delle qualit ricercate venivano scartati e venduti, ragion per cui le scuderie di Cordova ospitavano i cavalli pi puri e perfetti di quella che, per disposizione reale, era stata chiamata pura razza spagnola.
Jos Velasco affid a Hernando la cura, la pulizia e soprattutto la primissima fase della doma dei puledri. Durante quel mese di marzo, non appena fosse arrivata la primavera e con essa il periodo di monta delle giumente, lo stalliere reale avrebbe selezionato i puledri di un anno che dai pascoli sarebbero stati trasferiti alle scuderie per prendere il posto dei cavalli, ormai domati, che a quel punto partivano per Madrid, diretti alle scuderie reali dellEscorial, dove sarebbero stati consegnati al re. Nessuno dei cavalli di pura razza spagnola che don Diego giudicava perfetto veniva venduto: erano tutti per il re, che li avrebbe tenuti nelle proprie scuderie o regalati ad altri re, nobili o alti prelati.
I puledri arrivavano dai pascoli allo stato brado. Prima che, allet di due anni, venissero domati e cavalcati, cera molto lavoro da fare, come era stato spiegato a Hernando quando larrivo degli animali era imminente: andavano abituati al contatto con luomo, a farsi toccare, pulire, imbrigliare e curare; dovevano imparare inoltre a vivere nella stalla, permanentemente legati agli anelli del muro, e a convivere al fianco di altri animali; a mangiare dalla greppia, a bere dalla vasca; a ubbidire alla cavezza, a essere condotti alla longhina, ad accettare il freno o il peso della sella indispensabile per cavalcarli. Tutto ci
era sconosciuto ai puledri, che fino a quel momento avevano vissuto liberi tra i pascoli, vicino alle loro madri.
Se qualche volta Hernando era arrivato a sognare di cavalcare uno di quegli splendidi cavalli, i suoi sogni erano svaniti man mano che gli veniva spiegato quali sarebbero stati i suoi compiti. Un altro sogno, invece, si concretizz: al secondo piano delle scuderie reali, sopra le stalle, cera una serie di abitazioni destinate ai lavoranti; a lui venne assegnato un ampio alloggio di due stanze, indipendente, con la cucina in condivisione con altre due famiglie. Nel corso dei suoi diciannove anni di vita non aveva mai disposto di uno spazio del genere tutto per s! N a Juviles n, men che meno, a Cordova. Hernando percorse pi volte quelle due stanze. Il mobilio era composto da un tavolo e quattro sedie, un bel letto con lenzuola e coperte, una piccola cassettiera, un catino (si poteva lavare! ) e perfino una cassapanca. Cosa ci avrebbero messo dentro? pens prima di dirigersi verso la vetrata che dava sul patio delle scuderie. Nel mostrargli le stanze, lamministratore delle stalle si volt verso Hernando proprio quando questi stava aprendo la cassettiera.
E tua moglie? gli domand, ritenendo fosse la sua consorte la persona a cui avrebbe dovuto mostrare lalloggio. Sui tuoi documenti c scritto che sei sposato.
Hernando aveva gi pronta una risposta a quella domanda.
Si sta prendendo cura di un parente malato, replic prontamente. Al momento non pu lasciarlo solo.
In qualsiasi caso, lavverti lamministratore, dovrete andare senzaltro a farvi censire nella parrocchia di San Bartolom. Immagino che tua moglie non avr problemi a lasciare il malato giusto il tempo necessario per espletare queste pratiche.
Poteva essere un problema? La domanda gli si ripresent mentre, ormai solo, osservava dalla finestra il modo in cui Rodrigo lavorava un cavallo roano, insistendo su un esercizio che lanimale non si decideva a eseguire correttamente. Quando Rodrigo li spingeva contro i fianchi dellanimale, i suoi lunghi speroni dargento scintillavano al sole di marzo. Fatima non era ancora sua moglie. Karim era stato categorico: dovevano trascorrere i due mesi di idda concessi a Brahim, Hernando in
quel periodo non le si sarebbe potuto avvicinare. E se Brahim avesse ottenuto il denaro sufficiente a riavere Fatima?,
Fu come se la speronata con cui Rodrigo aveva appena castigato il roano ribelle, quando aveva sbagliato per lennesima volta lesercizio, si fosse conficcata nelle carni di Hernando. E se Brahim ce lavesse fatta?
Era stato colto in pieno dalla notte e non poteva pi tornare a Cordova. Che scusa avrebbe potuto addurre, quando avesse raggiunto la porta? pens Brahim. Acquattato tra due cespugli, sulla strada che dalle rovine romane portava in citt attraverso puerta de Sevilla, vide transitare vari mercanti, tutti armati, che per prudenza procedevano in gruppo. Si era procurato un pugnale; glielo aveva prestato, dopo varie insistenze, un morisco che lavorava con lui nei campi.
Occhio, laveva avvertito luomo, se ti beccano con il pugnale, ti arrestano e chi lo vede pi! 
Brahim ne era consapevole. Entrare a Cordova celando unarma, confuso in mezzo alla folla che vi faceva ritorno dopo il lavoro nei campi, era relativamente semplice, ma tornarvi di notte, solitario e armato, era solo unimprudenza. In qualsiasi caso, il pugnale gli stava servendo ben poco. Nelludire il rumore di passi e cavalcature Brahim lo impugnava con decisione: I prossimi li aggredisco, si riprometteva dopo essersi lasciato scappare, nascosto tra i cespugli, una carovana di mercanti dietro laltra. Ma quando, infine, una nuova comitiva compariva sulla strada, la mano con la quale stringeva il pugnale gli sudava tutta e le gambe che dovevano correre verso di loro si rifiutavano di farlo. Come avrebbe potuto affrontare cos tanti uomini armati di spada? Allora, maledicendosi, ascoltava le loro risate, le battute che si perdevano nella distanza. I prossimi, cercava di convincersi, quelli davvero non mi scapperanno.
Al passaggio di due donne e vari bambini, che si affrettavano a raggiungere Cordova con una cesta di ortaggi, fu sul punto di passare allazione, ma non ce nera una che portasse quantomeno un misero bracciale, fosse pure di ferro, al polso o alla caviglia. Che se ne faceva di una cesta di ortaggi?
Loscurit. lo assal e la strada, che pure stava percorrendo,
scomparve dalla sua vista. Le ombre ne cancellavano i margini e nessun mercante ormai si avventurava a transitarvi: il silenzio cadde su Brahim, amplificando la sua codardia.
Trascorsa pi della met dei due mesi di idda che gli erano stati concessi dagli anziani per provare che poteva mantenere Fatima, luomo non aveva ottenuto un solo reale oltre al salario che percepiva per i lavori agricoli. Inoltre, aveva destinato parte della retribuzione delle giornate lavorate fino a quel momento alla restituzione del prestito per il battesimo di Shamir. Era impossibile ottenere quei soldi lavorando, ma la era anche cercare di rubarli.
Il Nazareno avrebbe avuto Fatima. Neanche quella possibilit, che torturava la sua mente senza tregua, gli diede il coraggio necessario per rischiare la vita di fronte a un pugno di cristiani, bench fossero male armati.
Brahim sapeva di Hernando. Aisha si era vista obbligata a raccontargli dove fosse finito suo figlio e nel constatare che suo marito non aveva reagito con violenza, ma si era chiuso in se stesso, era stata assalita dal panico: aveva capito quanto stava per succedere. Brahim avrebbe perso Fatima, sarebbe stato infamato e umiliato di fronte alla comunit... Lui! Il mulattiere di Juviles, il luogotenente di Aben Aboo! Al contrario, quel figliastro che aveva accettato in cambio di una mula e che aveva sempre detestato, prosperava, aveva ottenuto un lavoro ben remunerato e, ci che era pi importante, gli avrebbe strappato la sua amata Fatima.
Due cavalieri che percorrevano la strada buia al gran galoppo lo fecero sobbalzare.
Nobili! tuon Brahim.
Chiedi aiuto ai monfi della Sierra Morena, gli sugger il padrone del pugnale il mattino successivo, dopo che Brahim glielo aveva reso confessandogli la sua inutilit. Hanno sempre bisogno di gente, in citt o nei campi, di fratelli che diano loro informazioni sulle carovane che stanno per partire, sulle persone che arrivano e partono, o sulle attivit della Santa Hermandad.
La Santa Hermandad era una milizia municipale composta da due ufficiali e alcune unit di miliziani, generalmente dodici, che indagavano sui delitti commessi fuori dai centri urbani, ovvero nei campi, sulle montagne o nei paesi di meno di cinquanta abitanti, l dove lorganizzazione dei grandi municipi non poteva arrivare. Il modo in cui amministrava la giustizia era spesso sommario e crudele, e in quel momento la milizia era concentrata nella caccia ai monfi rei di intimorire i buoni cristiani. Tra loro figurava il Sobahet, un crudele monfi valenzano a capo di una delle bande ormai consolidate della Sierra Morena, a nord di Cordova: era composta principalmente da schiavi disperati, in fuga da territori feudali dove la vigilanza era minore rispetto alla citt, e che, per il fatto di avere il volto marchiato a fuoco, non potevano nascondersi in citt e optavano per farlo nella sierra.
I monfi rappresentavano la sua unica possibilit, decise Brahim.
Allalba del giorno successivo, dopo essere passati davanti alla chiesa e al cimitero di Santa Marina, lasciandosi a sinistra la torre della Malmuerta, dove venivano incarcerati i nobili, Brahim, Aisha e il piccolo Shamir abbandonarono Cordova da puerta del Colodro, diretti a nord verso la Sierra Morena.
Luomo aveva ordinato ad Aisha che si preparasse a partire insieme al bambino, e che portasse con s cibo e indumenti. Il suo tono era stato cos. perentorio che la donna non aveva osato chiedere di pi. Attraversarono puerta del Colodro mischiandosi alla gente che andava a lavorare nei campi o al mattatoio e si diressero verso Adamuz, sopra Montoro, lungo il camino de las Veritas che univa Cordova a Toledo attraverso la Sierra Morena. Nelle vicinanze di Morituro si ritrovarono davanti quattro cristiani decapitati a cui era stata tagliata la lingua, segno che i monfi bazzicavano la zona.
Da Cordova a Toledo, lungo il camino de las veritas, cerano numerose locande destinate ad accogliere i viaggiatori che lo percorrevano, ragion per cui Brahim batt i sentieri lontani dalla strada principale o si inoltr nei campi; ma in aperta campagna, prima di arrivare ad Alcolea, come cera da aspettarsi la Santa Hermandad fece la stia prima comparsa. Legato a un palo
conficcato in terra, il cadavere di un morto infilzato, in fase di decomposizione, stava servendo da banchetto alle bestie che si nutrivano di carogne e da avvertenza per i cittadini: erano quelli i modi in cui la Santa Hermandad eseguiva le sue sentenze di morte contro i malfattori che osavano agire fuori citt. Brahim ricord le precauzioni che gli erano state consigliate e obblig Aisha ad abbandonare la rotta che stavano seguendo, nonostante fosse un sentiero appartato attraverso il quale cercavano di aggirare i contrafforti della Sierra Morena, per infilarsi direttamente dentro la montagna. Fra gole e sughereti, il suo istinto di mulattiere gli permise di orientarsi senza difficolt e trovare quei sentieri piccoli e sconosciuti che solo pochi pastori ed esperti di montagna si avventuravano a seguire.
Lui e Aisha, che camminava in silenzio dietro suo marito con il bambino in spalla, ci misero un giorno intero a percorrere la distanza che separava Cordova da Adamuz, un piccolo paese feudo della casata del Carpio. Si accamparono nei dintorni, tra gli alberi, nascosti agli altri viaggiatori e alla Santa Hermandad.
Perch stiamo scappando da Cordova? os chiedere Aisha, mentre stava dando a Brahim un pezzo di pane duro. Dove siamo diretti?
Non stiamo scappando, le rispose rudemente lui.
La conversazione fin l e Aisha si preoccup del bambino. Passarono la notte esposti alle intemperie, senza accendere il fuoco e in lotta con il sonno, impauriti dallululato dei lupi, dai grugniti dei cinghiali e da qualsiasi altro rumore potesse preannunciare la presenza di un orso. Aisha protesse Shamir con il proprio corpo. Brahim, nonostante tutto, appariva felice; guardava la luna e lasciava vagare lo sguardo tra le ombre, pago del ricordo di quello che era stato il suo modo di vivere prima della deportazione.
Allalba, in effetti, furono i monfi a trovarli. I banditi bazzicavano il camino de las Veritas attenti a qualsiasi viaggiatore provenisse da Madrid, Ciudad Real o Toledo che non fosse stato sufficientemente prudente da transitarvi in compagnia o scortato. I monfi li avevano gi avvistati il giorno prima, allerta comerano su qualsiasi movimento potesse indicare larrivo della milizia della Sama Hermandad, ma non avevano dato loro 
nessuna importanza: un uomo e una donna con un bambino, che viaggiavano a piedi e senza bagaglio evitando le vie di comunicazione principali, non rivestivano alcun interesse. In qualsiasi caso, era meglio sapere cosa ci facessero quei tre nella sierra.
Chi siete e cosa volete?
Brahim e Aisha, che stavano consumando la colazione seduti, non li avevano neanche sentiti avvicinarsi. Dimprovviso, due schiavi profughi con il volto marchiato a fuoco, armati di spade e daghe, si piazzarono davanti a loro. Aisha si strinse il bambino al petto; Brahim fece per alzarsi, ma uno dei due schiavi con un cenno glielo imped.
Mi chiamo Brahim da Juviles, mulattiere delle Alpujarras. Il monfi annu, dando a intendere che conosceva quel posto. Mio figlio e mia moglie, aggiunse. Voglio vedere il Sobahet.
Aisha si volt a guardare suo marito. Cosa voleva Brahim? Un tremendo presentimento la assal, stringendole lo stomaco. Shamir reag allangoscia di sua madre e scoppi a piangere.
Per quale motivo vuoi vedere il Sobahet? chiese il secondo monfi.
Sono affari miei.
I due schiavi fuggiti portarono le mani allimpugnatura delle loro spade.
Nella sierra, qualsiasi cosa  affar nostro, replic uno dei
due. Non mi pare che tu sia nella situazione di pretendere... voglio offrirgli i miei servigi, confess allora Brahim.
Insieme a tua moglie e a tuo figlio? disse ridendo uno dei
due schiavi.
Shamir strillava.
Fallo star zitto, donna! ordin Brahim a sua moglie.
Seguiteci, acconsentirono gli schiavi dopo essersi consultati con lo sguardo, scambiandosi un cenno dindifferenza.
Tutti insieme si addentrarono nella sierra. Aisha, dietro di loro, inciampava, intenta comera a calmare Shamir. Brahim aveva affermato di voler offrire i suoi servigi ai monfi. Era evidente che stava cercando soldi per riavere Fatima, ma perch aveva portato anche loro? Per quale motivo aveva bisogno del piccolo Shamir? Trem. Le gambe le cedettero, cadde a terra in
ginocchio, con il bambino abbracciato al petto, si alz e si sforz di continuare la marcia. Nessuno degli uomini si volt a guardarla... e Shamir continuava a piangere.
Raggiunsero una piccola radura dove i monfi dovevano essersi accampati. Non cerano n tende n capanne, solo coperte sparse per terra e, al centro dello spiazzo, le braci di un fuoco. Accostato a un albero il Sobahet, alto e accigliato, la barba nera trascurata, ascoltava le spiegazioni dei due schiavi che avevano accompagnato Brahim e Aisha. Esamin Brahim da lontano, poi gli ordin di avvicinarsi.
Una decina di monfi, tutti marchiati e malridotti, mettevano ordine nellaccampamento: alcuni erano concentrati sui nuovi visitatori, altri guardavano Aisha senza dissimulare la lussuria.
Dimmi rapidamente quello che mi vuoi dire, intim il capo dei monfi a Brahim, ancora prima che questi lo raggiungesse. Non appena arriveranno gli uomini che mancano, partiremo. Per quale motivo credi che potrei essere interessato ai tuoi servigi?
Perch ho bisogno di soldi, rispose Brahim con franchezza.
Il Sobahet rise con cinismo.
Tutti i moriscos ne hanno bisogno.
Ma quanti di loro scappano da Cordova, si addentrano nella Sierra Morena e ti vengono a cercare?
Il monfi soppes le parole di Brahim. Aisha cercava di ascoltare la conversazione a qualche passo di distanza. Il bambino si era finalmente calmato.
I cristiani pagherebbero bene il mio arresto e quello dei miei uomini. Chi mi assicura che non sei una spia?
Qui ci sono mia moglie e il mio figlio maschio, addusse Brahim indicando Aisha. Metto la loro vita nelle tue mani.
Cosa potresti fare? rispose il Sobahet soddisfatto della risposta.
Di professione faccio il mulattiere. Ho partecipato alla rivolta delle Alpujarras e sono stato luogotenente di Aben Aboo. Sono esperto di animali da tiro, mi basta vederli, mi basta dare unocchiata alle bardature per capire cosa stanno trasportando e che difetti hanno. Con una carovana di mule posso muovermi ovunque, anche in mezzo ai pericoli, di giorno e di notte.
Abbiamo gi un mulattiere con noi,  il mio braccio destro, il mio uomo di fiducia, lo interruppe il Sobahet. Brahim si volt verso i suoi schiavi.No, non  nessuno di loro. Lo stiamo aspettando. B abbiamo gi considerato lopportunit di aiutarci con qualche mula, ma noi ci muoviamo con rapidit, le mule non farebbero che ostacolare i nostri spostamenti.
Con dei buoni animali posso muovermi rapidamente quanto uno qualunque dei tuoi monfi e attraversare posti dove un uomo non arriverebbe mai. Dovresti averne, moltiplicherebbero i tuoi guadagni.
No, non mi interessa. Il monfi accompagn il suo rifiuto con un gesto della mano. Non mi interessa... ripet come se desse per conclusa la conversazione.
Lascia che te lo dimostri! insist Brahim. Che rischio corri?
Quello di mettere nelle tue mani il nostro bottino, mulattiere. Ecco quale rischio corro. Che succederebbe se rimanessi indietro con i muli carichi? Dovremmo aspettarti e mettere a repentaglio le nostre vite... o contare su di te.
Non ti deluder.
Ho sentito troppe volte questa promessa, addusse il Sobahet con una smorfia.
Potrei fare da spia...
Ho gi le mie spie, sia a Cordova sia nei paesi del circondario. So di ogni carovana che si muove lungo il camino de las Ventas. Se vuoi unirti alla mia banda, ti metter alla prova, come faccio con tutti. Altro non posso offrirti. In quel momento un altro gruppo di monfi comparve tra gli alberi. Ce ne andiamo! grid il Sobahet. Pensa a quello che ti ho detto, mulattiere, e se ti va seguici. Da solo per, senza mogli n figli.
Sgualdrina! Cosa ci fa qui questa puttana? Il grido risuon in mezzo al trambusto degli uomini che si preparavano a partire. Il Sobahet ebbe un sussulto. Brahim si volt verso Aisha.
Ubaid! Aisha era paralizzata davanti al mulattiere di Narila, appena giunto allaccampamento. Durante limprovviso silenzio che segu ai suoi insulti, Ubaid volse lo sguardo verso Bra-
him come se dopo essersi imbattuto in Aisha ne avesse fiutato la presenza.
I due mulattieri incrociarono lo sguardo.
Manca solo il Nazareno perch il pi bello dei miei sogni diventi realt, sorrise il Monco. Brahim trem e cerc aiuto nello sguardo del capo dei monfi. E' lui luomo del quale ti ho parlato molte volte. Lespressione del Sobahet sindur. E' stato lui a mozzarmi la mano.
E' tuo, Monco. Lui e la sua famiglia, mugugn il Sobahet indicando Aisha e il bambino. Ma fa alla svelta, dobbiamo andare.
Che peccato che non ci sia anche il Nazareno! Tagliategli la mano, ordin Ubaid.Tagliategliela, a lui e a suo figlio. Che i suoi discendenti ricordino sempre perch Ubaid da Narila viene chiamato il Monco.
Prima che Ubaid finisse di parlare, due uomini afferrarono Brahim. Urlando, Aisha protesse Shamir mentre altri monfi cercavano di strapparglielo via. Il bambino scoppi nuovamente a piangere e mentre la donna difendeva suo figlio, distesa a terra a proteggerne il corpo, i monfi che stavano lottando con Brahim lo fecero inginocchiare. Brahim gridava, li insultava, cercava di difendersi. Gli fecero allungare il braccio e lo strinsero con forza prima che un terzo uomo scaricasse un colpo di sciabola sul suo polso. Allistante il vecchio mulattiere, gli occhi sbarrati davanti alla terrificante immagine della propria mano mozzata, venne trascinato fino alle braci, dove introdussero il moncone per cauterizzare la ferita. Le grida di Brahim, i gemiti di Aisha e i pianti del bambino si confusero in un unico lamento quando i monfi riuscirono a strappare il piccolo dalle braccia della madre.
Aisha corse verso di loro e cadde ai piedi di Ubaid.
Io sono la madre del Nazareno! grid inginocchiata, afferrando con entrambe le mani la tunica del monfi. Il bambino morir. Cosa far pi male a Hernando? Uccidi me! Ti do la mia vita in cambio della stia, ma lascia il mio bambino. Che colpa ne ha lui?singhiozz.Che colpa... cerc di ripetere prima di arrendersi a un pianto incontrollabile.
Ubaid non fece cenno di allontanare da s la donna, e i
monfi che avevano il bambino si fermarono. Luomo di Narila era dubbioso.
Daccordo, concesse. Lasciate il bambino e uccidete lei. Tu, aggiunse rivolto a Brahim, che si contorceva per terra, porterai la sua testa al Nazareno. Digli anche che concluder qui, a Cordova, ci che avrei dovuto fare nelle Alpujarras.
Aisha si stacc dalla tunica di Ubaid e questi si allontan per lasciare sola la donna, inginocchiata. Indic uno dei monfi, uno schiavo marchiato, perch la uccidesse e luomo si avvicin a lei con la spada sguainata.
Non c altro Dio allinfuori di Allah, e Maometto  il suo profeta, recit Aisha con gli occhi chiusi, consegnandosi alla morte.
Nel sentirla pronunciare la professione di fede, lo schiavo si arrest di colpo e abbass la testa. Ubaid si port la mano sinistra sulla gobba del naso. Il Sobahet osservava la scena. La spada del monfi rimase sospesa nellaria per qualche istante. Perfino Shamir tacque. Poi luomo guard i suoi compagni in cerca di appoggio. Non erano assassini! Fra loro cerano un orefice di Granada, tre tintori, un commerciante... Si erano visti obbligati a diventare monfi per sfuggire a una schiavit ingiusta, a un trattamento ignominioso. Lottare e uccidere dei cristiani? Certo. I cristiani li avevano privati della loro libert e delle loro credenze! Avevano ridotto in schiavit le loro mogli e le loro figlie! Ma assassinare una donna musulmana...
Prima che il monfi consegnasse la spada, il Sobahet e Ubaid si scambiarono uno sguardo. Ai suoi uomini non poteva chiedere una cosa del genere, sembr dire il capo monfi al luogotenente, n poteva farlo lui personalmente: era una donna musulmana. Allora, intervenne Ubaid: Prendi tuo figlio e tuo marito e vattene. Sei libera. Io, Ubaid, faccio salva la tua vita, la stessa che toglier allaltro tuo figlio.
Aisha apr gli occhi senza guardare nessuno. Si alz rapidamente, tremante, e and dalluomo che teneva in braccio Shamir e che glielo consegn in silenzio. Poi si diresse verso Brahim, prostrato vicino alle braci. Lo guard con disprezzo e gli sput addosso.
Bastardo! lo insult.
Sciogliendosi in lacrime, abbandon la radura in mezzo al bosco senza sapere dove andare.
Indicale il camino de las Ventas, ordin il Sobahet a uno dei monfi quando vide che la figura di Aisha si perdeva nella direzione contraria, verso lasperit della selva.
...
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33.
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Hernando consegn a Rodrigo un superbo esemplare di tre anni det, gi imbrigliato, vigoroso, dal curioso manto pezzato, con grandi chiazze marroni su fondo bianco. Una volta che i puledri erano stati montati e si lasciavano guidare allinterno del maneggio delle scuderie reali, andavano abituati alla campagna, ai tori e agli altri animali, ad attraversare i fiumi e saltare i fossi, a galoppare per le strade e a fermarsi al solo contatto del freno. Dovevano anche conoscere la citt: fermarsi vicino allofficina di un maniscalco e rimanere impassibili ai colpi del ferro sulla forgia; muoversi in mezzo alla gente senza spaventarsi delle corse dei bambini, dei colori, delle bandiere e dei molti animali che vagavano liberi per le strade di Cordova: cani, galline e naturalmente maiali, pelosi e scuri, dalla coda nera, le orecchie e il muso aguzzi, sul quale alcuni esibivano imponenti zanne. Sopportare la musica, le feste e qualsiasi tipo di rumore o di imprevisto. Che ne sarebbe stato di quei cavalli, e soprattutto dei loro domatori, se il re o uno qualunque dei suoi familiari, amici o beneficiati fosse stato disarcionato, perch lanimale che montava si era spaventato al frastuono dei pifferi e dei tamburi di una parata militare o alle grida dei sudditi al cospetto del loro re?
E nuovi puledri provenienti dai pascoli non erano ancora arrivati ed Hernando si era limitato a lavorare nelle stalle senza una funzione specifica. Quella mattina, pertanto, Rodrigo in sella al cavallo pezzato, ed Hernando, che lo seguiva a piedi con un bastone lungo e flessibile in mano, lasciarono le scuderie per attraversare la citt e sottomettere limpetuoso puledro a ogni genere di nuove esperienze.
Ti ho visto impegnato nelle stalle e approvo il tuo lavoro, gli disse il cavallerizzo prima di infilare i piedi nelle staffe, ma al momento  del tutto simile a quello degli altri. Oggi voglio appurare se  vero che possiedi quello speciale istinto che don
Diego ha scorto in te. Andiamo i ti citt, voglio mostrarla a questo puledro. Si spaventer. Quando accadr, sappi che io non potr fare nulla, e castigarlo con gli speroni o il bastone potrebbe rivelarsi controproducente. Sarai tu a dover intervenire spronandolo nel modo giusto. Chiaro?
Hernando annu, mentre il cavallerizzo faceva passare la gamba destra sulla groppa del cavallo. Avrebbe capito quando e come intervenire?
Se il puledro dovesse addirittura disarcionarmi, riprese Rodrigo accomodandosi sulla sella, cosa non insolita durante queste prime uscite in citt, il tuo obiettivo  il cavallo. Succeda quel che succeda, che io finisca scaraventato contro un muro, il cavallo prenda a calci una vecchietta o distrugga una bottega, devi riacciuffarlo e impedire che fugga per la citt o si faccia male. E tieni conto di una cosa: nessuno, e dico nessuno! n il corregidor, n il bargello, i consiglieri o i ventiquattro di Cordova hanno alcuna autorit o giurisdizione sul cavallo e sul personale delle scuderie reali. La tua missione  proteggere questo animale e, se a me succede qualcosa, riportarlo alle stalle sano e salvo, a qualunque costo e qualsiasi cosa possano dirti.
Hernando segu il cavallerizzo fuori dalle stalle chiedendosi di nuovo che cosa mai Rodrigo si aspettasse da lui, ma esattamente come il puledro non ebbe il tempo di riflettere: non appena lanimale mise le zampe fuori dal recinto e drizz le orecchie, stranito dalla gente che camminava per Campo Real e dagli edifici che gli erano sconosciuti, Rodrigo lo speron con forza per impedirgli di pensare. Il puledro salt fuori, allesterno, e cos dovette fare Hernando per non perderli. A partire da quel momento, fu una mattina frenetica. Il cavallerizzo obblig il cavallo pezzato a galoppare per vicoli stretti; pass in mezzo alla gente, in cerca delle situazioni e dei luoghi che avrebbero potuto maggiormente sorprendere lanimale, con Hernando sempre in coda. Cercarono calle de los Caldereros, nella contrada della Cattedrale, dove sottoposero il puledro ai colpi del martello che batteva sul rame. Poi andarono alla conceria, immergendosi nel suo costante viavai. Si fermarono presso le officine di cardatori e tintori, le botteghe degli orefici e quelle dei fabbricanti di aghi; percorsero varie volte la Corredera e i mercati fino a raggiungere il mattatoio e il quartiere dei vasai.
Lesperienza e laudacia di Rodrigo resero quasi inutile lintervento del suo aiutante.
Solo in una occasione non se ne pot fare a meno. Rodrigo si avvicin a uno dei molti maiali che scorrazzavano liberi per strada. Il gigantesco suino si rivolt contro il cavallo, strillando e mostrando le zanne. In quel momento il cavallo gir su se stesso, atterrito, e cominci a impennarsi, disarcionando il cavallerizzo. Ma prima che riuscisse a scappare via, Hernando gli chiuse il passaggio e gli fustig le anche con il bastone, obbligandolo ad affrontare lanimale, finch Rodrigo non si fu ricomposto e pot riassumere il controllo della situazione. Per il resto, si limit a mostrare il bastone dietro il cavallo, facendo schioccare la lingua quelle volte in cui, nonostante gli speroni o le carezze del cavallerizzo, a seconda dei casi, il puledro si imbizzarriva per i rumori o i movimenti, reticente a proseguire.
Cos, esattamente come il puledro, Hernando fece ritorno alle scuderie madido di sudore e privo di forze.
Bene, ragazzo, si congratul Rodrigo. Il cavallerizzo pos i piedi a terra e gli consegn il cavallo. Proseguiremo domani.
Hernando tir per le briglie il pezzato fino alle stalle e l, a sua volta, lo consegn a un inserviente. Stava per lasciare il capannone, quando un maniscalco che ispezionava gli zoccoli di un cavallo e che aveva gi visto pi volte nelle scuderie gli si rivolse ad alta voce.
Aiutami! Tieni! lo invit. Luomo, dincarnato molto scuro, gli cedette una delle zampe posteriori del cavallo. Mentre Hernando la sosteneva, posata sulla propria coscia, di spalle al cavallo, il maniscalco nett lo zoccolo con un coltello e lo ripul dello sporco che si era accumulato.Ho un messaggio per te, gli sussurr allora, senza smettere di raschiare. Hanno arrestato tua madre. Hernando fu sul punto di lasciar cadere la zampa. Lanimale si adombr. Tienilo! gli grid luomo, a gran voce stavolta.
Come... come lo sai? Cos successo? Pendeva dalle orecchie del maniscalco, era incollato a lui.
Mi hanno mandato gli anziani. Il rispetto con cui pronunci lultima parola rivel a Hernando che quelluomo era uno dei suoi. E stata arrestata dalla Santa Hermandad lungo il camino de las Ventas, mentre tornava a Cordova con il piccolo
in braccio. Non aveva il permesso di lasciare la citt e lhanno condannata a sessanta giorni di carcere.
Cosa ci faceva lungo il camino de las Ventas?
Il tuo patrigno  scomparso. Davanti allufficiale della Hermandad tua madre ha dichiarato che suo marito laveva obbligata a fuggire da Cordova con il bambino, ma che era riuscita a gabbarlo e a tornare. Aisha si era premurata di spiegare per filo e per segno ai miliziani, e poi allufficiale, che avevano incontrato i monfi. Mi hanno detto di non preoccuparti, che sta bene, che sono riusciti a procurarle una coperta e dei vestiti per il bambino. E le portano da mangiare.
Come sta?
Bene, bene... stanno bene entrambi.
E mia... Sai qualcosa di Fatima? Se Brahim aveva deciso di fuggire da Cordova, pens, forse aveva portato Fatima con s. O si era arreso?
Lei continua a vivere da Karim, gli rispose il maniscalco, che sembrava al corrente della storia.
Apparentemente concentrato sul modo in cui luomo finiva di pulire il fettone del cavallo, Hernando non pot fare a meno di chiedersi cosa potesse significare tutto ci: Brahim era fuggito lasciando Fatima a Cordova! Quanto tempo mancava allo scadere della idda? Due, tre settimane?
Chi sei? domand, quando il maniscalco ebbe concluso il lavoro e gli fece cenno di lasciare la zampa del cavallo.
Mi chiamo Jeronimo Carvajal, rispose luomo mentre si raddrizzava.
Di dove sei? Quando...
Qui no. Jeronimo arrest la curiosit del ragazzo, mentre si portava le mani ai reni con una smorfia di dolore. Questo lavoro mi distrugger. Vieni con me, lo invit mentre raccoglieva i suoi attrezzi e si dirigeva verso luscita delle stalle.
Attraversarono landrone dingresso delledificio, alla destra del quale si apriva un piccolo ufficio dove veniva sbrigata lamministrazione delle scuderie. L incontrarono laiutante dello scudiero reale e uno scrivano che scarabocchiava su certi incartamenti.
Ramon, disse Jeron i i no con tono fermo allaiutante, ho bisogno di materiale. lurto con me il nuovo arrivato.
Ramon, in piedi di fianco allo scrivano, annu con un semplice gesto della mano senza smettere di guardare ci che laltro scriveva. Jeronimo ed Hernando uscirono in strada.
Vengo da Orano e il mio vero nome  Abbas, gli anticip jeronimo una volta che si lasciarono alle spalle gli edifici delle scuderie. Sono venuto in Spagna per lavorare nelle stalle di uno dei nobili che dieci anni fa sono accorsi in difesa della citt. Poi don Diego mi ha assunto nelle scuderie del re.
Superato il palazzo del vescovo, stavano gi percorrendo la facciata posteriore dellantica moschea. Hernando si mise a osservare Abbas: a rivelare le sue origini africane era un incarnato molto pi scuro di quello dei moriscos spagnoli, che spesso potevano essere confusi con i cristiani. Era un po pi alto di lui, aveva petto e braccia molto forti, quelle di un maniscalco abituato a martellare sullincudine e a ferrare i cavalli. I suoi capelli erano spessi e neri come la pece, gli occhi scuri e i tratti fermi, interrotti solo da un naso bulboso, che in passato probabilmente gli avevano rotto.
Cosa andiamo a comprare? sinteress Hernando.
Niente, se per al ritorno dovessero chiedertelo, di loro che abbiamo cercato del materiale, ma quello che abbiamo trovato non ci ha convinto.
Erano arrivati allangolo con calle del Sol, che circondava la moschea fino a puerta del Perdon.
Allora potremmo... disse Hernando indicando la strada che si apriva alla sua destra.
Il carcere? intu Abbas.
S. Mi piacerebbe fare visita a mia madre. Conosco il carceriere, lo tranquillizz Hernando vedendo la sua espressione dubbiosa. Non avremo problemi. Ho bisogno di parlare con lei.
Abbas fin per cedere e svolt in calle del Sol.
E io ho bisogno di parlare con te, osserv luomo mentre salivano verso puerta del Perdon, lasciandosi alla sinistra le vestigia della loro cultura sotto forma di magnifiche porte e di arabeschi intagliati nella pietra della moschea. Posso capire che tu voglia vedere tua madre, ma ti prego di non trattenerti troppo.
Di cosa mi devi parlare?
Dopo, si oppose Abbas.
Hernando si mischi alla gente che entrava e usciva dal carcere in cerca della sentinella. Il maniscalco aspett fuori. Intorno a un patio interno circondato da archi, si alzavano due piani nei quali si trovavano le segrete, gli uffici del carceriere e altre stanze di servizio, inclusa una piccola locanda. Salut la sentinella e gli chiese dellobeso e trasandato carceriere, il quale non tard ad apparire nel patio quando seppe che il morisco lo stava aspettando.
Un tanfo immondo accompagn il suo arrivo. Hernando fece per scostarsi quando luomo, interamente ricoperto comera durina e di escrementi, gli tese la mano destra.
Qualcun altro si  rifugiato nelle latrine? domand a mo di saluto dopo aver accettato, trattenendo il fiato, la mano che il carceriere gli porgeva.
S, conferm luomo. Uno che  stato condannato ai lavori forzati ed  la terza volta che si rotola nella merda per non farsi prendere. Hernando sorrise nonostante la tiepida umidit della mano che stringeva la propria. Di solito era uno stratagemma dei prigionieri che stavano per uscire dal carcere prima di essere giustiziati: nascondersi nelle latrine, per rotolarsi nelle orine e negli escrementi altrui. In quel modo, nessuna guardia voleva avvicinarsi ai detenuti, ma probabilmente tre volte erano troppe e nellultima si era resa necessaria la presenza del carceriere in persona per condurre fuori il condannato. Mi avevano detto che non saresti pi tornato da queste parti, aggiunse il carceriere mettendo fine allumida stretta di mano.
Si tratta di un problema privato. Hernando percep nello scintillio degli occhi dellinterlocutore linteresse che la sua dichiarazione aveva originato. La Santa Hermandad ha ordinato la carcerazione di una donna e di suo figlio. Laltro diede mostra di riflettere. Si chiama Aisha, Maria Ruiz.
Non so... cominci a dire sfregando con insolenza pollice e indice della sua mano, come a reclamare lusuale ricompensa.
Carceriere, protest Hernando, quella donna  mia madre.
Tua madre? E cosa ci faceva tua madre sul camino de las Ventas?
Vedo che vi siete ricordato... E' proprio quello che voglio sapere: cosa ci faceva l? E non vi preoccupate che poi sistemiamo.
Aspetta qui.
Luomo si diresse verso una delle segrete che dava sul patio, oltre le arcate che lo circondavano, ed Hernando pot vedere i due sgherri che tra un mugugno e laltro, sporchi di urina ed escrementi, stringevano ai fianchi il delinquente condannato ai lavori forzati. Il lurido galeotto sorrideva tra due guardie arcigne, mentre i compagni di cella urlando si congedavano da lui e la gente si scostava schifata al suo passaggio. Li segu con lo . sguardo finch non lasciarono il carcere e nel voltarsi verso il patio si ritrov davanti Aisha, che doveva aver lasciato Shamir tra le braccia di qualche altra reclusa.
Madre...
Hernando, mormor la donna quando lo vide.
Dove potremmo stare da soli per un po?domand Hernando al carceriere.
Questi cedette loro una piccola stanza contigua alla guardiola, senza finestre, che serviva da magazzino.
Cosa ci facevi...? cominci a domandare, non appena il carceriere si chiuse la porta alle spalle.
Abbracciami, lo interruppe Aisha.
Guard sua madre, che lo aspettava con le braccia aperte, come se non osasse rifugiarsi in lei. Non glielo aveva mai chiesto! Per un istante ricord che a Juviles lei reprimeva i gesti daffetto di fronte alla minima possibilit di essere scoperta e adesso... Accolse il suo invito e labbracci con forza. Lei lo ninn, canticchiando una canzoncina di quando era bambino, senza riuscire a evitare che qualche singhiozzo le spezzasse la voce.
Cosa ci facevi sul camino de las Ventas, madre? domand poi Hernando con voce roca.
Aisha gli raccont della fuga nella sierra, dellincontro con i monfi e con Ubaid. E che al suo patrigno avevano mozzato la mano e a lei avevano risparmiato la vita.
Gli ho sputato addosso e lho insultato, rivel infine, esitante, ancora incapace di accettare il fatto di aver abbandonato
suo marito nella Sierra Morena dopo che gli avevano mozzato un arto.
Hernando avrebbe voluto ridere, persino gridare. Bastardo! pens. Alla fine sua madre si era ribellata! Ma qualcosa gli consigli di non farlo.
Se l cercata, si limit ad affermare.
Aisha esit prima di annuire leggermente.
Ubaid vuole ucciderti, lavvert. E' pericoloso. E diventato luogotenente di un capo dei monfi.
Questo non ti deve preoccupare, madre, la interruppe senza troppa convinzione. Non verr mai fino a Cordova, n per me n per nessun altro. Preoccupati solo di te e del bambino. Come vi trattano qui?
Nessuno ci infastidisce... e mangiamo.
Abbas rispett il silenzio in cui Hernando si era chiuso, quando si ritrovarono a camminare fianco a fianco. Il congedo era stato lungo: Aisha singhiozzava e sembrava volesse trattenerlo con s. E lui... lui non avrebbe certo voluto lasciarla l, ma prima che venisse trascinato dalle proprie lacrime lei percep un lieve tremore nel mento del figlio, not che la sua respirazione stava accelerando e lo obblig ad andare via. Hernando cerc il carceriere e gli promise di ricompensarlo, di dargli qualsiasi cosa in cambio della certezza che avrebbe trattato bene sua madre, che si sarebbe occupato di lei. Mentre lasciava il carcere, non riusciva a smettere di guardare la porta dietro la quale era scomparsa sua madre.
Di cosa volevi parlarmi prima? domand ad Abbas, non appena si riprese un po.
Tua madre sta bene? chiese questi a sua volta. Hernando annu. Lhanno frustata?
No... che io sappia.
Allora la condanna  stata benevola. Un uomo lavrebbero condannato a morte se fosse andato a Granada, ai lavori forzati a vita se fosse arrivato a dieci leghe da Valenza, Aragona o Navarra, alla frusta e a quattro anni di galera se lo avessero trovato in qualunque altro luogo fuori dalla sua residenza.
Laveva abbracciata con forza, pens Hernando, e non si era
lamentata. Non dovevano averla frustata... o s?
Poi mi racconterai cosa  successo, soprattutto al tuo patrigno, 
continu Abbas. Dobbiamo saperlo. Dobbiamo? si sorprese.
S, tutti noi. Ci controllano. Un fuggiasco... danneggia lintera comunit. Investigheranno sui suoi. Nessuno dir niente.
Camminarono senza una meta precisa per la Medina, una trama complessa di strade strette e sinuose, un labirinto enorme attraversato da innumerevoli vicoli senza uscita.
Sta attento, Hernando. E' la prima cosa che devi imparare: anche in mezzo a noi ci sono i traditori, dei credenti che fanno da spia per i cristiani.
Hernando si ferm, la fronte corrugata.
S, insist Abbas. Spie. Il consiglio degli anziani ti ha scelto...
Ma tu chi sei in realt? Come mai sai cos tante cose?
Abbas sospir. Ripresero a camminare.
I nostri hanno approfittato del mio lavoro nelle scuderie perch ti avvisassi prima possibile di quanto  successo a tua madre, ma vogliono anche che ti faccia una proposta. Tacque per un po e, nel vedere che Hernando non replicava, continu a parlare:Tutte le comunit moresche di Spagna si stanno organizzando. Possono contare su nuovi capi, mufti e faqih che operano in segreto. Valenza, Aragona, Catalogna, Toledo, Castiglia... in questi posti ci sono forti comunit di credenti, in alcune c addirittura chi viene chiamato re! E tutti gli altri centri in cui sono stati deportati i musulmani di Granada si stanno organizzando, unendosi ai moriscos che si erano gi stabiliti l o, come a Cordova, dove quasi non ne rimaneva nessuno, ricreando lintera trama.
Ma io...
Taci. La prima cosa che devi fare  non fidarti di nessuno. Il problema non  solo quello delle spie: molti dei nostri fratelli, pur opponendosi, sotto le torture dellInquisizione alla fine cedono. Possiamo parlare di quello che vuoi e cercher di rispondere a tutte le domande che vorrai pormi, ma giurami che, se non accetti la nostra proposta, non racconterai mai a nessu
no quello che ti sto rivelando. Camminando arrivarono di fronte a calle del Reloj, dove, su una piccola torre, si trovava lorologio della citt. I due si distrassero un attimo osservando dei ragazzi che lanciavano pietre contro le campane. Lo giuri? insist Abbas. Un gesuita, gesticolando e urlando, cercava di mettere fine a quella sassaiola.
S, afferm Hernando con lo sguardo perso sui bambini che fuggivano dal gesuita. Ma, adesso, come faccio a sapere che posso fidarmi di te?
Abbas sorrise.
Impari in fretta! Ti fidi di Hamid, lo schiavo della mancebia?
Pi di me stesso! replic Hernando.
Diressero i loro passi verso la mancebia. Hamid era impegnato e non pot avvicinarsi a loro, ma dalla porta fece un gesto di assenso che Hernando comprese allistante: il maniscalco era un uomo di fiducia.
Quella notte, chiuso nella sua stanza, dopo aver verificato un paio di volte che la porta fosse sbarrata dallinterno, Hernando si sedette per terra e fece scivolare le dita sulla copertina di un raro esemplare del Corano scritto in aljamiado. Poi apr lopera divina e ne scorse le pagine.
Non sono nessuno per parlare delle tue virt e dei tuoi difetti, gli aveva confessato Abbas quella mattina. Ma tu sai qualcosa che per le necessit dei nostri fratelli  di capitale importanza: sai leggere e scrivere, cosa che non sa fare la maggior parte di noi.
I libri scritti in arabo o di contenuto musulmano erano assolutamente proibiti e chiunque venisse trovato in loro possesso finiva nelle segrete dellInquisizione. Abbas, che come lui viveva con la propria famiglia sopra le stalle, era parso sollevato quando, con cautela, gli aveva consegnato il Corano.
Ci sono molti altri libri distribuiti tra di noi, aveva affermato. Dalle traduzioni e le composizioni del gran cad Iyad sui miracoli e le virt del Profeta fino ai semplici manoscritti con versi e profezie in arabo o in aljamiado. Li tengono nascosti come meglio possono per preservare le nostre leggi e le nostre 
credenze, trattando ognuno di essi come un tesoro. Il cardinale Cisneros, colui che ha convinto i Re Cattolici a disattendere i trattati di pace con i musulmani, a Granada ha messo al rogo pi di ottomila dei nostri libri. Pertanto tratta lopera divina per quello che : il tesoro del nostro popolo.
Il tesoro del nostro popolo! Hernando diventava nuovamente il guardiano del tesoro dei credenti.
Doveva leggere e imparare. Scrivere. Trasmettere le conoscenze e mantenere vivo lo spirito dei musulmani. Aveva accettato senza remore; Abbas laveva invitato a entrare in una locanda e, con sua grande sorpresa, aveva ordinato due coppe di vino con le quali avevano brindato davanti alla gente che l dentro si tratteneva in chiacchiere.
Devi essere pi cristiano dei cristiani e, allo stesso tempo, pi musulmano di chiunque di noi, gli aveva sussurrato allorecchio.
Hernando aveva sollevato la coppa e annuito.
Allah  grande, aveva sussurrato tra s quando anche Abbas aveva alzato il proprio per brindare.
Dalla sua stanza, nel silenzio della notte, riusciva a sentire il rumore di centinaia di cavalli sotto limpalcato: alcuni raspavano inquieti, altri nitrivano o sbuffavano, ma poteva sentirne anche lodore. Niente a che vedere con il puzzo di sterco imputridito della conceria! Era un odore forte e penetrante, certo, ma sano. Lo sterco prodotto nelle scuderie reali veniva regolarmente trasportato poco distante nei giardini dellInquisizione, per cui non arrivava mai a imputridire sotto gli zoccoli dei cavalli.
Chiuse il Corano e, in mancanza di meglio, lo nascose nella cassapanca. Poi avrebbe cercato un posto pi sicuro, pens mentre osservava il libro poggiato sul fondo, lunico oggetto che quel mobile avrebbe custodito finch non fosse arrivata Fatima. Allora forse lei lavrebbe riempito, a poco a poco, con utensili e indumenti, magari quelli di un bambino. Chiuse la cassapanca e gir la chiave. Fatima! Avrebbe fatto la stessa cosa, ne era certo, e quando Abbas gli aveva detto che contavano anche su di lei, non ne aveva dubitato.
Sono le nostre donne a insegnare tutto ai nostri figli, gli aveva spiegato il maniscalco.A loro ne affidiamo leducazione, 
e tutte accettano con orgoglio e speranza. Fra il altro, in questo modo si evita il rischio di denunce allInquisizione. E' praticamente inimmaginabile che un figlio denunci la propria madre. Tu non potrai n dovrai incontrare le nostre donne per spiegare loro la dottrina, questo compito spetta a loro. Nessuno sospetta di una riunione di donne.
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34.
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La idda, il tempo dattesa di due mesi, si concluse a met settimana, ma Karim preg Hernando di non andare a cercare Fatima prima di domenica, dopo la messa principale. Non erano ancora sposati secondo le leggi di Maometto e il matrimonio, che sarebbe stato celebrato in segreto, presentava a Hernando un serio problema: non aveva soldi per lidaq e senza dote lunione non poteva essere celebrata. La maggior parte del suo salario era andato a finire nelle mani del carceriere e lesigua somma che gli era rimasta serviva a coprire le sue spese. Non possedeva il quarto di doppia che la legge imponeva! Come poteva non averci pensato?
Va bene anche un anello, cerc di tranquillizzarlo Hamid quando gli espose il problema.
Nemmeno quello riesco a comprare, si lament lui, pensando alle dispendiose botteghe orafe di Cordova.
Di ferro. Ne basta anche uno di ferro.
La domenica and dalla chiesa di San Bartolom fino a calle de los Moriscos, nella contrada di Santa Marina. Attravers Cordova senza fretta, dando a Karim e Fatima tutto il tempo di cui avevano bisogno, senza smettere di accarezzare tra le dita il magnifico anello di ferro che Abbas aveva forgiato utilizzando un pezzo di metallo di scarto. Con le sue mani enormi, cos diverse da quelle delicate dei gioiellieri, era riuscito persino a incidervi delle minuscole decorazioni.
Nella stessa via due giovani moriscos che fingevano di parlare, ma che in realt vigilavano sulla possibile visita di qualche sacerdote o ufficiale, lo salutarono con cordialit. Un terzo che apparve dal nulla lo accompagn fino a casa di Karim: un piccolo e vecchio edificio di un solo piano con un orto retrostante che, come negli altri casi, era condiviso da varie famiglie. Tuttavia, le donne erano riuscite a imbiancarne a calce la facciata, come succedeva nella maggior parte delle umili case di calle de los Moriscos, e linterno, come nelle dimore di Granada, si presentava immacolato.
Jalil, Karim e Hamid capeggiavano lesigua lista di invitati che salutarono Hernando: erano quelli indispensabili a dare allunione il carattere pubblico richiesto dalle nozze; ben poche usanze potevano essere osservate a Cordova. Hamid lo abbracci, ma il giovane aveva in mente sua madre: la seconda volta che era stato in carcere, Aisha laveva supplicato di non tornare pi a farle visita.Hai un buon lavoro tra i cristiani, aveva dichiarato. Io uscir presto. Non lasciare che ti vedano qui, in visita a una morisca fuggiasca, e che ti colleghino a Brahim. Quanto gli sarebbe piaciuto che sua madre fosse l quel giorno! 
Hamid sciolse labbraccio e, prendendolo per le spalle, lo obblig a voltarsi l dove Fatima era appena comparsa: indossava una tunica di lino bianco avuta in prestito che contrastava con il suo incarnato scuro, con lo scintillio dei suoi immensi occhi neri e con i lunghi capelli adornati di minuscoli fiori colorati. La moglie di Karim le aveva regalato un delicato velo bianco che copriva la sua bella capigliatura. Fatima faceva sfoggio dei suoi meravigliosi diciassette anni. Al collo, l dove Hernando percep il palpitare del suo cuore, rifulgeva il gioiello doro proibito.
Le offr la sua mano e lei la strinse con forza, la stessa che aveva dimostrato fino a quel momento. Ed Hernando gliela strinse. Incrociarono e sostennero lo sguardo. Nessuno li interruppe, n os muoversi. Lui stava per dirle che lamava, ma la ragazza glielo imped con un cenno quasi impercettibile, come se volesse prolungare quel momento e godersi la vittoria. Quanto le era costato! Per qualche istante entrambi ricordarono le loro sofferenze: il matrimonio obbligato e la consegna di Fatima a Brahim...
Ti amo, afferm Hernando, pur intuendo i pensieri che popolavano la testa della sua futura moglie.
Fatima strinse le labbra. Anche lei indovinava quello che stava pensando lui. Hernando aveva sopportato la schiavit in nome dellamore che provava per lei.
E io amo te, ibn Hamid.
Sorrisero, e in quel momento la moglie di Karim sintromise
per metter loro fretta. Non era il caso di ritardare ulteriormente la cerimonia.
Hamid pronunci le formule di rito. Sembrava invecchiato; ogni tanto gli mancava la voce e pi di una volta dovette schiarirsela per recuperare il tono. Nel ricevere il grezzo anello di ferro, Fatima perse parte della sua presenza di spirito, della sua serenit: con mani tremanti cerc il dito giusto, poi abbozz un sorriso nervoso. Non ci furono feste e balli, n tantomeno un banchetto; si limitarono a pregare sottovoce verso la qibla, poi la coppia lasci calle de los Moriscos come una qualsiasi altra coppia. Fatima aveva tolto gli ornamenti dai capelli e al posto della tunica bianca aveva indossato il suo solito abito. Camminava con il velo in testa e un minuscolo fagotto tra le mani. Ce ne voleva per riempire la cassapanca! pens Hernando nel constatare quanto leggero fosse il suo bagaglio.
Nascosero la mano di Fatima allinterno del Corano, che a sua volta coprirono con il velo bianco piegato con cura da Fatima. In osservanza della tradizione, infilarono sotto il materasso un dolce di mandorle. Poi, per lennesima volta, lei percorse le due stanze, guardando di qua e di l, fantasticando sul suo futuro in quella casa, finch non si ferm alle spalle di Hernando, di fronte al catino, e fece scivolare con delicatezza la punta delle dita sulla superficie dellacqua pulita. Poi gli chiese di lasciarla sola fino allimbrunire.
Mi piacerebbe prepararmi per te.
Lui non pot vederla in volto, ma il tono sensuale della sua voce gli disse quanto desiderava sentire.
Celando la sua impazienza, ubbid e scese nelle stalle, che di domenica erano deserte; cera solo un guardiano, che poltriva nel cortile esterno. Passeggi lungo le scuderie dispensando pacche sui fianchi e sulle groppe dei puledri. Come si sarebbe preparata Fatima? Non possedeva pi la tunica bianca aperta sui fianchi con cui laveva ricevuto la loro prima notte damore, a Ugijar. Non cera nel fagotto! Trem al ricordo dei suoi seni duri e turgidi che, visibili in controluce, gli si erano mostrati, provocanti, attraverso la scollatura, quasi tremando al ritmo del suo desiderio...
Non era riuscito a scansarlo. Al suo passaggio uno dei puledri bradi appena arrivato dai pascoli aveva scalciato, raggiungendo di striscio il suo polpaccio. Hernando avvert un dolore acuto e si port le mani alla gamba; per fortuna, il puledro non era stato ancora ferrato e il dolore del calcio diminu a poco a poco. Stupido! borbott tra s il ragazzo, rammaricandosi della propria negligenza. Come aveva potuto dare pacche sulle groppe di animali che non erano abituati a quel genere di contatto? Il puledro si chiamava Saetta e il suo carattere focoso lasciava intendere che gli avrebbe dato pi problemi degli altri. Hernando gli si avvicin e Saetta stratton la cavezza che lo teneva legato al muro. Facendo attenzione alle zampe, temendo che scalciasse di nuovo, gli si affianc. Se ne stette l, tranquillo, attendendo pazientemente che lanimale si calmasse, dapprima senza dire nulla, poi cominciando a sussurrargli qualcosa non appena il puledro cess di lottare con tutte le sue cinghie e di muoversi inquieto nellesiguo spazio entro il quale si trovava confinato. Gli parl con dolcezza a lungo, come faceva con la Vecchia nella sierra. Non fece alcun tentativo di avvicinarsi n di portare la mano al collo per dargli una pacca. Saetta evitava di guardarlo, ma drizzava le orecchie ai cambiamenti del suo tono di voce. Stettero cos per diverso tempo. Il puledro non cedette; ostinato, rimase in tensione, la testa dritta, senza lasciar neanche lontanamente intendere di volerla inclinare per annusarlo o cercare un contatto.
Cederai, prima o poi, disse Hernando quando decise che non era il caso di andare oltre, e quel giorno, prosegu mentre lasciava la stalla facendo attenzione alle zampe del puledro, lo farai con tutto te stesso.
Andr proprio cos, Nel sentire quel commento Hernando si volse ed ebbe un sobbalzo. Don Diego Lopez de Haro e Jos Velasco lo stavano osservando. Il nobile indossava il vestito della domenica: calzoni rigonfi di diverse tonalit di verde sopra le ginocchia, calze e ciabatte di velluto; farsetto nero particolarmente stretto, senza maniche, camicia con gorgiera e polsini a pieghe, soprabito e spada alla, cintola. Jos, il suo lacch, gli stava di fianco, qualche passo dietro il guardiano. Da quanto tempo lo stavano osservando? Chiss se aveva detto qualcosa di sconveniente, mentre parlava al puledro. Gli aveva parlato in
arabo! Ti ha fatto male il calcio? indag don Diego guardandogli la gamba. Se avevano visto Saetta che lo colpiva, erano rimasti ad ascoltare fin dallinizio! 
No, eccellenza, tartagli.
Don Diego si avvicin e pos una mano sulla spalla del ragazzo con familiarit. Il contatto, tuttavia, intimid Hernando: aveva recitato delle sure! 
Sai perch si chiama Saetta? Lo scudiero reale non dovette aspettare la risposta. Perch  rapido ed energico come i fulmini, ma anche agile e grintoso, e si muove sollevando le zampe anteriori come se con le ginocchia e i garretti volesse toccare il cielo. Nutro grandi speranze su quel puledro. Occupati di lui. Occupatene al meglio. Dove hai imparato a trattare con i cavalli?
Hernando tentenn... Doveva raccontarglielo?
Sulla Sierra Nevada, tent di cavarsela.
Don Diego inclin leggermente la testa, in attesa di ulteriori spiegazioni.
Nella sierra gli unici ad avere cavalli erano i monfi, osserv di fronte al suo silenzio.
Con ibn... Aben Humeya, si vide allora obbligato a riconoscere. Mi sono occupato dei suoi cavalli.
Don Diego assent, la mano destra ancora posata sulla spalla di Hernando.
Don Fernando di Vlor e Cordova, sussurr. Raccontano sia morto affermando la sua cristianit. Don Giovanni dAustria ordin che il suo cadavere venisse riesumato dalla sierra e sepolto cristianamente a Guadix. Il nobile medit per qualche istante. Va, lo invit poi.Oggi  domenica, continuerai domani.
Hernando ferm lo sguardo sulle vetrate: il sole cominciava a tramontare. Fatima! Dopo un goffo inchino abbandon rapido le stalle.
Don Diego, tuttavia, continu a guardare fissamente Saetta.Ho visto molti uomini reagire con violenza quando un puledro 
li scalcia o si difende, disse al suo lacch senza voltarsi aguardarlo. In quel caso I i maltrattano e li castigano, ma riescono solo a indisporli. Al contrario, questo ragazzo gli si  avvicinato 
con tenerezza. Abbi cura di quel giovane, Jos. Sa quello che fa.
Hernando sal di corsa le scale che portavano alle stanze e buss alla porta.
Dovrai aspettare, gli disse Fatima dallinterno.
E' gi sera, si sent replicare con un tono estremamente ingenuo.
Dovrai aspettare comunque, ribatt lei con fermezza.
Passeggi su e gi lungo il corridoio di accesso alle stanze finch non si stanc. Cosa stava facendo? Temporeggi. Alla fine decise di sedersi per terra, giusto davanti alla porta. E se lavessero visto? Come avrebbe potuto giustificarsi? E se lavesse visto qualcuno degli altri lavoranti che vivevano nel piano superiore... Se fosse arrivato lo scudiero in persona? Era di sotto, nelle stalle! Cosa poteva aver sentito delle parole che lui aveva sussurrato al puledro? Era proibito parlare in arabo. Sapeva che i moriscos avevano presentato una petizione al consiglio cordovese, nella quale esponevano quanto fosse difficile per molti di loro dover abbandonare lunica lingua che conoscevano. Chiedevano una. moratoria nellapplicazione della prammatica reale per dare tempo, a chi non lo conosceva, di imparare lo spagnolo. La richiesta era stata respinta e chi parlava in arabo continuava a essere punito con multe e arresti. Che pena avrebbe potuto implicare recitare il Corano in arabo? Don Diego, per, non aveva detto niente. Era vero che l i cavalli erano lunica religione?
Qualche timido tocco sulla porta lo allontan da quei pensieri. Cosa voleva dire?
I tocchi si ripeterono. Fatima bussava da dentro.
Hernando si alz e apr la porta con delicatezza. Non era sbarrata.
Rimase di sasso.
Chiudi! gli intim la ragazza con un filo di voce e il sorriso sulle labbra.
Ubbid goffamente
In mancanza di una tunica, Fatima lo accolse nuda. La luce del tramonto e lo scintillio di una candela dietro di lei giocherellavano 
con la sua figura. Si era dipinta i seni con lhenn creando un disegno geometrico che saliva sul petto a forma di fiamma fino a lambire la punta delle dita della mano doro, che le pendeva nuovamente al collo. Aveva dipinto anche il contorno degli occhi, disegnando linee che ne mettevano in risalto la forma allungata. Un delizioso aroma di acqua di zagara avvolse Hernando mentre ripercorreva con lo sguardo il corpo snello e voluttuoso di sua moglie. Erano entrambi quieti, immersi in un silenzio rotto solo dai loro respiri affannosi.
Vieni, lo invit Fatima.
Hernando le si avvicin. Lei fece per muoversi verso di lui, che segu con la punta delle dita il disegno sui suoi seni. Poi, in piedi davanti alla moglie, gioc con i suoi capezzoli turgidi. Lei sospir. Quando afferr uno dei suoi seni, lei lo ferm e lo condusse in prossimit del catino. Poi cominci a spogliarlo delicatamente e gli lav il corpo.
Allora Hernando balbett qualche parola e si abbandon ai brividi che lo scuotevano non appena uno dei seni di Fatima sfiorava la pelle, ogni volta che le sue mani umide gli percorrevano sensualmente il petto, le spalle, le braccia, laddome o passavano tra le gambe.
E intanto lei gli parlava sommessamente, con dolcezza: ti
amo; ti voglio; fammi tua; prendimi; portami in paradiso... Alla fine, lo baci e gli si appese al collo.
Sei la donna pi bella del mondo, le disse Hernando.
Quanto ho aspettato questo...
Fatima gli imped di continuare: alz le gambe fino a cingergli la vita, rimase aggrappata a lui e si mosse delicatamente fino a trovare il suo pene eretto. Ansimarono allunisono quando lei scivol verso il basso e lui la penetr in profondit. Hernando, teso, con i muscoli rilucenti di sudore, le sostenne la schiena e lei si inarc, contorcendosi in cerca del piacere. Fu Fatima a imporre il ritmo: ascolt attentamente il suo respiro, i suoi sospiri e i suoi incomprensibili sussurri; varie volte si ferm e gli mordicchi il lobo delle orecchie e il collo, parlandogli per acquietare il suo impeto, promettendogli meraviglie per ricominciare, di nuovo, una danza ritmata sul suo membro. Alla fine, insieme raggiunsero lorgasmo.
Hernando grid; Fatima tocc lapice con un urlo pi forte di quello del marito.
Sul letto, portami sul letto, lo preg la ragazza quando lui fece per sollevarla e separarsene. Cos! Portami cos! Gli si strinse addosso ancora con pi forza.Insieme, gli ordin. Ti amo. Gli tir i capelli mentre lui la conduceva sul talamo. Non staccarti. Resta dentro di me...
Distesi, senza mai spezzare la loro unione, si baciarono e si accarezzarono finch Fatima sent che il desiderio rinasceva in Hernando. E fecero nuovamente lamore, con frenesia, come fosse la prima volta. Poi lei si alz e prepar limonata e frutta secca, che gli serv a letto. Mentre Hernando mangiava, gli lecc tutto il corpo muovendosi come una gatta finch lui si un al gioco, cercando di raggiungerla con la propria lingua mentre lei si muoveva.
Quella notte, insieme, percorsero pi di una volta i sentieri dellamore e del piacere.
...
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35.
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8 dicembre 1573, festa dellimmacolata Concezione.
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Erano trascorsi sette mesi dal matrimonio. Aisha aveva scontato i sessanta giorni di condanna ed Hernando aveva ottenuto dallamministratore il permesso che condividesse con loro le stanze sopra le scuderie, insieme a Shamir.
Fatima era incinta di cinque mesi. Quanto a Saetta, alla fine aveva ceduto alle cure e alle carezze del suo scudiero, che non gli parl mai pi in arabo. Gi durante la prima notte di nozze, mentre giacevano nel letto sudati, lui aveva spiegato a Fatima ci che gli era accaduto con il puledro e con don Diego.
Un cristiano sar sempre un cristiano, gli aveva risposto lei con un tono molto diverso da quello usato durante la notte. A renderla diffidente era stata laffermazione che i cavalli, in quel posto, fossero lunica religione. Maledetti! Non fidarti, amore mio: con i cavalli o senza, ci odiano e ci odieranno sempre.
Poi aveva cercato di nuovo il suo corpo.
Hernando lavorava dallalba al tramonto. Due volte al giorno doveva far girare i cavalli con la cavezza, perch facessero movimento. Usava una corda lunga e infilava nella bocca degli animali una verga verde spalmata di miele, aumentandone progressivamente il diametro fino a raggiungere quello di una lancia, perch si abituassero al freno di ferro a cui sarebbero stati obbligati un giorno. Caricava sacchi di sabbia sulla loro groppa, perch si abituassero al peso di un cavaliere. Nelle stalle li strigliava con una brusca, poi sollevava le zampe anteriori e posteriori e puliva gli zoccoli, preparandoli per i ferri. Saetta fu il primo ad accettare di lavorare nel cortile, con un sacco di sabbia sul dorso e una grossa verga nella bocca. Spesso, poi, qualche cavallerizzo gli chiedeva di accompagnarlo in citt, come faceva con Rodrigo.
Gli piaceva il suo lavoro, e i puledri sprizzavano salute e mansuetudine. Gli inservienti delle scuderie si stupirono della
sua proposta di introdurre un tipo di alimentazione complementare a quella riservata normalmente ai puledri, a base di paglia e avena: Saetta, brioso comera, doveva mangiare un pastone di fave o ceci lessati durante la notte con crusca e un pugno di sale, mentre altri puledri, pi compassati, dovevano integrare la propria alimentazione con grano o segale, sempre lessati la sera precedente fino a ottenere un pastone al quale bisognava aggiungere di nuovo crusca, sale e, in questo caso, olio. Nonostante i consigli del morisco avessero generato qualche che reticenza nelle scuderie, perch ne sconvolgevano le abitudini, don Diego valut che non potevano nuocere ai puledri in alcun modo, e quindi li accett. I risultati furono evidenti e immediati: Saetta, senza perdere la sua vitalit, si acquiet; i puledri pi indolenti acquistarono energia e allegria. Cavallerizzi, inservienti, maniscalchi e sellai rispettavano Hernando, e persino lamministratore era sempre pronto a concedergli tutto ci di cui poteva aver bisogno, come la buona parola perch Aisha potesse lavorare alla filatura della seta.
Quell8 dicembre del 1573, giorno dellImmacolata Concezione, gli inquisitori avevano in programma la celebrazione di un autodaf nella cattedrale di Cordova. Hernando e Fatima vivevano con preoccupazione lo scompiglio che lannuncio aveva causato tra la popolazione, compreso il personale delle scuderie, proprio come era successo nei due anni precedenti, quando quella data era stata scelta per lo stesso evento. Lanno prima si era raggiunto il culmine del fervore popolare e della curiosit morbosa: dopo un lungo processo, in cui si era rivelata necessaria la tortura, era stata emessa una sentenza contro sette streghe, tra le quali la famosa maga di Montilla, Leonor Rodriguez, nota come la Camacha. Dopo la sua abiura de levi, era stata condannata a ricevere cento frustate a Cordova e altre cento a Montilla, oltre allesilio da Montilla per dieci anni e allobbligo di prestare servizio in un ospedale di Cordova durante i primi due. In quelle giornate in cui si riusciva a percepire un fervore religioso persino tra gli animali, i moriscos cercavano di passare inosservati tra il resto della popolazione: la Cale 
infatti aveva confessato di aver appreso le arti negromantiche da una mora di Granada.
Ma quellanno n Iuno n laltra poterono rimanere estranei
alle intenzioni del tribunale dellInquisizione. La sera prima Abbas era andato a trovarli.Domani dobbiamo andare alla moschea per lautodaf, aveva annunciato bruscamente dopo averli salutati.
Hernando e Fatima si erano scambiati uno sguardo.
Sei sicuro? aveva chiesto il giovane. Che motivo abbiamo?
Ci sono diversi moriscos condannati.
Nonostante fosse di origine africana, Abbas andava molto daccordo con gli inquisitori. Lui stesso seguiva le istruzioni che aveva dato a Hernando e si proponeva ai suoi spietati vicini dellAlczar come il pi cristiano dei cristiani, al punto che non di rado veniva indicato come esempio di perfetta evangelizzazione di un maomettano. Anche la sua attivit lo aiutava a guadagnarsi la fiducia degli avari inquisitori e dei membri del Santo Uffizio: lo stipite di una porta che si era staccato, quella ringhiera di ferro che aveva ceduto, una decorazione danneggiata, le inferriate delle finestrelle delle prigioni... Tutte quelle piccole riparazioni erano affidate allabile maniscalco delle scuderie, che dichiarava di realizzarle per devozione, senza chiedere soldi in cambio.
Comunque, aveva insistito Hernando, per quale motivo dovremmo venire allautodaf?
Prima di tutto per la devozione e il rispetto che abbiamo nei confronti della Santa Inquisizione, aveva risposto con una smorfia il maniscalco. Credetemi,  importante che ci vedano l. Poi, voglio presentarti qualcuno. E in terzo luogo, ed  la ragione pi importante, per capire in prima persona perch i nostri fratelli sono stati processati e quali sono le pene a cui vengono condannati. Dobbiamo riferire ad Algeri in che modo lInquisizione tratta i musulmani in Spagna.
Fatima ed Hernando avevano alzato la testa insieme.
Perch? aveva domandato lui.
Abbas aveva chiesto la loro attenzione con un gesto.
Per ognuno dei nostri che sar condannato, i turchi castigheranno i cristiani prigionieri nei bagni di Algeri. S, proprio cos, aveva affermato vedendo lespressione di Hernando. E i cristiani lo sanno. Anche se lInquisizione non smetter di punire tutto ci che considera eresia,  un buon modo per fare
pressione, e forse potr influire stilla scelta di una condanna pi o meno dura. Lo so. Ho sentito che ne parlavano. Le notizie vanno e vengono. Noi le mandiamo ad Algeri e da l torna \ no, in bocca a gente che  stata rimessa in libert o a frati mercedari che sono andati a riscattare dei prigionieri. Si  sempre fatto cos: prima dei Re Cattolici, i corsari catturati in Spagna venivano lapidati o impiccati, con una risposta immediata allaltro lato dello stretto, dove i corsari giustiziavano qualche cristiano. Allora si arriv a un tacito accordo: la prigione a vita da entrambe le parti. Qualcosa di simile succede con lInquisizione. Qui a Cordova, prima dellarrivo dei granadini deportati non vivevano moriscos: adesso tocca a noi organizzare ci che in altri regni si sta facendo da anni.
Come facciamo a far arrivare le informazioni ad Algeri?
Ogni giorno pi di quattromila mulattieri moreschi attraversano la Spagna! Di continuo ci sono confratelli che si imbarcano per la Berberia. Nonostante il divieto per i moriscos di avvicinarsi alla costa, non  difficile ingannare la scarsa vigilanza dei cristiani. Attraverso i mulattieri, facciamo arrivare le notizie sulle condanne dellInquisizione ai monfi, agli schiavi e ai fuggitivi che si uniscono a loro per passare in Berberia. Sono loro che si incaricano di trasmetterle...
Ubaid  uno di loro? aveva sbottato Hernando, ricordando il racconto della madre su quanto era accaduto nella sierra.
Ti riferisci al Monco? aveva chiesto Abbas, aggrottando le sopracciglia.
S. Quelluomo ha giurato di ammazzarmi.
Fatima, sorpresa, aveva interrogato il marito con lo sguardo. Hernando non aveva voluto raccontarle quello che era successo sul camino de las Ventas. Lui e sua madre si erano limitati a dire che Brahim era fuggito e che Aisha era riuscita a scappare.
Hernando aveva preso la moglie per mano e assentito.
Ma che cosa ci fa Ubaid a Cordova? Quando hai saputo di lui? aveva insistito lei rivolta a Hernando, quando si era resa conto che quelluomo rappresentava una seria minaccia.
I monfi ci sono molto utili, era intervenuto Abbas, ma lo siamo di pi noi per loro. Senza laiuto che ricevono dai moriscos nelle campagne e nei posti in cui si nascondono, non potrebbero sopravvivere. Perch ha giurato di ucciderti?
Hernando gli aveva raccontato la storia, riferendogli le minacce del mulattiere di Narila contro Brahim e contro di lui, anche se aveva omesso di aver nascosto tra i finimenti della mula di Ubaid il prezioso crocefisso che gli era costato la condanna.
Adesso capisco! aveva commentato Abbas. Per questo ha tagliato la mano al tuo patrigno. Non riuscivamo a capire perch avesse reagito cos violentemente contro un fratello nella fede. E capisco anche la diffidenza di Hamid per il Sobahet e il Monco.
Allora Fatima aveva compreso, fissando due occhi neri e accusatori sul viso di Hernando.
Pensavamo che fosse meglio non dirtelo, aveva confessato lui, stringendole la mano pi forte. Ma tu come sai tutte queste cose? aveva aggiunto, rivolto al maniscalco.
Ti ho gi detto che siamo in contatto costante. Abbas si era portato la mano al mento e laveva strofinato ripetutamente. Cercher di sistemare questa storia. Lo obbligheremo a lasciarti in pace, te lo giuro.
Dato che sapete cos tanto dei monfi, era intervenuta allora Fatima con la preoccupazione dipinta sul volto, che cosa ne  stato di Brahim?
Si  ripreso, aveva risposto Abbas. Ho sentito dire che si era unito a un gruppo di uomini che cercavano di passare in Berberia.
Ed era andata proprio cos. Ci che nessuno sapeva, nemmeno gli uomini ai quali Brahim si era aggregato nella fuga, era che il dolore del suo arto mozzato era scomparso nel momento in cui lui aveva lanciato un ultimo sguardo alle terre di Cordova, ai piedi della Sierra Morena. Le costanti e tremende fitte al braccio erano andate diminuendo di fronte allira che lo aveva assalito in quel momento, mentre abbandonava ci che nella misera vita tra i cristiani aveva costituito il suo unico anelito: Fatima. A distanza aveva immaginato la moglie, che gli anziani gli avevano portato via, tra le braccia del Nazareno, abbandonata a lui, intenta a offrirgli il proprio corpo, forse gi con il seme
del bastardo nel ventre...Giuro che torner a riprenderti! aveva mormorato Brahim, guardando verso la pianura.
Era passata da poco lora terza di un giorno freddo ma soleggiato. Hernando ebbe un attimo di esitazione mentre varcava puerta del Perdon, nella moschea di Cordova. Fatima se ne rese conto subito, mentre Abbas avanzava di qualche passo. Ci nonostante, la folla che si accalcava dietro di loro li spinse verso linterno, mentre le campane suonavano a festa nellantico minareto musulmano trasformato in campanile.
Hernando viveva a Cordova da tre anni ed era passato decine di volte vicino alla moschea: in alcune occasioni si limitava a tenere gli occhi fissi a terra, in altre guardava di sottecchi i muri che, come in una fortezza, circondavano larea di preghiera dei califfi dOccidente e di migliaia di fedeli. Grazie a loro, Cordova si era trasformata nel faro che irradiava la vera fede verso il Ponente della cristianit.
Ma non aveva mai osato entrarvi. Nella cattedrale si contavano pi di duecento sacerdoti, senza dimenticare i membri del Capitolo, che ogni giorno officiavano pi di trenta messe nelle diverse cappelle.
Abbas torn vicino a loro nel momento in cui, superato lingresso a cupola che si apriva oltre il grande arco ogivale della porta, Hernando e Fatima furono sospinti dalla fiumana di gente nel giardino del grande chiostro antistante lentrata della cattedrale, tra aranci, cipressi, palme e ulivi. Il maniscalco, pensando di indovinare i pensieri del giovane, strinse le labbra e gli fece un gesto per incoraggiarlo a proseguire. Fatima, acconciata con il velo bianco che aveva indossato il giorno delle nozze, si aggrapp al braccio del marito.
Il giardino del chiostro aveva la forma di un grande rettangolo chiuso, circondato da gallerie di archi su colonne lungo tre dei suoi lati. Le sue dimensioni coincidevano con quelle della facciata settentrionale della cattedrale. Malgrado la frescura degli alberi e delle fontane del giardino, i tre moriscos si sentirono a disagio alla vista delle centinaia di sambenitos, gli scapolari infamanti fatti indossare ai condannati dal Santo Uffizio, appesi alle pareti clcl chiostro, come inequivocabile e permanente 
monito del fatto che lInquisizione vigilava e puniva leresia. Ai tempi dei musulmani, i fedeli si purificavano e si dedicavano alle abluzioni in quattro lavatoi, due per le donne e due per gli uomini, che il califfo al Hakam aveva fatto costruire fuori dalla moschea, di fronte alle facciate orientale e occidentale. Quindi accedevano alla sala di preghiera attraverso le diciannove porte che si aprivano sui lati, una per navata, e che i cristiani avevano murato. Cos quel giorno entrarono attraverso la porta dellarco de las Bendiciones, lunica rimasta aperta sul giardino, dove si consacravano gli stendardi delle truppe che partivano a lottare contro i musulmani. Giunti allinterno, aspettarono che i loro occhi si abituassero alla luce delle lampade appese al soffitto, alto meno di trenta piedi. Perfino Abbas, pur essendovi entrato pi volte, non pot che unirsi allo sbigottimento che immobilizz Fatima ed Hernando, mentre la gente entrava in massa, un po scansandoli e un po spingendoli. Un bosco di quasi un migliaio di colonne allineate, unite tra loro da archi doppi, gli uni sopra gli altri, si dischiudeva davanti a loro in unalternanza di rosso e ocra, e li invitava alla preghiera! 
Rimasero raccolti alcuni istanti, respirando il forte odore di incenso. Hernando era assorto in contemplazione dei capitelli visigotici o romani, tutti differenti, che sormontavano le colonne dove esse si univano agli archi. Fatima avanzava sempre affiancata dai due uomini.
Non c altro Dio allinfuori di Allah, e Maometto  il suo profeta, sussurr allora, come se una forza esterna, magica, lavesse obbligata a pronunciare quelle parole.
Sei pazza? la redargu Abbas, guardandosi intorno per vedere se qualcuno lavesse sentita.
S, rispose Fatima ad alta voce, mentre avanzava ebbra verso linterno della moschea, accarezzando il suo ventre prominente.
Abbas rivolse uno sguardo a Hernando, supplicandolo che impedisse alla moglie di commettere qualche sciocchezza.
Fallo per nostro figlio, la preg lui, dopo averla raggiunta e aver posto una mano sul ventre della ragazza. Fatima sembr svegliarsi. Un giorno ti ho giurato che avrei messo i cristiani ai tuoi piedi, oggi ti giuro che un giorno pregheremo lunico
Dio in questo luogo santo. Lei socchiuse gli occhi. Quella promessa non le sembr sufficiente. Lo giuro nel nome di Allah, aggiunse Hernando a voce bassa.
Ibn Hamid, gli rispose lei, senza alcuna precauzione. La gente continuava a passare accanto a loro, chiacchierando eccitata per lautodaf a cui avrebbe assistito. Ricorda sempre il giuramento che hai appena fatto e rispettalo, qualunque cosa succeda.
Abbas sospir di sollievo quando vide cha Fatima si stringeva di nuovo al braccio del marito.
Non riuscirono ad andare molto pi avanti: ormai migliaia di persone circondavano la zona in cui si stava costruendo la nuova cattedrale rinascimentale, con la pianta a croce, sostenuta da grandi pilastri e archi rampanti in stile gotico. Sorgeva nel cuore dello spazio di preghiera dei musulmani nella navata centrale che conduceva al mihrab e perforava il centro del tetto della moschea, per poi emergere in forma imponente al di sopra di essa e raggiungere quindi le tanto anelate proporzioni che i cristiani ricercavano nei propri templi. Quella enorme costruzione, iniziata molti anni prima e non ancora terminata, era destinata a sostituire la primitiva chiesetta, eretta anchessa allinterno della moschea, dove si trovava la qibla dellampliamento realizzato da Abd al Rahman. Ledificazione della nuova cappella maggiore aveva provocato il rifiuto del consiglio cittadino cordovese: alcuni dei suoi membri temevano infatti che la nuova costruzione eliminasse le loro cappelle o i loro altari; in contrasto con il Capitolo della cattedrale, i Ventiquattro e i consiglieri di Cordova avevano emesso un bando che condannava a morte qualunque operaio si dichiarasse disponibile a lavorare nel cantiere della nuova chiesa. Limperatore Carlo V aveva posto fine al contenzioso, autorizzando la nuova costruzione.
Tra bisbigli, risate e chiacchiere si aspettava che entrassero tutti i fedeli, molti dei quali dovettero rassegnarsi a rimanere nel giardino del chiostro, ma si attendeva soprattutto larrivo del tribunale del Santo Uffizio, dei membri del Capitolo della cattedrale e del consiglio cittadino. E gli imputati. Hernando ebbe il tempo di osservare linterno del grandioso edificio, che poteva contenere .migliaia di persone. A parte il giardino, la
pianta della moschea era quasi quadrangolare. Nella parte centrale era in costruzione il nuovo altare, completamente circondato da centinaia di colonne e archi doppi che combinavano il rosso e locra. Lo spazio che rimaneva tra lultima linea di colonne e i muri della moschea era stato sfruttato dai nobili e dai prebendati cristiani per aprire varie cappelle dedicate ai santi e ai martiri della loro religione. Proprio come succedeva in lungo e in largo nelle strade della citt, altari, crocefissi, quadri e immagini religiose erano esposti al fervore popolare come simbolo del potere dei casati nobili, che li pagavano e li arricchivano con elemosine e lasciti. Ovunque si volgesse lo sguardo, ci si imbatteva in blasoni e simboli araldici di nobili, cavalieri e principi della Chiesa: scolpiti nelledificio stesso, su pareti, archi e colonne; lavorati nel ferro battuto delle infinite inferriate che chiudevano le cappelle perimetrali; nelle lapidi sepolcrali, quasi tutte a livello del pavimento; nei retablo e nei dipinti delle cappelle o in qualsiasi sostegno, per insignificante che potesse sembrare: serrature, lampade, batacchi, scrigni, sedie... oltre a quelli che comparivano sugli scudi di guerra e sugli elmi dei cavalieri castigliani, tedeschi, polacchi o boemi appesi ovunque, in segno di gratitudine per le vittorie ottenute in nome del cristianesimo.
Musulmano tra cristiani, cos si sent Hernando al suono della musica dellorgano e ai canti del coro che annunciava lentrata del vescovo, dellinquisitore di Cordova e del governatore della citt, ognuno accompagnato dal proprio seguito e dagli imputati. Proprio come quella costruzione, aggiunse tra s, accarezzando una delle colonne: il fervore cristiano si mostrava in tutto il perimetro del tempio, dove si trovavano le cappelle. Lo spazio che si apriva davanti a esse, con le sue mille colonne e gli archi ocra e rossi, lodava la magnificenza di Allah. Mentre al centro, ecco la nuova cappella maggiore con il coro, di nuovo cristiana.
Hernando alz lo sguardo verso il soffitto della cattedrale: i cristiani cercavano di avvicinarsi a Dio attraverso le loro costruzioni, innalzandole fino a dove le loro capacit tecniche lo consentivano: massicce alla base, slanciate in alto. Eppure la moschea di Cordova rappresentava un prodigio dellarchitettura musulmana, il risultato di un audace esercizio costruttivo
nel quale il potere di Dio arrivava a discendere sopra i suoi credenti. La sezione degli archi superiori delle doppie arcate, che riposavano sulle colonne della moschea, era larga il doppio della sezione che li sorreggeva. Al contrario di quanto succedeva nelle costruzioni cristiane, nella moschea la base massiccia, il peso, si trovava al di sopra delle colonne, in evidente e aperta sfida alle leggi di gravit. Il potere di Dio era situato in alto, la debolezza dei credenti che pregavano nella moschea in basso.
Chiss per quale ragione i cristiani non avevano demolito ogni traccia di quella religione che tanto odiavano, come avevano fatto con la maggior parte delle moschee cittadine, si chiedeva con lo sguardo ancora fisso sugli archi doppi al di sopra delle colonne. Il Capitolo della cattedrale di Cordova era uno dei pi ricchi di Spagna, come anche i nobili della citt, e per affrontare un progetto come quello ci voleva di sicuro devozione. Avrebbero potuto ideare la costruzione di una grande cattedrale, come quelle di Granada o Siviglia, e invece avevano consentito che la memoria musulmana sopravvivesse in quelle colonne, nei soffitti bassi, nella disposizione delle navate... nello spirito della moschea! Qui dentro si respira un senso di unione magica, a prescindere dalla gente, sospir.
Nessuno di loro riusc a vedere lautodaf che si celebrava su un palco nei pressi dellantico altare maggiore: solo le file pi vicine alle guardie che proteggevano i notabili poterono assistere allatto. Tuttavia riuscirono ad ascoltare la pubblica lettura delle accuse e delle sentenze, prive di dettagli, concise, in cui ci si limitava a menzionare le colpe e le condanne imposte contro quarantatr imputati del regno di Cordova, ventinove dei quali moriscos, su cui il tribunale esercitava la propria giurisdizione: i cristiani ascoltavano in silenzio la lettura, e poi applaudivano o fischiavano le pene con cui terminava ogni esposizione.
Duecento frustate a un cristiano di Santa Cruz de Mudela, il quale aveva sostenuto che laffermazione del Credo secondo cui Dio verr a giudicare i vivi e i morti fosse falsa. E' gi venuto una volta, sosteneva limputato. Perch dovrebbe tornare? Varie pene, sempre a base di frustate, ad altri cristiani colpevoli di aver affermato in pubblico che le relazioni carnali non erano peccato, come non lo era vivere in concubinato senza 
essere sposati; duecento frustate e galera per tre anni a un residente di Andujar per bigamia; multa a un tessitore di Aguilar de la Frontera per aver dichiarato che linferno esisteva solo per i mori e i senza speranza: Perch dovrebbero andare allinferno i cristiani, se esistono i mori?; multa e pubblico ludibrio con corda e bavaglio per un altro uomo reo di aver sostenuto che non fosse peccato fare lamore con una donna a pagamento; condanne minori con multe e scapolari per vari uomini e donne che avevano bestemmiato o messo in dubbio lefficacia della scomunica, oppure proferito parole sconce, scandalose o eretiche. Confisca dei beni, frustate e galera a vita nel caso di due francesi seguaci della setta di Lutero ed esecuzione in effigie per tre abitanti di Alcal la Real che avevano rinnegato la religione cattolica ad Algeri, dopo essere caduti prigionieri dei corsari.
Elvira Bolat, cit il notaio dopo i condannati di Alcal, cristiana nuova di Terque...
Elvira! sfuggi a Fatima. Un uomo e una donna che si trovavano davanti a loro si girarono sorpresi, prima verso la ragazza e poi verso Hernando, al quale lei cercava di dare una spiegazione: Era mia amica prima che...
Abbas si fece un ostentato segno della croce.
Donna, la interruppe bruscamente Hernando, mentre si faceva il segno della croce imitando il maniscalco, rinuncia a questo tipo di amicizie della tua infanzia. Non ti sono utili. Prega per lei, continu stringendole il braccio. Prega per lintercessione della Vergine Maria, perch Nostro Signore la guidi sul cammino del bene.
Luomo che si era girato verso di lei assent, dimostrandosi daccordo con il rimprovero, poi lui e la moglie tornarono a prestare attenzione alla lettura.
Multa, scapolario penitenziale e cento frustate. Cinquanta a Cordova e altre cinquanta a Ecija, dove viveva Elvira, per cose da mori. Una simile sorte scapolari, periodi di catechesi nelle parrocchie e cento o duecento frustate, a seconda del sesso tocc agli altri moriscos imputati, che si riconciliarono tutti con la Chiesa dopo aver riconosciuto gli errori e le eresie commessi. Laccusato successivo era uno schiavo recidivo, catturato mentre cercava di fuggire in Berberia e che era rimasto fedele
alla setta di Maometto, senza tentennamenti: il rogo. La folla, acclamando, scoppi in un applauso. Ormai lo spettacolo era garantito! Il rogo delle tre effigi degli apostati di Alcal, prigionieri ad Algeri, non soddisfaceva nessuno, mentre quello dello schiavo impenitente, vivo, che per il fatto di insistere nella sua posizione sarebbe arso senza la grazia di essere precedentemente strozzato con la garrota, li attirava eccome! 
Cos ci pronunciamo e dichiariamo.
I membri del tribunale posero fine allautodaf e i colpevoli furono consegnati al braccio secolare, perch eseguisse le condanne imposte. Prima ancora di sentire lultima parola la gente correva gi verso il Quemadero, dove erano allestite le pire, nel campo del Marrubial, ai limiti orientali della citt. Bisognava attraversare tutta Cordova.
La confusione creata dalla folla permise a Hernando di rivolgersi ad Abbas senza cautele. Si sentiva disgustato. Uomini e donne di ogni et si spingevano, ridevano e gridavano.
Un moro in meno! sent dire da uno di loro.
Un coro di grasse risate accolse le sue parole.
Dobbiamo andare a vedere anche come bruciano uno dei nostri? chiese allora Hernando.
No, perch ci aspettano in biblioteca, rispose il maniscalco con una certa freddezza, ma dovremmo farlo, Hernando si rese subito conto dellerrore commesso. Quelluomo morir rivendicando la vera religione davanti a migliaia di cristiani esaltati, avidi di sangue e vendetta. Pensa che i credenti musulmani condannati oggi si sentono orgogliosi per questo. Le donne, con la scusa del freddo, chiederanno scapolari penitenziali con cui vestire i loro bambini, perch le accompagnino, dimostrando cos a tutti noi che non hanno dimenticato il loro Dio, che il culto  sempre vivo tra i credenti nellIslam. Fatima ascoltava con gli occhi socchiusi e le mani sul ventre. Hernando fece cenno di chiedere scusa, ma Abbs non glielo permise. Qualche tempo fa abbiamo saputo che, pochi giorni dopo la celebrazione di un autodaf a Valenza, il boia che aveva eseguito le condanne si  recato nel paesino di Gestalgar, sulle montagne, per riscuotere dai nostri fratelli gli onorari del suo infame lavoro. Uno di loro si  rifiutato, perch non era stato fustigato. Dopo che lerrore  stato accertato, luomo ha ricevuto 
cento frustate davanti alla sua famiglia e ai suoi compaesani, e solo allora, con la schiena ridotta a carne viva, ha pagato il boia. Avrebbe potuto pagare ed evitare le frustate, ma ha preferito subire la condanna come i suoi confratelli. Questo  il nostro popolo! Il maniscalco lasci passare un momento, mentre abbracciava con lo sguardo il bosco di colonne e arcate bicolori, come se quelle testimonianze del potere musulmano potessero ratificare quanto aveva affermato.Andiamo, disse poi.
Attraversarono lantica moschea tra i ritardatari e coloro che, per una qualsiasi ragione, non potevano presenziare allesecuzione delle condanne. Le autorit se nerano andate. Girarono intorno alla crociera della cattedrale in costruzione, i cui bracci erano stati adattati alle dimensioni delle originarie navate musulmane, e oltrepassarono le tre piccole cappelle rinascimentali situate nel coro. La cappella principale era gi stata finita, ma la cupola ellittica destinata a coprirla non ancora, per cui le impalcature reggevano un soffitto provvisorio. Da l si diressero verso langolo sudorientale dove, in una magnifica cappella, s trovava la ricchissima biblioteca della cattedrale che ospitava centinaia di documenti e libri, tra cui antichi manoscritti risalenti a pi di ottocento anni prima. Il recinto era circondato da una meravigliosa inferriata in ferro battuto, ma la porta era aperta.
Tua moglie  capace di aspettarci qui senza fare sciocchezze? 
chiese Abbas, che aveva gi varcato la soglia.
Fatima sembr voler rispondere per le rime al maniscalco,
ma Hernando glielo imped con un gesto. S, rispose.
Riesce a capire che dalla nostra discrezione dipende la vita di molti uomini e donne?
S, lo capisce, conferm di nuovo Hernando, mentre Fatima annuiva mortificata.
Allora andiamo. I due uomini oltrepassarono la cancellata che dava accesso alla biblioteca e si fermarono. Allinterno, gli scaffali contenevano centinaia di tomi rilegati e rotoli di pergamena. Cerano alcuni tavoli per la lettura e, tra due di essi, sostava un gruppetto di cinque sacerdoti. Non appena il maniscalco si rese conto della riunione che si teneva allinterno della biblioteca, cerc di indietreggiare, ma uno dei sacerdoti si ac
corse della loro presenza e li chiam. Abbas, con la sua mole, intrecci le mani in gesto di preghiera, se le port al petto e chin il capo. Hernando lo imit, e i due si diressero verso il gruppo.
Che cosa volete? chiese, innervosito, quello che li aveva chiamati, prima ancora che raggiungessero gli altri sacerdoti.
Lo conosco, don Salvador, intervenne allora un altro, il pi anziano, calvo, robusto e basso, ma con una voce soave che contrastava col suo aspetto. E' un buon cristiano e collabora con lInquisizione.
Buongiorno, don Julin, lo salut Abbas. Hernando farfugli un saluto.
Buongiorno, Jeronimo, rispose il sacerdote. Come mai da queste parti?
Uno dei religiosi si diresse a uno scaffale per prendere un libro, mentre gli altri, a eccezione di don Salvador che li scrutava, prendevano parte alla scena in modo piuttosto distaccato. Tuttavia le parole di jeronimo richiamarono la loro attenzione.
Tempo fa... Abbas si schiar la voce due o tre volte.... tempo fa, quando arrivarono i moriscos di Granada, mi chiedeste di cercare tra loro un buon cristiano che sapesse anche scrivere bene in arabo e di portarvelo. Si chiama Hernando, aggiunse il maniscalco, prendendo per il braccio il suo accompagnatore e obbligandolo a fare un passo avanti.
Scrivere in arabo! Hernando sent su di s persino gli occhi del Cristo crocefisso che sovrastava la biblioteca. Abbas doveva essere impazzito. Hamid gli aveva insegnato i rudimenti della lettura e della scrittura nel linguaggio universale che univa tutti i credenti, ma da l a essere presentato nella biblioteca della cattedrale come un esperto della lingua... Qualcosa lo spinse a voltarsi verso lentrata, dove Fatima stava ascoltando. La ragazza lo incoraggi con un impercettibile gesto delle labbra.
Bene, bene... inizi a dire don Julin.
Non  troppo giovane per saper scrivere in arabo? lo interruppe don Salvador.
Hernando percep un gesto di inquietudine di Abbas. Non aveva pensato a che cosa poteva succedere? Non si era preparato? Not lavversione die trasudava dalle parole di don Salvador.
Avete ragione, padre, rispose con umilt, voltandosi verso di lui. Credo che il mio amico sopravvaluti le mie scarse conoscenze,
Don Salvador alz la testa davanti agli occhi azzurri del morisco. Sembr dubitare qualche istante.
Anche se sono scarse, dove le hai acquisite?gli chiese poi, con un tono forse un po diverso da quello usato fino ad allora.
Nelle Alpujarras. Il parroco di Juviles, don Martin, che Dio labbia in gloria, mi insegn quanto sapeva.
Per nessuna ragione al mondo avrebbe parlato di Hamid. Per quanto riguardava il povero don Martin... limmagine della madre che lo accoltellava gli pass nella memoria come un lampo. Che cosa potevano sapere i membri del Capitolo della cattedrale di Cordova sul parroco di un paesino sperduto nelle montagne di Granada?
E come mai un parroco cristiano sapeva larabo? intervenne il sacerdote pi giovane del gruppo.
Don Julin voleva rispondere, ma don Salvador lo anticip: tutti sembravano rispettarlo.
E' possibilissimo, afferm.Gi parecchi anni fa il re ha ritenuto opportuno che i predicatori conoscessero larabo per poter evangelizzare gli eretici: molti di loro ignorano il castigliano e non sono capaci neppure di esprimersi in aljamiado, soprattutto a Valenza e Granada. Bisogna conoscere larabo per poterne contraddire gli scritti polemici, per sapere che cosa sostengono. Bene, ragazzo, mostraci le tue conoscenze, per scarse che siano. Padre, aggiunse rivolgendosi a don Julin, passatemi lultimo manoscritto polemico che  finito nelle nostre mani.
Don Julin tentennava, ma don Salvador lo sollecit con le dita della mano destra, tesa verso di lui. Hernando sent il sudore freddo lungo la schiena ed evit di guardare Abbas, ma si volt verso Fatima che gli strizz locchio dallaltra parte della cancellata. Come faceva a strizzargli un occhio in quel momento? Che cosa voleva dirgli? La moglie lo incoraggi con un movimento del mento e un sorriso, e allora cap. Perch no? Che cosa sapevano di arabo, quei preti? Non avevano forse bisogno di lui come traduttore?
Prese il foglio sciupato che don Julin gli tendeva e gli diede
unocchiata. Si trattava di un arabo colto, dellarabo di una zona al di fuori di al Andalus, diverso da quello dialettale che si era radicato in Spagna nel corso dei secoli come Hamid ripeteva fino alla nausea. Qual era largomento dello scritto?
E stato scritto a Tunisi, annunci con sicurezza mentre cercava di capire che cosa dicesse, e tratta della Santissima Trinit, aggiunse quando comprese i caratteri.Pi o meno dice cos: Nel nome di chi giudica nella verit, sinvent, fingendo di leggere, di colui che conosce ogni cosa, del Clemente, del Misericordioso, del Creatore...
Daccordo, daccordo, lo interruppe don Salvador rabbuiato, con una smorfia. Evita tutte quelle bestemmie. Che cosa dice del dogma della Trinit?
Hernando cerc di decifrare lo scritto. Conosceva perfettamente il contenuto della disputa tra musulmani e cristiani: Dio  solo uno. Ma, allora, con quali argomenti  cristiani potevano sostenere che esistessero tre divinit, padre, figlio e spirito santo, in una sola? Poteva parlare di quella polemica senza bisogno di verificare il contenuto esatto del testo, ma... si segn due volte con solennit, poi allontan il foglio che aveva in mano.
Padre, desiderate davvero che ripeta qui, e si gir verso la cattedrale, in questo luogo sacro, ci che compare scritto su questo documento? Per molto meno, stamattina sono state condannate diverse persone.
Hai ragione, ammise don Salvador. Don Julin, aggiunse rivolgendosi al suo confratello, fatemi una relazione sul contenuto di quel documento. Hernando riusc a sentire il sospiro che usciva dalle labbra di Abbas. Dove lavori? gli chiese.
Nelle scuderie reali.
Don Julin, parlate con lo scudiero reale, don Diego Lopez de Haro, perch questo giovane possa insegnarci larabo e aiutarci con libri e documenti, pur continuando a lavorare con i cavalli del re. Comunicategli che sia il vescovo sia il Capitolo della cattedrale gliene saranno grati.
Lo far, padre.
Potete andare, disse don Salvador a Hernando e Abbas,
congedandoli. Fatima sorrise al marito mentre usciva dalla biblioteca.
Bene! sussurr.
Silenzio! sibil Abbas.
Si diressero verso puerta de San Miguel, allestremit occidentale della moschea. Hernando e Fatima seguirono il maniscalco lungo tutto il muro maestro meridionale delledificio. Passarono davanti alla cappella di don Alonso Fernndez di Montemayor, giudice supremo della frontiera ai tempi di re Enrico secondo, e Abbas si ferm.
Questa cappella, consacrata a san Pietro,  costruita sul vestibolo del mihrab di al Hakam secondo, li inform, mentre faceva una devota genuflessione e invitava Hernando e Fatima a imitarlo. I tre rimasero inginocchiati per qualche istante, appena oltre i magnifici archi poliboli, diversi da quelli a ferro di cavallo del resto della moschea: davano accesso al vestibolo in cui un tempo si trovava la maqsura, la zona riservata al califfo e alla sua corte. L dietro, indic Abbas con il mento, si trova il mihrab, che ora  usato come tabernacolo della cappella, dove il re proib qualunque sepoltura cristiana. I resti di don Alonso, il protetto del re, erano conservati in un semplice e grande sarcofago di pietra. Qui s:  questo il posto, sussurr a Fatima il maniscalco.
Allah  grande, sillab la giovane, nascondendo la faccia mentre si alzava. Ciascuno, a modo suo, cerc di immaginare laspetto del famoso mihrab di al Hakam secondo di fronte al quale erano inginocchiati e che sembrava profanato, trasformato in semplice e ordinaria sacrestia della cappella di San Pedro. L, nel mihrab, un tempo si leggeva il Corano. Lesemplare del Corano conservato nella camera del Tesoro veniva trasferito ogni venerd nel mihrab e appoggiato su un leggio di aloe verde con chiodi doro. Era stato scritto a mano dal Principe dei Credenti, Uzman ibn Affan, e decorato con oro, perle e rubini: il suo peso era tale che richiedeva due uomini per essere trasportato. Tanto nel vestibolo quanto nel mihrab il califfo, coerente con la magnificenza della cultura cordovese, aveva ordinato la combinazione di diversi stili architettonici, fino a ottenere un insieme di incomparabile bellezza. La nicchia in cui si custodiva il Corano si raggiungeva passando sotto unelaborata cupola ottagonale 
di stile armeno, i cui archi non si univano nel centro ma si incrociavano lungo le pareti. Era presente anche Bisanzio, con i suoi marmi venati o bianchi e soprattutto con i mosaici colorati, costruiti con materiali importati da artigiani venuti espressamente dalla capitale dellimpero dOriente. Iscrizioni coraniche in oro e marmi bizantini, arabeschi, elementi grecoromani e anche cristiani, grazie ai maestri che avevano dato il proprio apporto alla costruzione: tutto aveva contribuito a rendere il luogo in cui era collocata la cappella di San Pedro uno dei pi belli delluniverso.	
I tre pregarono in silenzio per alcuni istanti e, assorti, lasciarono la moschea attraverso puerta de San Miguel. Uscirono in calle de los Arquillos, dove si trovava il palazzo episcopale, costruito sullantica reggia dei califfi di Cordova. Passarono sotto uno dei tre archi sui quali si appoggiava il ponte che sovrastava la via e che univa lantico palazzo alla cattedrale, e continuarono in direzione delle scuderie. Dopo che ebbero superato lAlczar, la fortezza dei Re Cattolici, Hernando decise di affrontare largomento.
Non posso tradurre quei documenti, sbott. Sono scritti in arabo colto. Come faccio a insegnare larabo colto a un sacerdote?
Abbas fece alcuni passi senza rispondere. Si sentiva un po scoraggiato. Latteggiamento di Fatima, troppo audace e incosciente, non lo aveva convinto, ma ci nonostante tutti confidavano in lei. Inoltre, riconobbe, non era stato lui stesso ad averle appena segnalato il luogo in cui si nascondeva il mihrab, esortandola a pregare? In fondo non condividevano tutti gli stessi sentimenti?
IL il contrario, confess il maniscalco, ormai vicino alla porta delle scuderie. E' don Julin che deve insegnare a te larabo colto, quello del nostro libro divino. Hernando si ferm di colpo, la sorpresa dipinta sul volto.
S, conferm Abbas. Quel sacerdote, don Julin,  uno dei nostri fratelli ed  il pi colto dei musulmani di Cordova.
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36.
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Negli stessi giorni in cui Aisha venne rimessa in libert, dopo essere stata arrestata nella Sierra Morena, Brahim abbandon il gruppo di monfi del Sobahet insieme a due degli schiavi fuggiaschi che lo componevano. Lo sputo lanciatogli dalla moglie prima di abbandonare laccampamento si era aggiunto al dolore che provava al braccio. Non appena Aisha era scomparsa tra gli alberi, i monfi si erano rimessi in cammino e Brahim aveva dovuto trascinarsi dietro di loro: non poteva rimanere solo tra le montagne e neppure tornare a Cordova sconfitto e monco, quindi li aveva seguiti, sempre a una certa distanza, come un cane maltrattato. Il Sobahet glielo permise. Ubaid rideva di lui e gli lanciava i resti di ci che mangiava. Perci, quando sent che due uomini stavano progettando di fuggire in Berberia, si un a loro e insieme si diressero verso la costa valenzana. Per lunghi giorni rubarono cibo e chiesero aiuto nelle case moresche, cercando sempre di evitare le pattuglie della Santa Hermandad che sorvegliavano quelle antiche strade romane, ormai abbandonate. Camminarono verso est, fino ad Albacete. Da l presero la strada che portava a Xtiva, per continuare poi fino ai centri costieri del regno di Valenza, situati tra Cullera e Gandia, popolati quasi esclusivamente da moriscos.
Nonostante lo sforzo dei vari vicer di Valenza, il flusso di moriscos che lasciavano quelle coste alla volta della Berberia era costante e incoraggiato dai corsari che accorrevano a saccheggiare il regno. Gli spagnoli rendevano la vita impossibile ai cristiani nuovi, gi obbligati al battesimo, ma non permettevano nemmeno che fuggissero in terra musulmana; oltre ai nobili e ai proprietari terrieri, che sarebbero rimasti senza manodopera a buon mercato, cera la Chiesa, impegnata a salvare le loro anime. Come aveva sostenuto il duca di Gandia, Francesco Borgia, generale dei gesuiti, pronunciandosi affinch tante anime che si poti-ebbero perdere, non si perdano. Ma i moriscos 
si preoccupavano di salvare le proprie anime gi da s... anche se nelle terre dove si lodava Maometto, e i loro fratelli valenzani aiutavano quanti avevano in mente di imbarcarsi per la Berberia, decisi ad abbandonare i regni che erano stati di loro propriet per otto secoli.
Brahim e i suoi compagni, insieme ad altri cinque o sei moriscos, vi riuscirono allalba di una mattina di settembre, quando una cinquantina di corsari fece unincursione sulla costa per saccheggiare i sobborghi di Cullera, usando una tattica abituale: protette dalloscurit, tre galeotte si erano ancorate oltre la foce del fiume Jucar, dove gli uomini sbarcarono lontano dal luogo che volevano attaccare. Il giorno dopo, allalba, si diressero a piedi verso il loro obiettivo. A eccezione degli eventuali attacchi perpetrati da una grande armata corsara, le incursioni terrestri di solito si basavano sulla sorpresa e la velocit. I saccheggi dovevano durare un tempo relativamente breve, inferiore al tempo necessario per lanciare il segnale dallarme della citt presa dassalto e di quelle circostanti: i corsari non volevano affrontare una battaglia. Poi le galeotte accorrevano a recuperarli, insieme al bottino, in un punto vicino e convenuto in precedenza.
Quella notte, unavanguardia di corsari sinoltr nella regione per incontrarsi con i moriscos e ottenere da loro informazioni per lincursione: ai cristiani nuovi era proibito avvicinarsi al litorale, pena tre anni di galera. Fu in quelloccasione che Brahim, i due schiavi e altrettanti moriscos si unirono alla spedizione. Li accompagnavano due uomini pratici del terreno, con lo scopo di indicare ai corsari le vie per arrivare a Cullera.
Dammi una spada, mi piacerebbe venire con voi, chiese il mulattiere a un uomo che sembrava essere il capo, di ritorno alla spiaggia sulla quale i corsari rimanevano nascosti, in attesa dellalba. Le galeotte erano ancora in alto mare, per non essere avvistate.
Morisco e monco? comment il corsaro freddamente. Che non ti passi per la testa di metterti in mezzo! 
Brahim strinse i denti e si diresse verso i moriscos che sedevano lontani dai corsari, sulla sabbia, in silenzio.
Che cosa guardi? chiese bruscamente a uno degli schiavi fuggiti dal gruppo di Ubaid, tirandogli una pedata che gli sfior 
il viso. Poi rimase in piedi, offeso, ma un corsaro gli ordin in malo modo di sedersi con gli altri e stare zitto.
Con un intervento fulmineo, i corsari attaccarono i sobborghi di Cullera. Sorpresero i contadini gi al lavoro nei campi e fecero diciannove prigionieri ma, invece di inseguirne altrettanti che fuggivano terrorizzati, ritornarono di corsa al punto dincontro concordato con le galeotte, in quelloccasione vicino a Cullera. N allinterno della citt n nei posti vicini le autorit ebbero la possibilit di contrastare lattacco. Prima che si rendessero conto dellaccaduto, corsari, prigionieri e moriscos in fuga erano gi imbarcati sulle galeotte, verso il mare aperto.
Ma una volta superata la distanza di un tiro di bombarda, le tre galeotte virarono verso la costa e issarono la bandiera di tregua; le navi erano ormai sufficientemente cariche del bottino di altre incursioni e la stagione della navigazione stava ormai per terminare. I valenzani conoscevano il significato della bandiera bianca: i rais corsari erano disposti a negoziare subito il riscatto dei prigionieri. Accettarono la tregua e iniziarono le trattative, tra un andirivieni di scialuppe. Quindici uomini furono riscattati durante la mattinata, gli altri quattro continuarono il viaggio verso i mercati di schiavi di Algeri.
Durante i due giorni del viaggio di ritorno, mentre le galeotte avanzavano a fatica sul mare in bonaccia, Brahim si rese conto che lequipaggio corsaro interamente composto da turchi e cristiani rinnegati riservava ai moriscos le stesse manifestazioni di disprezzo di cui erano stati oggetto durante la rivolta delle Alpujarras. Nessuno voleva avere a che fare con loro. Li alimentavano come se fossero cani e non li utilizzavano nemmeno per remare nel Mediterraneo. Allora perch accettavano di portarli sulle loro navi? Ricord la gioia dei moriscos valenzani alla vista dei corsari: il solo fatto di pensare al danno che avrebbero inflitto ai cristiani era per loro una soddisfazione sufficiente, soprattutto quando serviva a mantenere viva la speranza di un aiuto futuro da parte della Sublime Porta. Osserv i galeotti che remavano con fatica e le imbarcazioni cariche, agli ordini del comito: i moriscos fuggitivi erano stati divisi in gruppi, perch potessero sistemarsi nella zona limitata che restava sui lati, tra la camera di voga e i corridoi laterali. Poi volse
lo sguardo verso il rais della nave, ritto a prua, con i lunghi capelli biondi sulle spalle tipici dei cristiani rinnegati dellAdriatico, che ondeggiavano lievemente al ritmo impresso dai rematori. Brahim sput in mare. Laiuto che ricevevano per la fuga era dovuto solo a un interesse commerciale: i corsari accettavano di trasportare quello spregevole carico umano con lunico scopo di ottenere il favore delle popolazioni locali.
Perci, quando la flottiglia di galeotte entr nel porto di Algeri e apparvero le grandi e imponenti mura della citt, mentre ulema, faqih e persone di ogni genere correvano a riceverle al suono dei timpani, Brahim decise che non sarebbe rimasto un solo giorno di pi in una citt tanto ostile ai moriscos di al Andalus come lo era quel nido di corsari. Per un paio di giorni and a zonzo per le strade, alla larga dai moriscos che venivano a vendersi come manodopera, allo stesso prezzo modico della Spagna, presso i proprietari dei numerosi orti o frutteti che circondavano la citt, o addirittura presso le grandi piantagioni di grano della pianura di Yiyelli. Infine, nel suk, trov una carovana che partiva per Fez e cerc di aggregarsi, promettendo che avrebbe lavorato duramente in cambio dei resti dei pasti. Aveva fame! Era stato costretto a litigare con uomini pi forti di lui, provvisti di entrambe le mani, per accaparrarsi la spazzatura degli algerini.
Sono un mulattiere, afferm, quando vide larabo che doveva essere il capo della carovana, un uomo del deserto vestito da beduino, volgere gli occhi verso il moncherino e scuotere la testa.
Allora Brahim volle dimostrargli le proprie capacit con gli animali, pur con una sola mano. Ebbe un attimo di titubanza ricordando i problemi che Ubaid aveva avuto con le mule nelle Alpujarras, ma alla fine si diresse verso un gruppo di dromedari che riposavano, distesi sulle quattro zampe. Era la prima volta che vedeva un dromedario e in quella strana posizione, con le zampe piegate, la gobba superava in altezza qualsiasi mula con cui avesse mai avuto a che fare.
Accarezz la testa dellanimale, suscitando la curiosit del capo della carovana e la pi assoluta indifferenza dellanimale. Poi cerc di fare in modo che si alzasse e tir con la mano sinistra la cavezza, ma il dromedario non mosse neppure la testa.
Continu a strattonare in varie direzioni, come faceva con le mule quando non volevano andare avanti, per ingannarle e ottenere che si muovessero lateralmente, ma quella bestia cocciuta rimase impassibile. Intorno allarabo si era raccolto un piccolo gruppo di gente che osservava la scena sorridendo: uno di loro lo indicava, mentre chiamava un altro cammelliere perch venisse in fretta a godersi lo spettacolo. A che cosa era dovuta quella premura? Si sent ribollire di umiliazione e tir con forza la cavezza del dromedario per farlo alzare, ma quando stava per dare un secondo strattone, lanimale gli inflisse un morso che lo raggiunse allo stomaco. Fece un balzo indietro, inciamp e cadde a terra tra lo sterco dellanimale e le risate degli uomini della carovana. Ecco che cosera! Sapevano che lo avrebbe morsicato. Si inginocchi per alzarsi, cercando di dare la schiena al gruppo dei cammellieri. Le risa cessarono, tranne una infantile, acuta, che continu a riecheggiare nellaccampamento. Mentre si alzava, ebbe un momento di esitazione nel sollevare la faccia verso la direzione dalla quale proveniva quella risata tanto innocente quanto irritante. Quando alla fine guard, scopr che si trattava di un bambino di circa otto anni, abbigliato con indumenti di seta verde come un piccolo principe. Accanto a lui si trovava un uomo ingioiellato e provvisto di una scimitarra con il fodero scintillante di pietre preziose incastonate, vestito con la stessa eleganza del bambino. Dietro di loro cerano tre donne, in tuniche nere dalle ampie maniche, avvolte tutte in manti neri o blu fermati da spille dargento e con i volti coperti da veli, provvisti solo di due aperture per gli occhi. I polsi e le caviglie delle donne erano adornati con numerosi cerchietti dargento. Brahim guard il bambino. Aveva fame, molta fame! Rimanere in citt significava morire di inedia oppure per mano di qualche giannizzero o corsaro che lo avesse scoperto a rubare, lunico destino che gli rimaneva oltre a quello di tornare a lavorare nei campi. Con una sola mano non poteva nemmeno arruolarsi come rematore o vendersi come galeotto! 
Not come luomo coni la scimitarra tenesse appoggiata affettuosamente una mano sulla spalla del bambino, che aveva smesso di ridere, e in quel momento gli venne unidea: fece locchiolino al piccolo, avanz di un passo, cerc di appoggiare il piede nudo su uno dei molti mucchietti di sterco sparsi
ovunque e si lasci cadere, esagerando la caduta con la quale fin a terra unaltra volta. Il ragazzino scoppi di nuovo a ridere e, di sottecchi, Brahim si rese conto che le labbra delluomo abbozzavano un sorriso. Da terra gesticol e fece mille smorfie maldestre. Intanto pensava in che modo avrebbe potuto accattivarsi il bambino e suo padre. Non si era mai comportato da buffone, ma ora ne aveva bisogno. Doveva abbandonare quella citt dove tutti lo guardavano dallalto in basso, n pi n meno che a Cordova! Non aveva fatto un viaggio cos lungo per finire di nuovo come un volgare bracciante, per quanto numerose fossero le moschee dove poteva rifugiarsi a piangere sulle sue pene! Finse di inciampare ogni volta che cercava di rialzarsi e le risate del bambino lo incoraggiarono. Si diresse verso un altro dromedario accucciato e gli salt sulla gobba, lasciandosi cadere dallaltra parte come un sacco: alle risate del bambino se ne aggiunsero altre che non riconobbe, ma che immagin provenire dai cammellieri. Prov di nuovo a salire, con lo stesso risultato, e alla fine fece un giro intorno al dromedario, esaminandolo con attenzione e alzandogli la coda, come se volesse scoprire dove si nascondeva il suo segreto.
Quando sent la prima risata delluomo dalla scimitarra, Brahim si diresse verso di loro e fece una riverenza: il bambino sollev verso di lui due grandi occhi castani colmi di lacrime. Luomo assent e gli tese una moneta doro, una sultanina coniata nella stessa Algeri, e fu allora che il mulattiere si accorse del dolore che gli attanagliava il corpo, soprattutto il ventre, dove lo aveva morso il dromedario.
Gli permisero di viaggiare come buffone del figlio di Umar ibn Sawan, ricco commerciante di Fez. Circa cinquanta dromedari carichi di merci costose, vigilati da un piccolo esercito contrattato dallo stesso Umar, si misero in marcia per attraversare la Berberia centrale, da Algeri fino a Tremecen, e da l alla magnifica e ricca citt di Fez, eretta sulle colline al centro del regno del Marocco. Durante il tragitto Brahim comprese perch il dromedario lo avesse morsicato: gli uomini che se ne occupavano trattavano quegli animati con affetto e immensa delicatezza. Un semplice bastone con cui li sfioravano sulle ginocchia
e sul collo serviva a farli alzare o abbassare, e invece di fustigarli perch affrettassero il passo nelle tappe pi lunghe, quando la stanchezza iniziava a farsi sentire, li animavano cantando. Con grande sorpresa del mulattiere delle Alpujarras, gli animali rispondevano aumentando lo sforzo e rinvigorendo il passo. Umar e suo figlio, Yusuf, viaggiavano sul dorso di cavalli arabi del deserto, piccoli e magri, dato che venivano nutriti solo con latte di dromedaria due volte al giorno. Eppure, secondo quanto sent dire, quello montato dal padre valeva una fortuna: era riuscito a superare uno struzzo in una gara nel deserto della Numidia, dove il mercante lo aveva comprato. Le tre mogli di Umar viaggiavano nascoste in piccole ceste coperte da bellissimi tappeti, che dondolavano incessantemente al passo dei dromedari che le trasportavano.
Brahim procedeva a piedi, mescolato tra animali, cammellieri, schiavi, servitori e soldati. Si era comprato un paio di vecchie ciabatte e un turbante con una parte della sultanina doro con cui il mercante aveva premiato le risate del figlio, risate che anche il resto della comitiva aspettava di farsi a sue spese, per cui era oggetto costante di scherzi, battute e spintoni. Il mulattiere simulava cadute grottesche, consentendo che lo prendessero in giro di continuo, e poi rispondeva agli scherzi con sorrisi e smorfie buffe. Scopr che se procedeva a quattro zampe, proteggendo con la tela del turbante il moncone, attraversato da una fitta ogni volta che lo appoggiava a terra, i viaggiatori ridevano, come quando senza alcuna ragione iniziava a correre in cerchio intorno a un dromedario o a una persona, ululando come un pazzo. Il piccolo Yusuf rideva dal suo cavallo, staccato dalla comitiva, sempre accompagnato dal padre.
Nei momenti di riposo pensava fossero tutti imbecilli. Possibile che non riuscissero a scorgere lira nei suoi occhi? Perch ogni volta che Brahim suscitava una risata, sentiva un bruciore insopportabile che dallo stomaco gli invadeva il corpo intero. Era impossibile che non si accorgessero del fuoco che gli ardeva nello sguardo! Camminava tra i cammellieri e guardava di sottecchi padre e figlio a cavallo. Li osservava chiacchierare e galoppare su e gi per la carovana, sorridere e dare ordini continui, che gli uomini eseguivano con atteggiamento servile. Ammirava anche il lusso dei tappeti che ricoprivano le ceste delle
tre donne e di notte, dopo aver divertito per un po il piccolo Yusuf, invidiava le grandi tende nelle quali alloggiavano il mercante e la sua famiglia, traboccanti di belle tele, di cuscini e dei pi svariati utensili di rame e oro. Erano molto pi lussuose di qualunque tipo di abitazione Brahim avesse mai visto da vicino. Quando Umar, Yusuf e le donne andavano a coricarsi, lui si sdraiava per terra vicino alle tende.
A una giornata di viaggio da Tremecen giunse alla conclusione che doveva scappare. Avevano attraversato montagne e deserti, e la gente parlava del successivo deserto che li aspettava dopo aver superato la citt: quello di Angad, dove drappelli di arabi assalivano le carovane in viaggio fra Tremecen e Fez. Arabi. Si trovava gi in mezzo agli arabi: il regno di Tremecen, quello del Marocco, quello di Fez. Non ne poteva pi di umiliazioni, percosse e scherzi! Era stufo di deserti e dromedari, che si muovevano al suono di stupide cantilene! 
I soldati che montavano la guardia alle tende lo consideravano un pazzo idiota, come anche gli schiavi e la maggior parte dei componenti della carovana, per cui avevano smesso da tempo di controllare i suoi movimenti o ci che faceva quando dormiva vicino alle tende. Quindi, la notte in cui si accamparono ad alcune leghe da Tremecen, Brahim non incontr il minimo ostacolo a infilarsi dentro la tenda di Umar, strisciando sotto uno dei lati. Padre e figlio dormivano profondamente. Rimase in ascolto del loro respiro pacato e aspett che gli occhi si abituassero alla tenue illuminazione creata dai bagliori del fuoco fuori dalla tenda, intorno alla quale dormivano i tre guardiani. Scrut linterno, le sete e gli arazzi, i lussuosi abiti del mercante e del figlio... E vicino a Umar, ecco un cofanetto di metallo incastonato di pietre preziose. Quasi strisciando, per impedire che dallesterno si vedesse la sua ombra, si avvicin a Umar e afferr lo scrigno, anche se fu costretto a posarlo per infilare, con lunica mano, la magnifica scimitarra del mercante alla propria cinta. Poi lo prese di nuovo e usc da dove era entrato. Strisci fuori dalla tenda e comprese che aveva appena concluso una terribile scommessa: fuggire o morire. Se lo avessero scoperto... Nascose il cofanetto nel turbante, se lo strinse con forza in vita e procedette rannicchiato tra i dromedari e le persone che dormivano: avanzava con molta lentezza, per ridurre 
al massimo il tintinnio proveniente dallinterno dello scrigno, udibile nonostante la tela in cui era avvolto, e si diresse verso il luogo dove erano immagazzinate le mercanzie trasportate dai dromedari. Anche l cerano uomini di guardia. Ispezion la zona circostante, in cerca dei fal accesi durante la notte: ne trov uno, vi si diresse, si tolse una ciabatta e vi infil un pezzo di brace incandescente. Torn dove erano depositate le merci e, nascosto a pochi passi di distanza, aspett che le guardie incaricate della ronda si allontanassero. Allora lanci la ciabatta con la brace tra alcuni fagotti, nei quali sindovinavano ricche tele di seta. Senza verificare le conseguenze, si diresse dove dormivano, legati, i cavalli di Umar e del figlio.
Li accarezz per tranquillizzarli e perch si abituassero alla sua presenza: quelli erano animali che conosceva bene. L vicino dormivano diversi uomini. Quando cap che i cavalli avrebbero accettato di andare con lui senza ribellarsi e svegliare i loro scudieri, li liber con cautela e mise il morso a quello di Umar, il vincitore della gara con lo struzzo. Poi aspett, accovacciato. Qualcuno avrebbe dato lallarme. Il tempo trascorreva con lentezza e non succedeva nulla: Brahim sentiva gi la scimitarra di Umar sul collo, come castigo sicuro del furto che stava commettendo, quando si alz un primo grido, seguito da molti altri. Dalla catasta delle merci si alzava, nelloscurit, una densa cappa di fumo, ancora priva di fiamme. Gli uomini saltarono in piedi e furono sorpresi da unenorme fiammata che si liber con un ruggito, mentre il caos simpadroniva dellaccampamento. Perse alcuni istanti a osservare estasiato quella lingua di fuoco rosso intenso che sembrava voler lambire il cielo.
Cosa fai con i cavalli? gli url linserviente che si occupava di loro e che si dirigeva in quella direzione, anzich verso il fuoco.
Brahim si rianim e cerc di ingannarlo con una smorfia grottesca. Mentre il giovane lo guardava, stupito da quella reazione, estrasse la scimitarra e gliela conficc nel petto. Quella sarebbe stata lultima buffonata che avrebbe fatto in vita sua, promise a se stesso, montando a cavallo con un salto, a pelo e con una ciabatta di meno.
E mentre la gente correva di qua e di l, cercando di spegnere lincendio, Brahim part al galoppo verso nord, con il cavallo
di Yusuf al proprio fianco, guidato solo dal cuore. In pochi istanti cavalli e cavaliere si persero nella notte.
Giunse a Tetuan quasi alla fine di quellottobre del 1574, dopo aver cavalcato parecchi giorni. Evit le strade, seguendo listinto e lesperienza di mulattiere, diretto sempre verso nord. Si nascondeva al minimo movimento senza mai abbassare la guardia, per quanto fosse arrivato alla conclusione che Umar non lo avrebbe inseguito in quelle terre brulle. I due cavalli erano di grande valore e linterno del cofanetto gli rivel una seconda fortuna, composta da pietre preziose e diverse monete doro: dirham e sultanine, scudi, dobloni e rubias spagnoli.
Tetuan era una cittadina incastonata ai piedi del monte Dersa, nella valle del fiume Martil. Si trovava a sole sei miglia dal Mediterraneo e a circa diciotto dallo stretto di Gibilterra, in un punto strategico per il traffico navale. Era fertile, in quanto disponeva di abbondante acqua proveniente dalla sierra dellHauz e dalla cordigliera del Rif. La Medina fortificata della citt era stata ricostruita e ripopolata dai musulmani fuggiti dopo la resa di Granada ai Re Cattolici, per cui i suoi abitanti erano soprattutto moriscos.
Infranse la promessa di non ripresentarsi sotto le spoglie di un buffone e, dopo aver nascosto cavalli e denaro sulle montagne, entr in citt attraverso puerta de Bab Mqabar, vicino al cimitero, fingendosi un mendicante demente, con poche monete nascoste. Lo spirito andaluso che si respirava, il modo di parlare e di vestire delle persone, la distribuzione delle strade che gli ricordava lAlbaicin di Granada o un qualsiasi paesino delle Alpujarras lo convinsero in un istante che fosse quello il posto dove vivere. Persuase un furfante cencioso dagli occhi astuti, rotondi e grandi, e con il cuoio capelluto chiazzato dalla scabbia, a fargli da guida nella citt. Tra lo stupore dei mercanti del suk e del ragazzo, compr vestiti nuovi e tutto il necessario per ripresentarsi con una certa distinzione nel posto che aveva scelto. Compr anche indumenti per il furfante, che si chiamava Nasi. Non poteva certo entrare a Tetuan con quellaspetto da disgraziato, se viaggiava con due magnifici cavalli e un cofanetto pieno doro. Poi, insieme al suo stupefatto compagno, 
ritorn nel luogo in cui aveva nascosto i cavalli, si lav in un ruscello e obblig Nasi a fare lo stesso, si vest e sistem una stuoia sul dorso del cavallo a guisa di sella. Caric infine i fagotti su quello di Yusuf in modo che Nasi, con la testa coperta da un turbante, lo tirasse come se fosse il suo servo: il ragazzo accett subito, non appena gli fu ventilato che avrebbe ricevuto da mangiare ogni giorno.
Ma se racconti qualcosa di me, ti taglio la gola, lo minacci mostrandogli il filo della scimitarra.
Nasi non sembr impressionato dalla vista della daga, ma la sua risposta parve sincera: Lo giuro in nome di Allah.
Affittarono una bella casa di un solo piano, con un giardino sul retro.
Nellultimo quarto del 16esimo secolo, allepoca in cui Brahim si stabil nella citt, il carattere della guerra di corsa stava cambiando completamente. Dal porto di Tetuan, Martil, salpavano numerose fuste, in genere piccole, per attaccare le coste spagnole, in competizione con le altre citt corsare della Berberia: Algeri, Tunisi, Sargel, Vlez, Larache o Sal. Ma a partire da quellepoca, la comparsa dei galeoni francesi, inglesi e olandesi nel Mediterraneo costrinse gli armatori di Algeri a sostituire le loro delicate galeotte e galee dagli scafi sottili e leggeri con grandi velieri rotondi, armati con decine di cannoni, per poter riuscire a raggiungere e sopraffare quelle nuove imbarcazioni. In tal modo il raggio di azione dei grandi pirati algerini riusc a toccare le zone pi remote del Mediterraneo, per lontane che fossero dai loro porti, e anche dellAtlantico: Inghilterra, Francia, Portogallo e addirittura Islanda.
Le scorribande a corto raggio fino alle coste spagnole, per saccheggiarle con incursioni rapide e inaspettate, non scomparvero del tutto ma diventarono unattivit secondaria di quei grandi popoli corsari. Cos, dopo essersi stabilito a Tetuan, Brahim divent armatore di tre fuste con dodici banchi di rematori ciascuna. E pose una condizione che i rais delle navi accettarono: avrebbe accompagnato di persona le spedizioni perch, se anche non sapeva nulla di navigazione, nessuno meglio di un mulattiere poteva conoscere palmo a palmo le coste di Granada, Malaga e Almeria per guidare gli attacchi.
Nel marzo del 1575, dopo lapertura della stagione di navigazione e 
al comando di un drappello di trenta moriscos, lantico mulattiere delle Alpujarras sbarc sulla costa di Levante, vicino a Mojcar, senza che nessuna guardia delle nove torri di difesa, ripartite lungo le sette leghe scarse di costa, tra Vera e la stessa Mojcar, e adibite alla sorveglianza di quella zona del litorale, avvistasse le fuste e desse lallarme.
Le difese sono sguarnite o in rovina, comment ridendo il rais che navigava con Brahim.Alcune torri non hanno neppure la guardia, oppure si tratta di qualche vecchietto che preferisce dedicarsi al suo orticello invece di impegnarsi in un lavoro che il re Filippo non gli paga.
In effetti era cos. Malgrado le continue incursioni corsare che colpivano la Spagna, il sistema difensivo composto dalle torri di vigilanza lungo la costa, con guardie e staffette che dovevano lanciare lallarme nelle citt e tra le truppe, era gradualmente peggiorato per mancanza di risorse economiche fino a diventare praticamente inefficace.
In quelloccasione nessuno imped a Brahim di prendere parte al saccheggio di alcune case coloniche vicino a Mojcar. In totale sbarc sulle coste di al Andalus un mezzo centinaio di uomini circa, tra moriscos e galeotti in libert; altri rimasero a sorvegliare le fuste, mentre la maggioranza si disperse in gruppetti alla ricerca del bottino. Il mulattiere si ferm un istante e li guard correre verso linterno. La Spagna! Fece un respiro profondo e si sent gonfiare di orgoglio. Era di nuovo in Spagna e quelli erano i suoi uomini! Li pagava lui! Aveva un piccolo esercito al proprio servizio.
Che aspetti? lo sollecit il rais che comandava il suo drappello. Non abbiamo tempo! 
Lasciata la spiaggia, trovarono alcuni contadini che stavano lavorando nelle proprie terre. Brahim li vide fuggire spaventati, con i corsari che li inseguivano e ne raggiungevano due.
Da quella parte! url, indicando la sinistra. Ci sono delle case. Le ricordava perch era passato in quella zona con i muli.
I barbareschi corsero nella direzione suggerita dallantico mulattiere. Quando arrivarono a un piccolo agglomerato di umili case, gli abitanti se ne erano gi andati avvertiti dalle grida di quelli che erano fuggiti dai campi.
Brahim scardin la porta di una delle case con un calcio violento. Non era necessario, ma il gesto lo fece sentire potente, invincibile. In quella abitazione di umile gente contadina non trov niente che gli potesse servire.
Dopo un certo periodo si riunirono tutti sulla spiaggia, senza perdite, senza aver lottato, con poco denaro, qualche chincaglieria e molti indumenti di scarso valore, ma con quindici prigionieri tra cui si distinguevano tre giovani donne galiziane, sane e voluttuose, appartenenti alla comunit che era venuta a ripopolare il regno di Granada dopo lespulsione dei moriscos: venderle al mercato degli schiavi di Tetuan avrebbe procurato loro un notevole profitto.
Mentre gli uomini si imbarcavano dietro di lui, Brahim, sudato, congestionato e infervorato, fiss ancora una volta lo sguardo sulle terre di al Andalus. Poco pi in l si innalzava la Sierra Nevada, con le sue vette, i suoi fiumi, i suoi boschi e...
Sono tornato, bastardo nazareno! grid. Fatima, sono qui! Giuro in nome di Allah che un giorno recuperer quello che  mio! 
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37.
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Cordova, ottobre 1578.
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Hernando spron Correton e laria fredda dei pascoli cordovesi gli sferz il volto. Il poderoso echeggiare degli zoccoli sulla terra umida non fu sufficiente a zittire le imprecazioni di Jos velasco e Rodrigo Garcia, che galoppavano dietro di lui cercando di raggiungerlo. Li aveva sfidati al pascolo, mentre erano circondati da giumente e puledri: Correton  capace di vincere i vostri cavalli. Con qualche simpatica presa in giro i due domatori veterani gli avevano mostrato tutta la loro incredulit.
Lultimo che arriva a quei sugheri paga un giro di vino, aveva proposto Hernando, indicando il confine del pascolo dove gli alberi limitavano il prato delle giumente.
Piegato in avanti sulla sella, sopra il collo teso di Correton, con le briglie lunghe, manteneva un lieve contatto col morso del cavallo e sentiva nelle gambe il ritmo frenetico delle sue impetuose e veloci falcate. Continu a spronarlo per aumentare il vantaggio sugli inseguitori. Era un gran giorno per tutti i moriscos. Prima che uscissero per andare al pascolo, la notizia si era diffusa in citt con il rintocco delle campane di ogni chiesa: don Giovanni dAustria, governatore dei Paesi Bassi, era morto di tifo a Namur. Il boia delle Alpujarras aveva finito i suoi giorni in una povera baracca.
Correton galoppava come pochi cavalli sapevano fare. Hernando grid, con tutta la forza che i polmoni gli consentirono. In nome delle donne e dei bambini di Galera che il principe cristiano aveva ordinato di giustiziare! 
A meno di un quarto di lega dagli alberi, prima Rodrigo e poi Jos lo superarono, investendolo con una pioggia di fango e ciottoli. Hernando ridusse landatura fino ad arrivare al sughereto, dove lo aspettavano gi gli altri due, galoppando piano perch i cavalli recuperassero fiato gradualmente.
Brinderemo in tuo onore! sbuff Rodrigo.
Jos rise e finse di portarsi un calice alle labbra.
E' molto pi giovane dei vostri cavalli, si giustific il morisco.
Avresti dovuto ricordartene quando hai fatto lo spaccone,
lo ammon il lacch di don Diego. Non vorrai smentirti, no?Voi lo sapevate! Ho calcolato male la distanza. Rodrigo gli si avvicin e gli diede ti n colpetto sulla spalla. Credo che ti coster caro.
Gli animali iniziarono a respirare in modo regolare e si prepararono a tornare in citt. In quel momento Rodrigo richiam la loro attenzione. Guardate! esclam, indicando la boscaglia.
Da sotto alcuni cespugli spuntavano la groppa e i quarti posteriori di una giumenta. Si avvicinarono e smontarono. Jos e Rodrigo andarono a ispezionare il cadavere, mentre Hernando rimaneva a custodire i cavalli.
E' una delle pi vecchie, comment Jos dal posto in cui giaceva lanimale. Tornarono dove li aspettava Hernando e rimontarono a cavallo. Ma ci ha dato puledri eccellenti, afferm, come epitaffio. Noi torniamo a Cordova, aggiunse rivolto al morisco. Tu v a cercare il mandriano e digli che qui c un cadavere. Ritorna con lui e, quando avr scuoiato la giumenta, prendi la pelle per mostrarla allamministratore: che la cancelli dai registri. Ma sbrigati, prima che qualche bestia si accanisca sul cadavere e sparisca il marchio del re! 
Se qualche avvoltoio avesse attaccato il cadavere di una giumenta marchiata con la R coronata e la lettera fosse scomparsa, sarebbe stato impossibile dimostrare allamministratore la morte dellanimale e i mandriani si sarebbero trovati davvero nei guai.
La pelle della giumenta morta, che Hernando portava sul dorso del cavallo, davanti alla sella, puzzava come quelle che era solito trasportare dal mattatoio alla conceria pi di sette anni prima. Come era cambiata la sua vita da allora! Trovare il mandriano, ritornare al sughereto e scuoiare la carcassa gli aveva portato via quasi tutto il resto della giornata. Quando aveva terminato, il sole si stava gi nascondendo e giocava con il profilo di Cordova: la cattedrale che emergeva dalla moschea, lAlczar, 
la torre della Calahorra e i campanili delle chiese, illuminati da uno splendore rossastro, al di sopra delle case. Nella campagna il silenzio era quasi assoluto, mentre loro procedevano al passo. Correton toccava il suolo con leggerezza, come se fosse consapevole di quel momento magico. Hernando sospir. Il cavallo mosse le orecchie verso di lui, sorpreso, e il suo cavaliere lo tranquillizz con alcuni colpetti sul collo.
Circa un anno e mezzo prima un giovane domatore aveva subito un incidente nei pascoli: mentre stava inseguendo un toro, lanimale aveva atterrato il cavallo e incornato luomo allinguine.
Gli scudieri che erano con lui avevano accompagnato il ferito, che si chiamava Alonso, alle scuderie reali. Sanguinava abbondantemente, anche se non sembrava che il corno avesse leso zone vitali. Il chirurgo, arrivato di corsa, aveva esaminato la ferita tra le gambe e dichiarato che avrebbe dovuto intervenire sul glande di Alonso. Il giovane aveva dichiarato che non si sarebbe fatto toccare finch non fosse arrivato uno scrivano pubblico ad attestare, prima dellintervento del chirurgo, che il suo membro non era circonciso. Avevano incaricato Hernando di correre a cercarlo e lui aveva temuto che Alonso nel frattempo potesse morire dissanguato. Ma a nessuno sembrava interessare quella possibilit: tutti i presenti, compreso il chirurgo, avevano ritenuto che la richiesta di Alonso fosse logica. Non passare per ebreo o musulmano era pi importante della propria vita! Con grande sorpresa di Hernando, lo scrivano aveva reagito in fretta: appena sentite le sue parole, gli aveva affidato fogli e strumenti di scrittura ed era accorso con lui alle scuderie dove,
chino sullinguine del ferito, aveva seguito con interesse le dita
e le spiegazioni del chirurgo tra il sangue e la carne lacerata, per
assicurarsi di persona che quel tale, in effetti, non fosse stato
circonciso. Poi aveva annotato che durante lintervento e per
motivi medici, secondo il parere del chirurgo, era stato necessario 
procedere a tagliare il prepuzio delluomo. Infine aveva
consegnato il documento al ferito, che laveva afferrato come se
in esso stesse tutta la sua vita... o lonore.
Non credo che Alonso potr rimontare a cavallo per qualche tempo, 
aveva commentato don Diego con il suo lacch,
dopo aver firmato il documento pubblico in qualit di testimone. 
Tu sai montare?aveva chiesto allimprovviso a Hernando, che si trovava ancora vicino allo scrivano.
S... aveva risposto lui con titubanza, di fronte allopportunit che tanto desiderava.
Don Diego laveva messo alla prova, facendolo salire su un cavallo di quattro anni che stava per essere consegnato al re. Non appena aveva sentito tra le gambe la potenza di uno di quegli animali, gli erano risuonati in testa tutti i consigli di Aben Humeya: eretto; diritto; orgoglioso, soprattutto orgoglioso; mano leggera; sono le tue gambe che comandano; energico solo se  necessario; balla! Balla con il tuo cavallo! Sentilo come se fosse una parte di te! E aveva ballato con il cavallo, chiedendogli i movimenti che per centinaia di giorni aveva visto ottenere dai cavalieri esperti con le loro cavalcature mentre si esercitavano nel cortile o sotto le arcate, nel maneggio coperto che il re aveva fatto costruire per proteggere gli animali dal clima estremo dellestate e dellinverno. Lui stesso era rimasto sorpreso per il modo in cui il cavallo rispondeva alle sue gambe e alla sua mano, affascinato dalla grazia e dalla domatura di quellesemplare di pura razza spagnola.
Ha lo stesso istinto e la stessa abilit che dimostra a terra con i puledri, aveva commentato don Diego con Jos e Rodrigo, mentre osservavano le evoluzioni di cavallo e cavaliere. Insegnategli, insegnategli quanto sapete.
E i domatori glielo insegnarono. Lo stesso fece don Julin nella biblioteca della cattedrale di Cordova, che il Capitolo aveva deciso di trasferire altrove quello stesso anno. Con laiuto del sacerdote, Hernando approfond la propria conoscenza della lingua sacra fino ad arrivare a dominare larabo colto. Si recava alla moschea di sera, dopo aver lavorato nelle scuderie, quando diminuiva landirivieni di sacerdoti e persone, prima che si recitasse la compieta, a volte anche dopo, e prima che venissero chiuse le porte del tempio. Don Julin era lultimo dei sacerdoti che i mudjares prima e i moriscos poi erano riusciti a introdurre in forma furtiva nella grande moschea cordovese, dopo che il cardinale Cisneros e i Re Cattolici ne avevano ordinato lespulsione o la conversione forzata.
Da quando re Fernando ha conquistato Cordova e la moschea  caduta in mani cristiane, gli spieg don Julin con la
sua voce soave, mentre erano seduti soli a un tavolo della biblioteca, luno accanto allaltro, davanti ad alcuni documenti e a una lampada,  esistito quasi sempre un musulmano celato sotto abiti sacerdotali. La nostra funzione  stata quella di pregare in questo recinto, anche se in silenzio, di essere al corrente di ci che la Chiesa pensa, di quanto ha in mente di fare, e tenere informati tutti i nostri fratelli. E questo si pu ottenere solo stando dentro le sue chiese e i suoi Capitoli.
Non pretenderai che mi ordini sacerdote! sbott Hernando, sorpreso.
No, questo no. Purtroppo ormai  quasi impossibile infiltrare nuovi musulmani tra i religiosi cristiani. Con il tempo, i processi di purezza di sangue e le informazioni richieste per accedere a qualsiasi incarico nel Capitolo della cattedrale si sono fatti pi complicati.
Hernando conosceva le indagini di purezza di sangue: si trattava di procedimenti amministrativi attraverso i quali una persona doveva dimostrare che tra i suoi antenati non esisteva nessun convertito musulmano o ebreo. In Spagna la limpieza de sangre, la purezza di sangue, si trasform in un requisito imprescindibile per avere accesso non solo al clero, ma a qualunque carica pubblica.
Lo statuto di purezza di sangue di questa cattedrale, continu don Julin, fu approvato nellagosto del 1530 e ratificato da una bolla papale oltre ventanni dopo, anche se in quel lasso di tempo venne applicato per ordine dellimperatore Carlo. Ai tempi in cui ho superato la prova io, ormai parecchi anni fa, aggiunse il vecchio sacerdote scuotendo la testa, come se il ricordo gli pesasse, un incartamento conteneva al massimo dodici fogli e linformazione era piuttosto sommaria. Oggi possono arrivare a pi di duecentocinquanta pagine e includono ricerche minuziose su genitori, nonni e altri antenati, luoghi di residenza, lavori, vita... Insomma, ho molti dubbi che dopo la mia morte, sempre che non mi scoprano prima, riusciremo 
a continuare con questo stratagemma. Quindi dobbiamo
rafforzare i meccanismi di protezione che non dipendono dalla
nostra presenza nelle chiese.
Solo a Granada  diverso, gli spieg ancora lanziano. L
il vescovo sembra restio a utilizzare le indagini di purezza di
sangue. Granada  ancora popolata da grandi famiglie che discendono dalla nobilt musulmana e che si sono integrate con la gerarchia cristiana allepoca dei Re Cattolici: ci sono addirittura sacerdoti, gesuiti o frati che discendono dai moriscos. In quel regno,  davvero complicato applicare gli statuti... Ma ci arriveranno, arriveranno anche l.
Durante i cinque anni di lavoro insieme a don Julin, Hernando aveva avuto la possibilit di conoscere i meccanismi ai quali il sacerdote si riferiva e che erano applicati dal consiglio composto dai tre anziani della comunit, Jalil, Karim e Hamid, oltre a don Julin, Abbas e lui stesso. Era molto difficile che riuscissero a riunirsi tutti e sei, data la condizione di schiavo di Hamid, e inoltre ci implicava un notevole rischio, soprattutto per il sacerdote, per cui Hernando faceva da messaggero tra di loro nelle situazioni eccezionali che richiedevano una decisione congiunta. Data la necessit di recarsi alla cattedrale di notte, aveva ottenuto dallo scrivano delle scuderie un lasciapassare speciale che gli permetteva una libert di movimento della quale disponevano raramente gli altri moriscos di Cordova.
Quella sua funzione coincise con linizio del lavoro con il bibliotecario. Nel 1573 la comunit musulmana era venuta a sapere che si preparava uninsurrezione in Aragona: le notizie giungevano attraverso i monfi e i mulattieri, che si spostavano da un posto allaltro.
I moriscos del regno si erano messi in contatto con gli ugonotti francesi, promettendo loro aiuto militare ed economico se avessero invaso lAragona. Non appena la voce inizi a circolare, molti uomini di Cordova e dei dintorni si mostrarono disposti ad accorrere in Aragona per prendere le armi contro i cristiani. Il consiglio decise di placare gli animi e preg tutti i musulmani di Cordova di rimanere in attesa ed evitare decisioni affrettate. Due anni dopo il francese che aveva agito da intermediaro tra ugonotti e moriscos fu arrestato dallInquisizione e confess sotto tortura. Il conte di Sstago, vicer di Aragona, ordin anche che gli inquisitori arrestassero e torturassero moriscos scelti a caso tra gli abitanti del regno, per verificare la veridicit di quei piani.
Nel dicembre del 1576 i fatti si ripeterono: circolavano copie di una lettera del sultano della Sublime Porta in cui si annunciava 
larrivo di tre flotte musulmane, che sarebbero sbarcate contemporaneamente a Barcellona, Denia e Cartagena. Nel maggio dellanno seguente linquisizione entr in possesso di una lettera del beylerbey di Algeri, con cui si informavano i moriscos spagnoli che la flotta non sarebbe arrivata prima di agosto e che lo sbarco avrebbe coinciso con uninvasione dalla Francia, invitandoli a ritirarsi sulle montagne quando ci fosse avvenuto. Tuttavia in quellottobre del 1578 ancora non si sapeva nulla n di flotte n di sbarchi.
I nostri fratelli di fede si preoccupano solo dei loro stretti interessi, afferm Karim. Era domenica e, dopo la messa, in via eccezionale erano riusciti a riunirsi tutti, tranne don Julin, a casa di Jalil. Stavano seduti sulle stuoie stese sul pavimento, mentre i giovani, in calle de los Moriscos, sorvegliavano il possibile arrivo di consiglieri o sacerdoti. La dura considerazione di Karim fece abbassare lo sguardo ad Hamid e Jalil; Abbas sembr sul punto di contraddirlo, ma Karim glielo imped. No, Abbas,  vero. Durante la rivolta delle Alpujarras si sono limitati a inviarci corsari e delinquenti, mentre le truppe che ci avevano promesso attaccavano Tunisi e il sultano invadeva Cipro. Poco tempo fa gli algerini sono tornati a occupare Tunisi e Biserta, riuscendo ad allontanare gli spagnoli da La Goletta., e in quanto al sultano...
E parecchio tempo, ormai, che il sultano ha raggiunto un accordo con il re Filippo perch la flotta turca non attacchi i porti del Mediterraneo, lo interruppe Hernando. I tre anziani lo guardarono con sorpresa e Abbas sbuff di incredulit. Chi sapete, nemmeno nellintimit volevano nominare don Julin, erano gli unici cinque in tutta Cordova a sapere chi fosse in realt il sacerdote,  venuto a conoscenza di questa circostanza. Si tratta di accordi segreti. Il re non vuole mandare unambasceria formale e ha inviato un cavaliere milanese a negoziare la pace. E siccome si vuole mantenere segreta la trattativa, il milanese si muove per Costantinopoli travestito da schiavo. Il re Filippo non vuole che i francesi interferiscano nei suoi negoziati e neppure che i cristiani lo considerino un traditore perch patteggia la pace con gli eretici, ma  cos. I turchi hanno sviato le loro truppe verso la Persia, con la quale sono in
guerra, per cui sono interessati agli accordi di pace tanto quanto i cristiani.
Questo significa... inizi a dire Karim.
Che tutte le promesse di liberazione per il nostro popolo sono false anche stavolta, termin la frase Hamid.
Hernando ascolt il faqih con lo stomaco contratto. Hamid aveva fatto uno sforzo per parlare. Le sue parole erano ferme, taglienti e secche, ma dopo averle pronunciate sembr svuotarsi. Invecchiava, invecchiava a una velocit inconsueta.
Per alcuni istanti il silenzio regn nella stanza in cui si trovavano, mentre ognuno di loro valutava quella realt.
Non si deve sapere! esclam infine Karim. La comunit non deve venire a sapere come stanno le cose...
A che cosa servirebbe? lo interruppe Hernando.
Non possiamo togliere loro la speranza, intervenne Jalil, associandosi alle parole del suo amico. Hernando vide che Hamid annuiva. E' lunica cosa che ci rimane. La gente parla di turchi, algerini e corsari con gli occhi scintillanti, accesi. Che cosa possiamo fare senza aiuto? Insorgere unaltra volta? Jalil sferr un colpo in aria, con violenza. Non abbiamo armi e controllano ogni nostro minimo movimento. Se siamo stati sconfitti nella nostra terra, tra le asperit delle montagne, nonostante le armi e lentusiasmo, ora ci annienterebbero. Se spogliamo la nostra gente della speranza nellaiuto della Sublime Porta, cadr nella disperazione e si butter nelle braccia dei cristiani e della loro religione. Ed  proprio quello che loro vogliono. Dobbiamo mantenere viva lillusione. Tutte le nostre profezie annunciano che noi musulmani torneremo a regnare su al Andalus! 
Hernando si vide obbligato a concordare con quella posizione.
Allah, colui che concede il potere, colui che umilia, ci protegger, sentenzi scambiando uno sguardo con Hamid.
Hernando e il vecchio si parlarono con gli occhi. Gli altri rispettarono quel momento d comunione.
Allah, mormor allora il faqih, cantando come nelle Alpujarras, conduce allo smarrimento chi vuole e guida al bene chi vuole. Che la tua anima, oh, Maometto, non si abbandoni alla disperazione sul loro destino. Dio sa ci che fa.
Rimasero in silenzio alcuni istanti.
Fu Jalil a rompere lincantesimo prodotto dalle parole di Hamid.Allora continuiamo e accettiamo le promesse di aiuto che ci arrivano dai turchi. Fingiamo di accoglierle con speranza, ma cerchiamo intanto di fare in modo che i nostri uomini non aderiscano a progetti illusori.
Dichiararono terminata la riunione e Abbas aiut Hamid ad alzarsi. Per precauzione, erano soliti abbandonare separatamente i luoghi in cui si riunivano, lasciando un tempo di attesa tra unuscita e laltra. Hamid zoppic fino alla porta della casa.
Appoggiati a me, gli sugger Hernando offrendogli il braccio.
Non dobbiamo...
Un figlio ha certi obblighi nei confronti del padre. Lo dice la legge.
Hamid cedette, fece un sorriso forzato e si appoggi al braccio che gli veniva offerto. Il marchio che indicava la sua condizione di schiavo sembrava scomparire sul suo volto solcato da mille rughe.
Con il tempo sta scomparendo, no? disse, quando erano ormai per strada, consapevole del fatto che Hernando mirava di sottecchi quel segno infamante.
S, riconobbe lui.
Nemmeno la schiavit pu vincere la morte.
Ma si possono ancora riconoscere chiaramente i contorni di quella lettera, cerc di incoraggiarlo Hernando, mentre salutava con un gesto impercettibile uno dei sorveglianti che stava fingendo di giocare in calle de los Moriscos.
Hamid camminava con lentezza, nascondendo il dolore provocatogli dalla gamba malconcia. Il cielo era grigio e plumbeo. Superarono la chiesa di Santa Marina sul lato posteriore e
scesero lungo calle Aceituno e calle Arhonas per raggiungere il
quartiere del Potro. Evitavano cos le affollate vie in prossimit
della fiera, alcune delle quali pavimentate, dove di domenica
passeggiava la gente di Cordova. Tra laltro, pens Hernando,
in quella zona della Ajerquia era meno probabile incontrare
alcuni di quei giovani nobili che decidevano di corteggiare una
fanciulla facendosi inseguire da un toro; Hamid non sarebbe
potuto fuggire. Tuttavia in quel 1578, come gi nellanno precedente, 
la siccit aveva fatto s che a Cordova il sole di ottobre fosse ancora caldo. Per la mancanza di pioggia un forte lezzo si alzava dai pozzi neri, nelle zone in cui non esisteva la rete fognaria. A quel tanfo si aggiungeva anche il fetore che proveniva dalle molte discariche dove la popolazione depositava la spazzatura. La passeggiata, quindi, non fu per niente piacevole.
Come sta la tua famiglia? si interess Hamid.
Bene, rispose Hernando. In cinque anni di matrimonio, lui e Fatima avevano avuto due figli..Francisco, il maggiore era stato chiamato cos in onore di Hamid, evitando i nomi musulmani per paura che i bambini finissero per usarli, cresce sano e forte, e Ins  bellissima. Assomiglia sempre di pi alla madre: ha i suoi stessi occhi.
Se riuscir ad assomigliarle anche nel carattere, aggiunse il faqih con apprezzamento per loperato di Fatima, sar una grande donna. E Aisha, ha superato...?
No, lo anticip Hernando, non lo ha superato. Avevano avuto altre occasioni per parlare di Aisha. Quando era uscita di prigione e si era trovata a dover affrontare la sua nuova situazione, dopo la fuga di Brahim, aveva accettato anche il fatto che, viste le circostanze, non avrebbe mai pi potuto avere un uomo accanto. Allora Hernando le aveva spiegato che, secondo la legge moresca, lassenza del marito per quattro anni, senza ricevere alcuna notizia, le dava il diritto di chiedere il divorzio al consiglio.
Dovr chiederlo anche al vescovo, aveva ribattuto la donna. Un nuovo matrimonio non sarebbe valido per i cristiani. Brahim  un esule dichiarato: lho riconosciuto quando ero detenuta, senza pensare alle conseguenze che ci avrebbe potuto provocarmi in futuro. Il vescovo non mi permetter mai di contrarre un nuovo matrimonio... e io non mi sottoporr mai al suo giudizio. Ma non ho nessun bisogno di sposarmi di nuovo.
Non volendo che Shamir conoscesse la verit su suo padre, Aisha ide una storia da raccontare al bambino quando avesse avuto let per fare domande: un racconto in cui era figlio di un eroe, morto nelle Alpujarras durante la rivolta dei moriscos, un racconto nel quale lei sarebbe rimasta fedele alla memoria del marito. E a partire da quel momento Aisha si dedic a recuperare la sua famiglia, i figli che i cristiani le avevano rapito
non appena erano arrivati a Cordova. Ne parl con il primogenito.
Ora sei tu il capofamiglia, gli disse. Guadagni bene e abbiamo due stanze a nostra disposizione, a differenza della maggioranza dei moriscos. Adesso lavori nella cattedrale, diversamente di Fatima, la madre non sapeva tutta la verit sulla sua attivit nella biblioteca, per cui nessuno potrebbe sostenere che i tuoi fratelli non verrebbero educati nella fede cristiana. Sono tuoi fratelli. Sono miei figli! Voglio averli vicini, come te e Shamir! 
Ma sono figli di quel bastardo di Brahim! pens Hernando. Eppure tacque: le lacrime che scendevano lungo le guance della madre e limmagine delle sue mani intrecciate, tremanti, in attesa che lui prendesse una decisione, gli strapparono la promessa che avrebbe fatto tutto il possibile per ritrovarli e liberarli. In quel momento Musa doveva avere nove o dieci anni e Aqil sui dodici. Comunic a Fatima che avrebbe fatto quanto sua madre gli aveva chiesto. Non le chiese la sua opinione e non le dette la possibilit di discutere. Parl con don Julin, gli spieg la situazione e ottenne una raccomandazione firmata da don Salvador, che scopr essere il maestro del coro della cattedrale, incaricato di custodire i libri del Capitolo, legati con catene agli scranni, di ripararli quando era necessario o di ordinarne esemplari nuovi. Don Salvador aveva esaminato le sue conoscenze di lingua araba e con il passar del tempo, a volte velatamente, altre con impudenza, verificava anche quelle relative alla sua presentazione come buon cristiano, fatta a suo tempo da Abbas. Il maestro del coro della cattedrale era rimasto soddisfatto da alcune dimostrazioni di fede e conoscenze che Hernando gli aveva dato con fermezza e umilt al tempo stesso, rivolgendosi sempre a lui per consigli e spiegazioni. Con laiuto dei sacerdoti, ottenne che il consiglio cittadino gli comunicasse a quali famiglie erano stati affidati i suoi fratelli per essere catechizzati, ma nel momento in cui era tutto pronto perch gli venissero restituiti, il vasaio e il panettiere, i pietosi cristiani che si erano presi cura di loro, dichiararono che i bambini erano fuggiti e, per dimostrarlo, esibirono le denunce che avevano presentato al consiglio allepoca dei fatti.
In realt, come gli spieg Hamid, li avevano venduti: era
successo in molti altri casi. In tutti i regni spagnoli erano stati molti i bambini a essere venduti come schiavi, nonostante non avessero raggiunto let fissata da re Filippo. Hamid gli raccont che alcuni, giunti a una certa et, facevano causa e reclamavano la propria libert, ma si trattava di un processo lungo e costoso: molti altri non lo tentavano neppure o non ne sapevano niente. Nel caso dei figli di Aisha si poteva fare ben poco per aiutarli, dato che nessuno sapeva dove li avessero portati o a chi fossero stati venduti.
Aisha non riusc a sopportare la notizia e piomb in una disperazione che, con il passar del tempo, degener in una forma di vita apatica, senza illusioni. A Cordova le avevano rapito due dei suoi figli maschi e a Juviles le avevano assassinato le sue due figlie! Neppure la presenza di Shamir serviva a scuoterla dal suo stato di assenza.
Non lo ha superato, ripet Hernando e si accorse che Hamid gli stringeva il braccio in segno di conforto. Conversarono davanti a una grande pittura murale che rappresentava un Cristo crocefisso sulle pareti di un edificio. Diverse persone pregavano, altre accendevano candele ai suoi piedi e un uomo che chiedeva offerte per laltare si diresse verso di loro. Hernando gli diede una blanca e fece il segno della croce, mentre sussurrava ci che luomo intese come una preghiera. Perch quel Dio, cos buono e misericordioso, aveva permesso che quattro dei suoi fratellastri subissero una fine cos crudele? Perch avevano rubato la libert e i mezzi di sostentamento a un popolo intero? Osserv che Hamid lo imitava e si faceva anchegli il segno della croce, poi ripresero il cammino.
Giunsero allincrocio tra calle de Arhonas e quelle di Mucho Trigo e del Potro, dove cinque vie si incontravano formando una piazzetta, e continuarono in silenzio fino al postribolo.
E tu come stai? os chiedergli Hernando, poco oltre la porta della mancebia.
Bene, bene, farfugli Hamid.
Che cosa succede? insist il giovane. Si ferm e strinse la mano scarna appoggiata al suo braccio, per fargli capire che non gli credeva.
Che divento vecchio, figlio mio. Solo questo.
Francisco! I; urlo fece sussultare Hernando. Si gir verso
la porta e si trov davanti una donna grande e grossa, con i capelli unti, sudata e le maniche rimboccate al di sopra dei
gomiti. Doveri? continu a gridare la donna, nonostante si trovassero a pochi passi da lei.(, un sacco di lavoro. Entra! 
Hamid fece per entrare, ma Hernando lo trattenne. Chi ? gli chiese.
Sbrigati, moro, entra! insist la donna.
Nessuno... Hernando strinse la mano che era ancora tra le sue. La nuova schiava che si occupa delle donne, ammise allora Hamid.
Vuol dire che...?
Devo entrare, figlio mio. La pace sia con te.
Hamid si liber dalla stretta di Hernando e zoppic fino al postribolo, senza voltare lo sguardo. La donna lo aspett con le braccia sui fianchi. Hernando lo guard dirigersi verso la porta con movimenti lenti e tranquilli; aggrott le sopracciglia e strinse i pugni, immaginando la smorfia di dolore che aveva visto riflessa nei suoi lineamenti.
Quando il faqih le pass vicino, la donna gli diede una spinta sulla schiena.
Sbrigati, vecchio! grid.
Hamid incespic e per poco non cadde a terra.
Hernando sent rivoltarsi lo stomaco. Rimase l fermo, con quella sgradevole situazione, fino a che la porta si chiuse dietro le spalle della donna. Gli sembr di sentire altre urla e imprecazioni. Una nuova schiava: Hamid ormai non serviva pi! 
Alcuni uomini che passavano per calle del Potro lo urtarono, passandogli vicino.
Mentre si incamminava senza una meta precisa, si chiese che cosa sarebbe successo ad Hamid. Da quanto tempo stava vivendo in quello stato? Comera possibile che lui non si fosse accorto di niente, che non avesse capito il significato del dolore e della rassegnazione che mostrava... suo padre? Era possibile che la felicit accecasse tanto una persona da non farle vedere il dolore altrui?
Ingrato! Lesclamazione sorprese uno degli osti di plaza del Potro, dove Hernando era giunto senza volerlo. Luomo osserv alcuni istanti quel nuovo arrivato, come per studiarlo: ben vestito, con gli stivali da cavallerizzo, uno dei tanti personaggi 
variopinti di quella zona. Irriconoscente! esclam Hernando, accusando se stesso. Loste fece una smorfia seccata.
Del vino? gli propose. Cura le pene.
Hernando si volt a guardare luomo. Quali pene? Non era mai stato pi felice! Fatima lo adorava e lui la contraccambiava. Chiacchieravano e ridevano, facevano lamore non appena potevano ed entrambi lavoravano per la comunit. Avevano tutto e si sentivano pieni, soddisfatti e orgogliosi! Vedevano crescere figli sani e forti, allegri e affettuosi. E intanto Hamid... Una coppa di vino. Perch no?
Loste riemp una seconda volta la coppa, dopo che Hernando la ebbe vuotata dun fiato.
Il moro vecchio del postribolo? domand quando il cliente gli chiese informazioni, con i sensi annebbiati dal vino che si era scolato.
Hernando annu con tristezza.
S, il moro vecchio...
E' in vendita. E parecchio tempo che il custode della mancebia vuole disfarsene per risparmiare gli avanzi di cucina con cui lo deve nutrire. Ogni notte lo offre a chiunque passi per il Potro.
Era parecchio tempo che cercavano di venderlo? Perch Hamid non gli aveva detto niente? Perch aveva permesso che in quelle stesse notti, mentre il custode del postribolo mercanteggiava sulla sua pelle, suo figlio dormisse tranquillo vicino alla propria moglie, soddisfatto, ringraziando Dio per tutto ci che aveva ottenuto?
Nessuno vuole comprarlo. Loste scoppi in una risata mentre riempiva di nuovo la coppa di vino. Non serve a nulla! 
Hernando appoggi la coppa che, inconsciamente, si era portato alle labbra e rinunci a bere. Che cosa stava dicendo quelluomo? Stava parlando di un maestro! Bambini, Hamid mi ha insegnato... Centinaia di volte aveva iniziato una conversazione con loro usando quella frase. Erano solo bimbetti, ma lui si dilettava a raccontare loro tante cose. In quei momenti, Fatima gli prendeva la mano e la stringeva con immensa tenerezza, sua madre lasciava vagare i ricordi fino al loro paesino della sierra delle Alpujarras e i bambini lo guardavano con gli occhi spalancati,	attenti alle sue parole. Forse, a causa della loro
et, non riuscivano a comprendere ci che egli desiderava trasmettere, ma Hamid era sempre l con loro nei momenti pi intimi, in quelli di maggiore felicit, con la famiglia riunita, sana, sazia, con le proprie necessit soddisfatte. E dicevano che non serviva a nulla? Si accus d nuovo, chiedendosi come avesse potuto non accorgersi di niente. Come poteva essere stato cos cieco?
Perch? lo sorprese loste.Ti interessa quel vecchio invalido? Hernando alz il viso e lo guard negli occhi. Tir fuori una moneta che lasci sul bancone, scosse la testa e si prepar a uscire dal locale. Tuttavia...
Quanto chiede il custode per lo schiavo?
Luomo si strinse nelle spalle.
Una miseria, rispose, scuotendo la mano con indolenza.
Ci ha chiesto... ha preteso che non te lo raccontassimo, fu la spiegazione che gli diede Abbas.
Hernando si era diretto verso la fucina non appena aveva oltrepassato il portone di ingresso delle scuderie, dopo aver parlato con loste.
Perch? quasi grid. Abbas gli chiese di abbassare la voce. Perch? ripet con un altro tono. La comunit libera schiavi di continuo. E contribuisco anchio. Perch non lui? Mi hanno detto che chiedono una miseria. Ti rendi conto? Una miseria per un uomo santo! 
Perch non vuole. Vuole che si liberino i giovani. E quella miseria di cui ti hanno parlato sarebbe tale se il custode lo vendesse a un altro cristiano, ma se viene a sapere che siamo noi che vogliamo liberarlo, il prezzo non sar lo stesso. Sai bene che succede cos: per uno qualunque dei nostri fratelli paghiamo prezzi molto superiori a quelli di vendita.
Che cosa importa se costa caro? Ha dedicato tutta la vita a lavorare per noi. Se c uno che merita di essere liberato  Hamid.
Sono daccordo con te, riconobbe Abbas, ma dobbiamo rispettarne la decisione, cio che non si spenda denaro per la sua persona, aggiunse prima che Hernando si lanciasse in una discussione.
Ma...
Lui sa ci che fa. Lo hai detto tu stesso:  un uomo santo.
Abbandon la fucina senza salutare. Non lo avrebbe permesso! Alcuni cristiani, soprattutto certe donne pietose, liberavano i propri schiavi se questi ormai erano inutili, ma non era certo un atteggiamento da custode del postribolo; luomo avrebbe sopportato Hamid fino a quando qualcuno non gli avesse offerto una qualunque somma di denaro per lui. Il traffico di carne umana era uno dei commerci pi prosperi e redditizi della Cordova di quel secolo, non solo per i commercianti di professione ma per chiunque disponesse di uno schiavo. Chi per avesse acquistato Hamid, anche se zoppo, vecchio e indolenzito, di sicuro non lo avrebbe fatto per mantenerlo inattivo. Lo avrebbe obbligato a lavorare per recuperare il proprio investimento... magari in qualche posto lontano da Cordova. Per quanto si ostinasse, il faqih non meritava un tale destino alla fine dei suoi giorni e neppure lui lo meritava, riconobbe dentro di s mentre si dirigeva alle sue stanze, al piano superiore. Aveva bisogno di Hamid! Aveva bisogno di vederlo e di chiacchierare con lui, anche solo ogni tanto. Aveva bisogno dei suoi consigli e, soprattutto, di sapere che era sempre l per darglieli. Aveva bisogno di godersi in Hamid il padre che non aveva avuto durante linfanzia.
Parl con Fatima e lei lo ascolt con attenzione. Quando tacque, la moglie sorrise e gli accarezz una guancia.
Liberalo, sussurr. Costi quello che costi. Adesso guadagni bene. Ce la faremo lo stesso.
Era vero, si disse Hernando, mentre attraversava il ponte romano in direzione della torre della Calahorra. Immerso in quei pensieri, indifferente, mostr il suo lasciapassare alle guardie che controllavano landirivieni. Gli avevano aumentato la paga a tre ducati mensili pi dieci misure di grano buono allanno. Anche se era meno di quanto venivano pagati i domatori pi anziani, e anche Abbas come maniscalco, per lui e la sua famiglia rappresentava uno stipendio pi che generoso. Fatima risparmiava una moneta dopo laltra, come se quella prosperit potesse finire nel momento pi inaspettato.
Nei giorni di festa il campo de la Verdad si riempiva di cordovesi che passeggiavano lungo il fiume, ammirando il profilo
di tre mulini sul Guadalquivir, da sponda a sponda, a valle del ponte romano, o cercando ristoro della campagna che si apriva oltre il quartiere fuori dalle mura. Vista laffluenza di gente e nonostante fosse domenica, i mercanti di cavalli mostravano i propri animali in vendita, nel caso in cui qualche cittadino si decidesse a fare acquisti.
Juan, il sensale di mule, camminava curvo, cos sembrava pi basso di quanto fosse in realt. Gli sorrise scoprendo le gengive scarne, nelle quali Hernando not la mancanza di molti dei denti neri che luomo sfoggiava quando lo aveva conosciuto.
Il grande cavallerizzo moresco! lo salut. Sei stupito? aggiunse, dandogli un colpetto affettuoso sulla spalla. So di te. In realt, molta gente sa di te.
Hernando non aveva mai pensato a quella possibilit. Che cosaltro poteva sapere la gente di lui?
Non succede spesso che un ragazzo moresco arrivi a montare i cavalli del re... e a lavorare nella cattedrale. Alcuni dei sensali con cui hai avuto a che fare, spieg juan, strizzandogli locchio, usano il tuo nome per attrarre i compratori. Questo cavallo  stato domato da Hernando, il morisco delle scuderie reali!  si vantano, per attirare lattenzione della gente. Io pensavo di dire che hai montato anche le mie mule, ma non so se otterrei qualche risultato.	-
Entrambi risero.
Come vanno le cose, Juan?
La Virgen Cansada, alla fine,  morta, gli sussurr allorecchio, prendendogli il braccio con familiarit. Si  inabissata lenta e solenne, come ci si aspetta da una signora, ma per fortuna  successo vicino a riva e siamo riusciti a recuperare i barili.
Hai continuato a trafficare dopo che...?
Guarda che mula! gli indic juan, ignorando la domanda. Il giovane esamin lesemplare. Allapparenza si trattava di un buon animale, con gli stinchi puliti, buona ossatura e forte. Che difetto poteva nascondere? Magari il cavallerizzo reale vuole comprare una buona mula... scherz il commerciante.
Vuoi guadagnarti qualche blanca? gli chiese allora, ricordando la stessa proposta che un giorno laltro aveva fatto a lui.
Juan si port la mano al mento con sospetto e mise in mostra unaltra volta le gengive scarne.
Inizio a essere vecchio. Ormai non riesco pi a correre... afferm.
Non riesci nemmeno a goderti le donne? E quel bordello in Berberia?
Mi offendi, ragazzo. Ogni spagnolo che si rispetti pagherebbe per terminare i suoi giorni montando una buona femmina.
Hernando avrebbe pagato il piacere del sensale. Quello fu il patto che conclusero davanti a una caraffa di vino in una locanda vicina alla cattedrale. Juan si dimostr disposto a collaborare, soprattutto quando il giovane gli spieg la ragione del suo interesse per lo schiavo invalido del postribolo.
E' mio padre, gli disse.
Se le cose stanno cos, lo farei gratis, afferm il sensale, ma meriti di pagare la tua impertinenza sulla mia virilit: non deve rimanere una sola ombra di dubbio in proposito, aggiunse con ironia.
Come faccio a sapere che non mi prendi in giro e che in realt non farai altro che addormentarti come un bambino nel grembo di una di quelle donne? Io non ci sar, obiett il giovane, proseguendo con lo scherzo.
Ragazzo, fermati nella piazza del Potro, vicino alla fontana, e anche a quella distanza, nonostante il baccano, potrai sentire i gemiti di piacere...
Ci sono molte donne nel postribolo, molti alloggi. E se non  la tua quella che...?
Il mio nome, ragazzo mio, sentirai come grida il mio nome.
Hernando lo ricord mentre rientravano con la Virgen Cansada, ormai invasa dallacqua, e la vogata diventava sempre pi corta e pesante. Gi allora era basso e magro ma, ci nonostante, arrivavano alla riva. Annu con la testa, come se riconoscesse la vitalit di juan, prima di continuare.
Il custode non deve sospettare che sei interessato allo... schiavo. Vuole venderlo e lo dar a qualunque prezzo. Ovvia
mente non deve sapere nemmeno che ci sono moriscos dietro loperazione. Quanto a mio padre... non deve saperlo nemmeno lui. Juan aggrott le sopracciglia. Non vuole che sprechiamo il nostro denaro per un vecchio, ma io non posso permetterlo. Mi capisci?
S, ti capisco. Lascia fare a me. Juan alz la coppa e fece un brindisi: A tempi migliori! 
Luned, sul far della sera, juan entr nel postribolo e mostr una borsa con varie corone doro che gli aveva fornito Hernando, vantandosi di aver concluso, quel giorno, la migliore operazione della sua vita. Il custode festeggi con lui la sua fortuna e risero insieme, mentre gli elogiava le meraviglie delle donne allopera negli alloggi che si aprivano su entrambi i lati del vicolo. Alcune di loro aspettavano sulla porta, mettendosi in mostra, finch lui si decise per una ragazzina scura e pingue perdendosi con lei allinterno di una casetta di un solo piano e di una sola stanza, dove il letto costringeva in un angolo un paio di sedie e un mobile con un catino.
Da parte sua, Hernando chiese un permesso a don Julin e quella sera torn a vagabondare tra la gente che, come al solito, riempiva plaza del Potro, provando una certa nostalgia al sentire le grida, le battute, le scommesse e addirittura ad assistere alle tradizionali risse.
Da oltre un anno plaza del Potro e i suoi dintorni erano pi affollati che mai. Ai soliti vagabondi, giocatori dazzardo, avventurieri, soldati senza capitano o capitani senza soldati gente di malaffare che accorreva in quel luogo quasi fosse un faro che li chiamava -; ai poveri e ai disperati che pernottavano nel loro viaggio lungo il camino de las Ventas verso la ricca e lussuosa corte di Madrid per ottenere qualche prebenda; a coloro che si dirigevano a Siviglia con lintenzione di imbarcarsi per le Indie in cerca di fortuna, a tutti loro si era aggiunto anche un ingente numero di indesiderabili che il vicer di Valenza aveva espulso senza riguardi dalle sue terre e che erano emigrati in Catalogna e Aragona, a Siviglia (dove ormai non cera quasi pi posto per nessuno) o a Cordova.
E lui, Hernando, si era messo nelle inani di uno di quei personaggi.
Ti fidi di lui? gli aveva chiesto Fatima mentre gli consegnava i quindici ducati in monete doro, gelosamente custoditi in una borsa nel baule, insieme al Corano.
Si fidava? Erano gi parecchi anni che non aveva a che fare con juan.
S, afferm, convinto dai ricordi che si accalcavano nella mente. Aveva pi fiducia in quella canaglia che in uno qualunque dei cristiani di Cordova. Avevano condiviso il pericolo, la tensione e lincertezza: quello era un legame difficile da spezzare. Juan si godette il piacere offertogli da Angela, la giovane bruna, finch, ormai soddisfatto, rovesci intenzionalmente una caraffa di vino sulle lenzuola del letto.
Falle cambiare! chiese, fingendo di essere ubriaco.
Non ne hai avuto abbastanza? domand sorpresa Angela. Ragazza, ti dico io quando dobbiamo smettere. Pago, no? Angela si butt sulle spalle un mantello e si affacci alla porta.Tomasa! url, con una voce molto pi rude di quella che
usava con i clienti. Lenzuola pulite! 
Hernando aveva informato juan dellesistenza di quella donna, ma non gli aveva raccontato che Tomasa lo superava di una
testa e forse pesava il doppio di lui. Quando quel donnone comparve sulla porta con il cambio, Juan rimase sbigottito e si
sent ridicolo, con la calzamaglia consunta come unico indumento.
Aveva pensato di intimorirla per costringerla a chiamare il padre di Hernando, perch la seconda parte del piano prevedeva che fosse l con lui, ma alla sola vista dei robusti avambracci che uscivano dalle maniche rimboccate indietreggi. Uno schiaffo di Tomasa sarebbe stato pi doloroso del calcio di una mula.
La donna si pieg per togliere le lenzuola macchiate e gli offr un fondoschiena enorme. Era il momento giusto! Se finiva di rifare il letto...
In nome di Hernando! 
Strinse i pochi denti che gli rimanevano e le appoggi le due mani aperte sulle natiche.
Due femmine! grid intanto. Santiago! url al contatto del sodo deretano della donna.
Angela scoppi a ridere. Tomasa si volt e gli lanci uno schiaffo, ma juan se lo aspettava e lo schiv; poi salt su di lei e affond il viso tra i suoi grandi seni. Le rimase attaccato come una zecca, aggrappato con gambe e braccia, senza riuscire a circondare del tutto quella mole immensa. Angela continuava a ridere, mentre laltra cercava inutilmente di liberarsi dellinsetto che le si era attaccato al corpo e che frugava con la bocca tra i suoi seni. Juan trov uno dei capezzoli della donna e lo morsico.
Il morso la fece reagire e Tomasa lo spinse con una tale forza che lui fin per volare contro la parete. La donna, furiosa e indolenzita, cerc di sistemare il corpetto malconcio, quasi strappato dalla violenta carica al suo capezzolo.
Me... meravigliosa! esclam juan, mentre boccheggiava alla ricerca dellaria che gli mancava per il colpo contro la parete.
Sulla porta si erano accalcate diverse donne che si erano unite alle risate di Angela. Tomasa, paonazza, spostava lo sguardo da Juan a loro.
Il sensale fece lultimo sforzo che sentiva di poter fare in vita sua e si diresse di nuovo verso Tomasa, leccandosi con libidine il labbro superiore. La donna lo aspettava con le sopracciglia aggrottate, cercando di rimboccarsi ancora di pi le maniche ormai prossime a scoppiare.
Basta! Io lo sapevo che questo sarebbe successo, un giorno o laltro, con una donna a occuparsi delle ragazze, si ud dalla porta. Juan non riusc a impedire che gli sfuggisse un sospiro alla comparsa del custode. Fuori! url quello a Tomasa. Di a Francisco che si occupi lui del letto.
Messo in, guardia da quella baraonda, Hamid arriv quasi subito. Le altre donne si erano gi allontanate quando il vecchio, zoppicando, entr nella stanza. Era rimasta solo Angela.
Un moro? grid juan, trovandosi di fronte Hamid. Come osate mandarmi un moro a toccare le lenzuola nelle quali mi devo sdraiare? aggiunse rivolto alla ragazza. Va a cercare il custode! 
La ragazza ubbid e corse via. Ora veniva la parte pi difficile, pens il sensale. Aveva solo quindici ducati per comprare lo schiavo. Quando il ragazzo gli aveva affidato quella somma di denaro, che di sicuro costituiva tutta la sua fortuna, juan non aveva voluto cancellare il suo sorriso n spegnere leccitazione di quegli occhi azzurri, ma gli schiavi di pi di cinquantanni erano venduti al mercato a trentadue ducati, malgrado lo scarso rendimento che ci si poteva aspettare da un uomo di quellet. A quanto poteva ammontare la miseria che il custode sperava di ottenere e della quale Hernando gli aveva parlato?
Hamid si stup che, dopo la violenza con cui lo aveva accolto, il cliente stesse ora riflettendo in silenzio, in piedi di fronte a lui, come se non esistesse. Cerc di schivarlo per rifare il letto, ma juan lo trattenne.
Non fare niente, gli ordin. Cosa importava, ormai, se quelluomo poteva sospettare ci che stava per succedere e chi lo avesse pianificato? Resta dove sei e in silenzio, capito?
Perch dovrei... inizi a chiedere Hamid, quando Angela e il custode entrarono nella stanza.
Un moro? ricominci a urlare juan. Mi hai mandato un moro! Luomo insist con un dito sul petto di Hamid. E mi ha anche insultato. Mi ha chiamato bastardo cristiano e adoratore di immagini.
Hamid perse la compostezza che lo distingueva e alz le mani.
Io non.,. cerc di difendersi.
Nessuno mi chiama bastardo cristiano! grid juan schiaffeggiandolo.
Lascialo stare! lo preg il custode, che si era interposto tra , di loro.
Frustalo! pretese Juan.Voglio vedere come lo castighi. Frustalo adesso! 
Il custode si chiese come avrebbe potuto frustarlo, dato che il povero Francisco non sarebbe sopravvissuto a pi di tre cinghiate. No, si oppose.
In questo caso, mi rivolger allInquisizione, lo minacci Juan.Tieni a lavorare con te un moro che insulta i cristiani e bestemmia, aggiunse mentre raccoglieva i suoi vestiti. LInquisizione lo castigher come merita! 
Hamid rimaneva in silenzio dietro il custode, che guardava
Juan intento a rivestirsi senza smettere di brontolare a voce bassa. Se il cliente lo denunciava allInquisizione, Francisco non sarebbe sopravvissuto nemmeno quindici giorni nelle loro carceri. Non sarebbe mai arrivato vivo al successivo autodaf, e quindi non avrebbe guadagnato nemmeno un misero reale per quello schiavo.
Per favore, supplic. Non denunciarlo. Non si  mai comportato cos.
Non lo farei, se tu lo castigassi. Sei tu il suo proprietario. Se quello schiavo fosse mio gli...
Te lo vendo! ,sbott il custode.
Perch dovrei prendermelo? E' vecchio... invalido... e sboccato. A che cosa mi serve?
Laltro cerc di provocarlo.Ti ha insultato. Che soddisfazione otterrai, se sar lInquisizione a castigarlo? Si pentir, come fanno tutti quei codardi, si riconcilier e lo condanneranno solamente allo scapolare. Vedi come  vecchio, no?
Juan finse di riflettere.
Se fosse mio, starebbe a raccogliere merda di mula tutto il giorno... borbott tra s e s.
Quindici ducati, offr il custode.
Sei pazzo! 
Cinque ducati. Juan ottenne Hamid per cinque ducati, cifra nella quale, tra laltro, si permise di pretendere che venissero compresi i servizi di Angela. Decise di non aspettare la mattina seguente: alla presenza di due clienti del postribolo che fecero da testimoni, pag con le corone doro che aveva nella borsa e abbandon il bordello con Hamid al seguito. Rimase comunque daccordo con il custode che si sarebbero visti alle prime ore del giorno seguente, per la stesura del contratto di compravendita.
Hernando era distratto dal racconto dellassedio e della conquista della citt di Haarlem, risalenti a cinque anni prima. Tra un boccale e laltro, la raccontava un soldato mutilato del tercio che vi aveva preso parte e al quale la gente pagava da bere compiaciuta. Il soldato, quasi cieco, esibiva con orgoglio gli stracci con cui aveva combattuto agli ordini di don Fadrique di Toledo, figlio del duca di Alba, e spiegava che durante il duro assedio alla citt fortificata, nel quale il tercio aveva subito numerose perdite, il nobile aveva pensato di rinunciare alla conquista. Aveva per ricevuto un messaggio di suo padre.
Il duca di Alba gli disse, raccont il soldato, con voce possente, che se alzava le tende senza aver sottomesso la citt, non lo avrebbe pi voluto come figlio e che se, al contrario, fosse morto nellassedio, sarebbe andato di persona a sostituirlo, anche se giaceva in un letto malato. Il capannello che circondava il soldato sembrava unoasi di silenzio rispetto alla confusione che regnava in plaza del Potro.Aggiunse che, nel caso in cui entrambi avessero fallito, sarebbe venuta dalla Spagna sua madre, a fare in guerra ci che il figlio e il marito non avevano avuto il coraggio o la pazienza di fare.
Dal gruppo circostante si alzarono mormorii di approvazione e qualche applauso, e il soldato ne approfitt per bere il vino rimasto nel boccale. Aspett con pazienza che glielo riempissero di nuovo, prima di lanciarsi a narrare la definitiva e sanguinosa conquista della citt. Hernando sent che qualcuno passava dietro di lui e gli sfiorava una spalla.
Si gir e si trov davanti Hamid, che zoppicava a testa bassa dietro al sensale. In mano aveva un fagottino non pi grande di quello che Fatima aveva portato il giorno del suo matrimonio. Juan ce laveva fatta! Un tremito gli attravers il corpo e, con la gola stretta, li guard dirigersi lentamente verso la parte superiore della piazza.
Per ordine di suo padre, esclam in quel momento il soldato, don Fadrique giustizi pi di duemilacinquecento valloni, francesi e inglesi...
Eretici! Luterani! 
Gli insulti alla resistenza dei cittadini di Haarlem non distrassero Hernando, a cui sembrava di sentire il fruscio della ciabatta consumata che Hamid strisciava sulla strada, quella strana cadenza che lo aveva accompagnato nella sua infanzia. Si port le dita agli occhi per asciugarsi le lacrime. Le due figure continuarono ad allontanarsi, indifferenti alla gente e alla confusione, alle risse e alle risate, al mondo intero! Un sensale basso, curvo e senza denti, furfante e truffatore. Un anziano zoppo e stanco della vita, saggio e santo. Strinse i pugni e agit le braccia quasi senza muoverle, reprimendo la forza, consapevole della tensione di ogni suo muscolo, esasperato dalla lentezza con cui il faqih attraversava la piazza.
Vide che superavano calle de los Silleros e quella de los Toqueros, poi girarono e passarono accanto allOspedale della Carit. Allora scrut la folla, certo che, come lui, tutti avessero notato quella magica coppia scomparsa in calle de Armas. Ma non era cos: nessuno sembrava aver prestato loro la minima attenzione e le persone vicine a lui continuavano ad ascoltare rapiti i racconti del mutilato.
Ci dovevano pi di venti mesi di paga e ci hanno impedito di saccheggiare la citt! Tutto il denaro che la citt aveva pagato per evitare la conquista  rimasto al re! gridava il cieco, sbattendo il boccale sul tavolo, posto in strada, e rovesciando il vino. Con grande eccitazione giustific lammutinamento dei soldati del tercio dopo la presa di Haarlem. E per punizione ai malati e ai feriti, come me, non hanno pagato gli arretrati! 
Mentre attraversava la piazza, imponendosi di non correre, Hernando si chiedeva che cosa gli importasse di quel cieco e di come sarebbero andate le cose in quellaltra guerra religiosa condotta dal cattolico re Filippo.
I due uomini lo aspettavano un po pi in l, in calle de Armas, fiocamente illuminati dal riflesso delle candele accese ai piedi di unImmacolata a grandezza naturale, collocata al di sopra di una bellissima feritoia lavorata. La strada sembrava deserta. Juan lo vide arrivare, Hamid no: rimaneva a testa bassa, sconfitto.
Hernando si ferm davanti a lui e si limit a prendergli le mani, senza riuscire a parlare. Con gli occhi a terra, il faqih guard le mani che lo avevano afferrato e gli stivali che Hernando calzava sempre, da quando lo avevano nominato cavallerizzo delle scuderie reali. Proprio quella mattina aveva camminato vicino a lui.
Hamid ibn Hamid, sussurr, alzando finalmente il viso.
Sei libero, riusc a dire Hernando e, prima che il faqih potesse rispondere, gli si gett tra le braccia e scoppi in un pianto nervoso.
La mattina seguente, davanti allo scrivano pubblico, mentre
Hamid era ormai affidato alle cure di Fatima, Juan e il custode della mancebia redassero il contratto di compravendita di Francisco, lo schiavo del postribolo. Come se si trattasse di un semplice e volgare animale, il custode non lo vendette come sano e forn allo scrivano il dettaglio di ogni difetto fisico di cui soffriva, sia quelli apparenti sia altri che non lo erano tanto. Juan, da parte sua, rinunci a reclamare per i difetti o vizi presenti o futuri dello schiavo, dopo di che compratore e venditore accettarono laccordo davanti a due testimoni, e lo scrivano firm il documento che lo sanciva.
Poco dopo, davanti a un altro scrivano e ad altri due testimoni, di modo che il precedente padrone non venisse a saperlo, juan dett la lettera di manomissione in favore del suo schiavo Francisco: gli concesse la libert e rinunci a qualunque genere di patronato che le leggi potessero riconoscergli sul suo servo cos malridotto.
Hernando baci il documento di manomissione che juan gli consegn alluscita della casa dello scrivano.
Ragazzo mio, sbagliavamo a fantasticare con le donne della Berberia. Nessuna di loro deve avere le chiappe che sono riuscito a palpare ieri, ma che non sono stato capace di assaggiare. Avevi ragione: sono diventato vecchio, gli disse il sensale, posandogli una mano sulla spalla.
No... cerc di giustificarsi Hernando.
Sai gi dove puoi trovarmi, e luomo se ne and, senza aggiungere altro.
Hernando lo guard. Mentre Juan si allontanava, gli sembr che camminasse un po pi diritto rispetto al giorno precedente.
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FINE Parte 3.